Un tribunale del Costa Rica ha, per la prima volta, condannato al carcere un’imprenditrice di Taiwan per shark finning.

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Il 7 febbraio 2017, la Corte di Puntarenas Trial, città portuale del Costa Rica, ha imposto una pena detentiva di sei mesi ad una donna d’affari di Taiwan, per possesso illegale di pinne di squalo.

Credit: Thierry Minet

Lo shark finning

Lo shark finning è una pratica illegale che consiste nel recidere le pinne allo squalo appena pescato mentre è ancora vivo e cosciente, per poi rigettarlo in mare agonizzante. Incapace di nuotare in modo efficace lo squalo è destinato a morire per asfissia, di fame o ad essere mangiato. L’asfissia sopraggiunge poiché, gli squali necessitano di un continuo movimento per forzare l’acqua attraverso le branchie ed immagazzinare ossigeno.

Le pinne di squalo vengono utilizzate nella cucina asiatica per preparare una zuppa considerata una prelibatezza diffusa tra il ceto medio, una ciotola può costare 100 $ USD.

La pinna di squalo è insapore, utile soltanto per la sua consistenza gelatinosa.

Uno squalo viene ucciso soltanto per le sue pinne vendute a prezzi elevati, mentre il costo della carne è di basso valore.

Lo shark finning è un problema grave in Costa Rica, che coinvolge la criminalità organizzata e la mafia taiwanese.  Dagli anni novanta il Costa Rica fornisce, suo malgrado, un contributo significativo nel mercato internazionale di pinna di squalo.

Il finning è attualmente proibito negli Stati Uniti, Canada, Brasile, Australia e Oman, l’Unione europea ha vietato questa pratica nel 2003, ma ha continuato a  derogare per anni fino al 2012  quando è stato emanato il divieto a tutte le deroghe alla pratica del finning.

In molte aree del mondo è ancora in vigore, ma forse qualcosa sta lentamente cambiando.

IL CASO

Il caso risale al 2011, quando una barca da pesca, il Jia pallido Men 88, appartenente all’imprenditrice di Taiwan, Tseng Chang, è stata trovata con a bordo 151 squali con le pinne mozzate. Nel 2014 l’imprenditrice è stata inizialmente assolta, è stato però presentato un appello e ora la corte di Puntarenas ha giudicato l’imputata colpevole di danni alle risorse naturali del Costa Rica.

In Costa Rica si tratta della prima sentenza penale, contro la pratica dello shark finning.

Il direttore territoriale per il Costa Rica dell’organizzazione Conservation International, Marco Quesada ha dichiarato “Questa sanzione penale riflette la crescente preoccupazione per gli squali in Costa Rica e crea un importante precedente internazionale”.

“Questa è una fase storica, in quanto è la prima volta che c’è stata una condanna penale per finning. Ci complimentiamo con gli sforzi dell’Ufficio del Pubblico Ministero nel far rispettare le leggi nazionali e gli impegni internazionali del Costa Rica. Ci auguriamo che la risoluzione di questo caso aiuti a prevenire questa pratica”, ha detto Gladys Martinez, avvocato dell’Associazione Interamerican per la Difesa Ambientale (AIDA).

SALVAGUARDIA

Nel 2016 alcune associazioni che si battono per la tutela della fauna marina mondiale come Sea Shepherd, hanno accusato il presidente del Costa Rica Luis Guillermo Solis Rivera, di aver rallentato e ostacolato la protezione degli squali. Ma forse qualcosa sta cambiando, recentemente il presidente si è impegnato a quadruplicare la riserva intorno a Coco Islands National Park, favorendo cosi la salvaguardia degli squali balena e squali martello che abitano le acque.

Antony Dickson/AFP/Getty Images

Nonostante questo sviluppo positivo, c’è ancora un sacco di lavoro da fare in Costa Rica. Il Consiglio rappresentativo delle autorità scientifiche (CRAC-CITES) sta attualmente esaminando una richiesta di esportare un carico di 690 chili di pinne di squalo martello dal Costa Rica in Asia. Smalley Development SA ha presentato la richiesta di permesso di esportazione, che gli ambientalisti hanno aspramente criticato.

CONCLUSIONI

Oggi, oltre 20 specie di squalo sono a rischio d’estinzione, altre, se non verranno prese contromisure in breve tempo, lo saranno tra pochi anni. La maggior parte degli squali hanno subito un grave calo demografico, lo squalo tigre (Galiocerdo cuvier), lo squalo pinna nera (Carcharinus melanopterus), lo squalo martello (Sphyrna zigaena), e lo squalo toro (Carcharias taurus) hanno subito un calo di oltre il 90%.

Gli squali, hanno un ciclo riproduttivo molto lento che non permette di colmare il gap tra il notevole numero di morti per mano dell’uomo e le nascite.

Uno squalo, impiega circa 7 anni per raggiungere la maturità sessuale ed è in grado di procreare 1-2 piccoli l’anno.

Gli squali fungono da “regolatori dell’ecosistema” e la loro estinzione comporta rischi per l’intera catena trofica dell’oceano e di conseguenza per l’intero ecosistema, con conseguenze che comportano rischi sia per il pianeta che per la vita dell’uomo.

 

Louise Cumuli, consulente capo sulla politica di Marine del WWF-UK spiega : “Oltre ad essere una fonte di straordinaria bellezza naturale e di meraviglia, i mari sani sono il fondamento di un’economia globale funzionante. Dall’eccesso di sfruttamento della pesca, al degrado degli habitat costieri e con il nostro non affrontare seriamente il riscaldamento globale, stiamo seminando i semi della catastrofe ecologica ed economica. ”

Ogni anno vengono uccisi 100 milioni di squali

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