Il 2016 verrà ricordato come l’anno in cui la concentrazione di CO2 ha superato permanentemente i 400ppm.

Il 2016 è stato l’anno più caldo mai registrato e anche l’anno in cui la concentrazione di CO2 ha superato permanentemente i 400ppm (parti per milione), in particolare nel mese di Settembre, mese in cui i valori di concentrazione dell’anidride carbonica dovrebbero essere al loro minimo annuo.

CO2

La CO2 (anidride carbonica o biossido di carbonio) è un gas naturale inerte, inodore ed incolore, naturalmente presente in atmosfera in concentrazioni limitate. È un gas che fa parte dei cicli biogeochimici naturali, quale risultato dell’ossidazione delle molecole organiche nell’atmosfera, dove permangono e contribuiscono positivamente all’effetto serra naturale, (effetto di termoregolazione naturale della Terra, che permette condizioni termiche idonee alla nascita ed al mantenimento della vita terrestre).  Fino al 1850, nell’epoca preindustriale, la concentrazione di CO2 in atmosfera era di 280ppm, ma col passare del tempo le attività dell’uomo hanno fatto sì che questo gas si sia progressivamente accumulato nell’ atmosfera, accentuando l’effetto serra e determinando così un riscaldamento del clima terrestre.

Rispetto al ciclo del carbonio naturale, l’attività antropica con l’utilizzo di combustibili fossili, non fa altro che ri-immettere nell’atmosfera CO2, che la natura, in milioni di anni, ha assorbito e stoccato in colossali giacimenti organici sotterranei. Anche la crescente antropizzazione del pianeta e il cambio d’uso del territorio, come il disboscamento della foresta pluviale, contribuiscono all’aumento della concentrazione atmosferica di CO2.

LA SOGLIA DEI 400ppm

Il 2013 è stato il primo anno in cui si è registrato il raggiungimento della soglia dei 400ppm di CO2, dato che nel 2015 si è imposto come valore medio globale. Petteri  Tallas, segretario generale del wmo (world meteorological organization), afferma che “il 2015 sarà ricordato come data di inizio di una nuova era di cambiamenti climatici con le concentrazioni dei gas serra a livelli record”, e che è arrivata come una sentenza la “nota sul raggiungimento del punto minimo annuale” emessa il giorno 23 settembre 2016 dallo Scripps institute for oceanography dell’università della California -San Diego– e poi confermata dal wmo, in cui si affermava appunto che la concentrazione di CO2 nel Settembre 2016 non è mai stata inferiore ai 400ppm.

FONTE: CLIMATE CENTRAL

Dell’emissione e dell’assorbimento dell’anidride carbonica  è responsabile l’emisfero boreale. Settembre è il mese in cui, tendenzialmente, la concentrazione media di CO2  risulta essere la più bassa dell’anno, in quanto, essendo questo un mese di transizione tra l’estate e l’autunno, si verificano l’indebolimento dell’assorbimento di anidride carbonica da vegetazione e l’aumento del rilascio di CO2 dal suolo.

Gavin Schmidt , scienziato capo del clima della NASA, ha dichiarato in una e-mail testuali parole: <<Secondo me, noi non vedremo mai più un mese con un valore medio inferiore ai 400ppm>>.

SOGLIA DI SICUREZZA

È spaventoso e sconcertante constatare il fatto che la soglia di sicurezza da non superare, fissata a 350 ppm, sia stata abbondantemente superata, e che già sia stata raggiunta la nuova soglia fissata pari a 400ppm. Ancora più spaventoso è soffermarci a riflettere sul fatto che il punto di non ritorno,  fissato ai 450 ppm, è un valore che impedirebbe di mantenere l’aumento della temperatura globale entro i 2 gradi centigradi. Ogni anno l’anidride carbonica in atmosfera sta aumentando di un valore medio di 2 ppm, soprattutto a causa delle attività umane, e gli scienziati stanno affermando chiaramente che continuando di questo passo nel 2050 anche tale soglia sarà abbondantemente raggiunta.

STATI CON PIÚ  ALTA EMISSIONE

Nella classifica degli stati con più alta emissione di CO2 nell’atmosfera, si distinguono la Cina che si aggiudica il primato, seguita da Stati uniti e Unione Europea. In Europa l’emissione di CO2 risulta essere maggiore nei casi di Germania, Regno Unito e Italia .

fonte: http://edgar.jrc.ec.europa.eu/CO2REPORT2012.pdf

COSA FARE

La CO2 permane in atmosfera per centinaia, a volte migliaia, di anni. Questo significa che anche diminuendo l’emissione di CO2, e emettendo ad esempio un valore pari a “0”, paradossalmente vedremmo ancora un aumento della sua concentrazione in atmosfera per decine di anni. Questo dato è forte fonte di preoccupazione per il pianeta, in quanto già sappiamo che arrivati ad un valore di 450ppm, (c’è chi ritiene che il limite 350ppm era il valore da non superare), non si riuscirebbe a mantenere l’incremento medio di temperatura globale sotto i 2 gradi centigradi.

Emissioni di CO2 da combustibili fossili

È necessario e fondamentale quindi  ridurre immediatamente le emissioni di CO2, intervenire al rimboschimento delle foreste, anche se, come abbiamo visto, questo non basterà a far invertire il trend, ma quantomeno sarà utile, e non è poco, a rallentarne l’incremento. È necessaria, come dice Peter  Wadhams, “ una cosa che non è stato ancora inventata: un metodo su larga scala per far passare l’aria attraverso una macchina che tolga il biossido di carbonio”.

CAMBIAMENTI CLIMATICI

Peter  Wadhams, ex direttore dello Scott Polar Research Institute di Cambridge, ha denunciato che “L’impatto del clima estremo, spesso violento sulle coltivazioni in un mondo dove la popolazione continua ad aumentare rapidamente non può che essere disastroso. Prima o poi, ci sarà un abisso incolmabile tra le esigenze alimentari globali e la nostra capacità di produrre cibo in un clima instabile. Inevitabilmente, la fame ridurrà la popolazione mondiale e mentre i Paesi del Nord America e dell’Europa ignorano la minaccia che il cambiamento delle condizioni meteorologiche causerà ai rifornimenti di cibo mondiali,  la Cina sta prendendo «misure di auto-protezione»”.

l’Accordo di Parigi del 2015 ha portato delle flebili speranze di cambiamento, ma questo ancora non basta. Dovrebbe avvenire una vera rivoluzione energetica per cambiare il trend di cambiamenti ecologici e climatici che noi, con le nostre attività, abbiamo avviato. Molto probabilmente questo trend non potrà essere invertito ma sicuramente dovrà essere fermato o quantomeno rallentato. Ribadiamo che l’aumento della CO2 atmosferica, ( e non solo CO2), porta all’aumento della temperatura media globale e con essa, a cascata, attiva molti cambiamenti climatici che già ci stanno facendo pagare il prezzo da pagare per averli attivati.

Nel mese di Febbrai 2017 il valore medio è stato 406.42 ppm.

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