Donald Trump ha recentemente firmato un ordine esecutivo, che ha l’obiettivo di smantellare le politiche climatiche introdotte da Obama.

Martedì 28 Marzo 2017 il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump, ha firmato il decreto chiamato “Energy Independence”,  che impone alla US Environmental Protection Agency (EPA) di abrogare il Clean power plan introdotto da Barack Obama.

Il Clean power plan è una delle principali misure di contrasto ai cambiamenti climatici introdotte dall’ex presidente Obama, si tratta di un insieme di norme di carattere ambientale, tra le quali, alcune limitano le emissioni di CO2 delle centrali elettriche.

Queste norme sono state attuate per rispettare l’impegno preso dagli Stati Uniti d’America durante la Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici del 2015.

Durante la cerimonia di firma presso la sede dell’EPA, affiancato da minatori di carbone, il presidente Trump ha detto “La mia amministrazione sta mettendo fine alla guerra al carbone, attraverso il decreto promulgato oggi, introduco un provvedimento storico con il quale possiamo eliminare le restrizioni imposte all’energia americana, farla finita con le intromissioni del governo e abrogare le regolamentazioni che distruggono posti di lavoro”.

L’ordine di Trump prepara anche le basi per un rollback più ampio di regole federali in ambito climatico, compresi gli sforzi per preparare la nazione agli effetti causati dai mutamenti climatici e dall’aumento delle temperature.

L’amministrazione ha infatti annunciato che riesaminerà i severi standard che regolano il consumo di carburante per auto e camion leggeri.

Trump cosa vuole abrogare? 

L’Energy Independence, cerca di arrestare le diverse politiche che l’ex presidente Barack Obama ha messo in atto per affrontare il riscaldamento globale.

Il più grande obiettivo delle politiche ambientali dell’ex presidente, era l’utilizzo di energia pulita:

  • riducendo la richiesta di energia dalle centrali elettriche, riducendo di conseguenza le emissioni di anidride carbonica;
  • aumentando la distribuzione di fonti energetiche a basse emissioni di carboni;
  • aumentando l’efficienza degli impianti esistenti a combustibili fossili.

Le direttive di Obama richiedevano alle agenzie federali di prendere in considerazione i cambiamenti climatici durante la scrittura dei regolamenti e il rilascio dei permessi per i grandi progetti infrastrutturali, compresi gli oleodotti/gasdotti e le autostrade.

Il piano aveva l’obiettivo di ridurre del 32% le emissioni di CO2 da parte del settore energetico entro il 2030, rispetto ai livelli di emissione di CO2 del 2005.

La politica di Obama è sospesa dal febbraio 2016, in attesa di una sfida legale da parte di 27 stati. Adesso Trump vuole presentarsi anche lui in tribunale contro queste norme attraverso il decreto attuato da lui, per iniziare il processo di abrogazione e riscrittura della norma, che potrebbe richiedere anni.

Il decreto impone anche alle agenzie federali di rescindere o modificare le politiche che potrebbero ostacolare la produzione di energia interna.

Primo passo per uscire dall’accordo di Parigi 2015?

Gli Stati Uniti si sono impegnati durante l’accordo di Parigi a ridurre le proprie emissioni di gas serra tra il 26 e il 28 per cento entro il 2025 rispetto ai livelli del 2005.

L’ordine esecutivo firmato da Trump non affronta per ora il “problema” dell’accordo di Parigi, anche se Trump ha promesso di tirare gli Stati Uniti fuori dall’accordo sul clima.

Un funzionario della Casa Bianca ha detto : “Abbiamo una visione diversa di come si dovrebbe affrontare la politica sul clima”.

Se le nuove politiche di Trump sull’ambiente verranno effettivamente applicate, gli Stati Uniti non saranno in grado di rispettare gli impegni contenuti nell’accordo.

SARÀ FACILE PER TRUMP?

Trump dovrà fronteggiare la doppia concorrenza dello shale gas da una parte e delle tecnologie rinnovabili, sempre più competitive, dall’altra. Gli incentivi fiscali federali  decisi dall’amministrazione Obama, per la produzione di energia eolica e solare saranno erogati per molti altri anni, grazie al sostegno dei produttori di energia eolica rappresentati dai politici Repubblicani al Congresso. Trump potrebbe incontrare l’opposizione di singoli stati, come lo stato di New York e la California che hanno già annunciato di opporsi all’Energy Independence, senza contare i ventinove stati che hanno già adottato delle leggi per sostituire gran parte della loro produzione di energia elettrica da combustibili fossili con quella da fonti energetiche green.

Gina McCarthy, direttrice dell’Epa dell’epoca Obama, dice: “Non è soltanto pericoloso, ma è anche imbarazzante per noi e i nostri affari su scala globale il lasciare da parte opportunità per le nuove tecnologie, per la crescita economica e la leadership degli Usa”.

Edward Markey senatore democratico ha detto sull’Energy Independence: una dichiarazione di guerra contro la leadership dell’America sui cambiamenti climatici e il futuro della nostra energia pulita”.

LA COERENZA DI TRUMP

Il presidente Trump non ha mai nascosto il suo scetticismo sui cambiamenti climatici, definendoli durante la sua campagna elettorale come una bufala, e dichiarandosi favorevole allo sfruttamento di tutte le risorse energetiche nazionali, schierandosi a sfavore degli impegni presi dagli stati unita d’America durante l’accordo di Parigi

E nei primi suoi due mesi da presidente non ha di certo peccato di incoerenza:

  • annullando la moratoria, imposta da Obama nel 2016, per la concessione di nuove attività minerarie sui terreni federali;
  • annullando il blocco delle compagnie minerarie superficiali nei pressi dei corsi d’acqua inquinati;
  • annullando il nuovo sistema contabile che imponeva alle imprese di carbone e ad altre aziende energetiche di pagare di più per le concessioni federali;
  • aver annunciato la revisione delle regole che dovrebbero ridurre i consumi di carburante dei veicoli (fuel economy standard);
  • autorizzando la costruzione dell’oleodotto Keystone XL.

“La cancellazione del cambiamento climatico può avvenire nella mente di Donald Trump, ma in nessun altro posto.” il governatore della California Jerry Brown.

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