I ricercatori del National Institute of Advanced Industrial Science and Technology (Aist)  di Tsukuba in Giappone hanno realizzato il primo drone impollinatore.

Una ricerca pubblicata il 9 Febbraio descrive lo studio che ha portato alla costruzione del primo drone impollinatore, progettato per sopperire all’inesorabile declino degli insetti impollinatori.

RISCHIO ESTINZIONE

Sono circa 20mila gli insetti impollinatori presenti in natura e fondamentali per l’agricoltura: 2 su 5 specie sono sulla strada dell’estinzione, tra queste specie ci sono le api e il loro declino è un problema globale, con ripercussioni significative per quanto riguarda l’impollinazione delle piante, con conseguente minaccia alla produzione alimentare mondiale e con un danno economico che è di circa 577.000.000.000 $.

In alcune zone della Cina rurale, le api sono talmente poche che la popolazione locale ha iniziato ad impollinare a mano gli alberi da frutta.

A sopperire a tale fabbisogno di impollinazione arriva in aiuto il drone impollinatore realizzato dai ricercatori del National Institute of Advanced Industrial Science and Technology (Aist)  di Tsukuba in Giappone. Si tratta del primissimo prototipo di questa tecnologia che si vuole avvalere di piccoli droni per impollinare i fiori.

LA SCOPERTA DEL GEL

Eijiro Miyako, uno dei responsabile del progetto racconta che tutto è iniziato per caso, dieci anni fa stava conducendo una ricerca sui liquidi ionici (sali allo stato liquido), per vedere se poteva trovare solventi che potessero essere dei buoni conduttori elettrici. Ma finì per sviluppare un gel che era appiccicoso come la cera per capelli, ma non andava bene come conduttore. Considerando questo gel un fallimento, abbandonò il progetto, ponendo il gel in un armadietto. Diversi anni dopo, Miyako ritrova la sostanza, scoprendo con stupore, che pur essendo senza coperchio per così tanto tempo, il gel non si era ne alterato ne evaporato.

Questo gel alla fine è stato il fulcro che ha spinto i ricercatori a iniziare il progetto del drone.

IL TEST

Per testare il loro gel, il team di Miyako ha posto delle gocce del gel su alcune formiche ponendole poi in una scatola con dei tulipani. Il gel ha aiutato le formiche provviste di esso, a raccogliere più polline sui loro corpi rispetto ad altre sprovviste.

Scoperto, che grazie a questo esperimento il gel funzionava bene per raccogliere il polline, adesso serviva qualcosa che fosse capace di volare, e i ricercatori hanno pensato bene che per cominciare potesse bastare un piccolo drone acquistabile al dettaglio per soli 100€.

Il velivolo è un semplice drone a quattro eliche, e come tale ovviamente non è stato progettato per impollinare i fiori, infatti il corpo di plastica è troppo liscio per trattenere notevoli quantità di polline, per risolvere questo problema il team di Miyako ha apposto nella parte inferiore della scocca del drone una piccola striscia composta da crine di cavallo imbevuta del gel.

Nei test il loro drone modificato, è stato in grado di impollinare con successo dei gigli giapponesi ( Lilium japonicum ), riuscendo a trasportare i granelli minuscoli di polline da una pianta all’altra. Tutta l’operazione di impollinazione effettuata dal drone è stata telecomandata da un operatore.

Il bisogno di un operatore umano per permettere l’impollinazione, più una bassissima efficienza di impollinazione da parte del drone, ci fa comprendere come tale ricerca sia ben lontana dal creare dei veri droni autonomi capaci di impollinare autonomamente, ma gli sforzi fatti sono comunque utili per sviluppare materiali e tecnologie di bioingegneria che potrebbero effettivamente portare ad un impollinatore robotico bio-ispirato.

SALVIAMO GLI INSETTI IMPOLLINATORI

Se l’invenzione del drone impollinatore, da un lato è molto affascinante tecnologicamente, dall’altro lato si rivela molto triste, pensare alla ricerca biologica e tecnologica che già studia il modo di rimpiazzare il lavoro eseguito dagli insetti impollinatori è deprimente.

Ben vengano le innovazioni tecnologiche ma di più valore sono tutte le azioni, i cambiamenti, gli sforzi che si stanno attuando e che si devono attuare per contrastare il declino degli insetti impollinatori.

“Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita” Albert Einstein.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here