La Nasa annuncia, nell’oceano al di sotto dei ghiacci di Encelado, una delle lune di Saturno, ci sono condizioni tali da favorire la vita.

Durante la conferenza della NASA andata in diretta alle 20:00 (orario Italiano) del 13/04/2017, la Nasa ha annunciato di aver raccolto, grazie alla sonda Cassini, dati che suggeriscono la presenza di condizioni favorevoli ad ospitare la vita nell’oceano presente sotto lo strato ghiacciato che avvolge Encelado.

L’annuncio è stato accompagnato dalla pubblicazione, su Science, dell’articolo “Cassini finds molecular hydrogen in the Enceladus plume: Evidence for hydrothermal processes”, da parte di un team di ricercatori coordinato dal professor Junter Waite del Southwest Research Institute.

L’ANNUNCIO

Il professor J. Hunter Waite durante la diretta tv dalla Nasa ha spiegato «i potenti geyser, espulsi dall’oceano di acqua liquida attraverso le fenditure della coltre di ghiaccio che ricopre interamente il satellite, contengono idrogeno molecolare (H2), ossia molecole di idrogeno composto da due atomi dello stesso elemento, che insieme a molecole di carbonato, rilevate in precedenti studi, stanno a indicare uno stato di squilibrio chimico nell’oceano di Encelado».

Linda Spilker, Cassini project scientist presso il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California, aggiunge: “Abbiamo rilevato idrogeno nei geyser di Encelado. L’idrogeno arriva dall’interno del satellite, e potrebbe implicare la possibilità che possa ospitare la vita“. “La conferma che l’energia chimica per lo sviluppo di vita esista all’interno di un oceano su una piccola luna di Saturno è un’importante pietra miliare nella ricerca di mondi abitabili oltre la Terra.”

Durante la conferenza è stato anche annunciato che le osservazioni compiute da Hubble sulla luna di Giove Europa, confermano che l’attività eruttiva sul satellite è reale e non un caso isolato.

Encelado

Encelado con un diametro di 504 chilometri ( meno di 1/7 di quello della nostra Luna),  è  il sesto satellite naturale di Saturno in ordine di grandezza, dopo Titano (5150 km), Rea (1530 Km), Gipeto (1440 Km), Dione (1120 Km) e Teti (1050 Km), ed è il quattordicesimo in ordine di distanza.

Scoperto il 28 agosto 1789 dal fisico e astronomo britannico William Herschel, ma solo negli anni ’80 del secolo scorso, grazie alle sonde Voyager, sono stati raccolti i primi dati consistenti.

Possiede un nucleo roccioso composto da silicati, ossigeno e altri elementi chimici.

Il nucleo è interamente circondato da uno strato di acqua di spessore variabile, da 2 a 60 chilometri, acqua che in superficie crea uno strato ghiacciato che avvolge completamente il satellite.

Presenta una temperatura media di 200 gradi sotto lo zero.

LA SCOPERTA

La sonda Cassini realizzata in collaborazione tra Nasa, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi), è stata mandata in orbita per studiare Saturno e il suo sistema di satelliti e anelli.

La missione Cassini-Huygens, partita nell’ottobre del 1997 , ha impiegato sette anni per raggiungere  il sistema di Saturno.

I pennacchi di Encelado, fotografati dalla sonda Cassini nel 2005.

Nel 2005  i dati forniti dai numerosi strumenti della sonda Cassini hanno permesso di rilevare fenomeni di criovulcanismo su Encelado. Immagini riprese tra gennaio e febbraio del 2005 dalla sonda Cassini mostrano un pennacchio di particelle ghiacciate dal polo sud del satellite. Il pennacchio viene emanato da analoghi geyser terrestri.

Nel 2014 grazie alla ricerca italiana condotta da Luciano Iess, dell’Università Sapienza di Roma e finanziata dall’ASI,  si è scoperto che i ghiacci di Encelado celavano un oceano.

Il 28 ottobre 2015, ad appena 49 chilometri di altezza dalla superficie, a una velocità di 8,5 km al secondo, durante uno dei flyby di Cassini nei vapori dei geyser, lo strumento Ion Neutral Mass Spectrometer (INMS), aveva rilevato tra lo 0,4 e l’1,4 per cento in volume di idrogeno molecolare, e di un contenuto compreso tra 0,3 e 0,8 per cento in volume di anidride carbonica.

Ed è proprio da questo rilevamento da parte dello strumento INMS, che proviene l’articolo pubblicato su Science il 13/04/2017 e il conseguente annuncio della Nasa.

METANOGENESI

Idrogeno molecolare e anidride carbonica, sono “ingredienti” fondamentali per la metanogenesi processo con il quale microrganismi appartenenti al regno Archea producono metano. Questo processo è una forma di respirazione anaerobica, attraverso il quale alcune forme di vita utilizzano come accettore finale di elettroni carbonio ossidato( come l’anidride carbonica), al posto dell’ossigeno.

Sia l’idrogeno molecolare che l’anidride carbonica sono stati rilevati dalla sonda Cassini nei vapori di uno dei pennacchi fuoriusciti dai geyser su Encelado, suggerendo condizioni favorevoli alla presenza di vita.

Purtroppo gli strumenti di Cassini non sono abbastanza sensibili da rilevare tracce di organismi viventi, e dopo 13 anni di esplorazioni la sonda ha quasi esaurito il carburante, e si sta avviando alla sua fase conclusiva, una serie di passaggi tra Saturno e l’anello interno al fine di raccogliere più dati possibili, prima della distruzione della sonda nell’atmosfera del gigante gassoso, che avverrà nel mese di settembre 2017.

GEYSER SU EUROPA

Sempre nel corso della conferenza stampa, è stato reso noto, che il telescopio spaziale Hubble ha rilevato nel 2016 su Europa , luna di Giove, per la seconda volta dopo il 2014 un pennacchio di vapore acqueo, comprovando che l’attività di criovulcanismo sul satellite rilevata nel 2014, non è stato un caso isolato.

Anche questo annuncio è stato accompagnato da una pubblicazione su  The Astrophysical Journal Letter.

Il pennacchio ripreso recentemente, sorge circa 100 chilometri sopra la superficie di Europa, mentre quello osservato nel 2014 è stato stimato a circa 50 chilometri di altezza.

La luna Europa di Giove ripresa dalla sonda Galileo nel 1997

Europa

Europa è la quarta luna di Giove per dimensione, con un diametro di 3100 km è leggermente più piccola della nostra Luna.

Come nel caso di Encelado sotto la superficie ghiacciata, Europa nasconde un oceano.

Illustrazione della sonda durante uno dei 45 sorvoli ravvicinati di Europa previsti dal piano di missione

LA MISSIONE EUROPA CLIPPER

Missione prevista nel 2020 per analizzare Europa, ha come obiettivi primari:

  • confermare l’esistenza di acqua sotto al ghiaccio e caratterizzarne la natura, con annessi processi di scambio con la superficie;
  • analizzare la distribuzione e la chimica dei composti chiave, con relativi collegamenti con la composizione oceanica;
  • comprendere la struttura e formazione della superficie, inclusi i siti di recente o attuale attività.

CONCLUSIONI

La notizia che molti aspettano della conferma di vita extra-terrestre ancora non è arrivata, ma sicuramente questo annuncio apre le porte a grandi aspettative e possibilità.◊

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