La NASA e l’Esa hanno raccolto le prove dell’esistenza di una nuova luna che orbita attorno al pianeta nano 2007 OR10, situato nella “fascia di Kuiper”.

 

Fonte: Nasa

La ricerca pubblicata sulla rivista The Astrophysical Journal Letters, da un gruppo di ricercatori coordinati da Csaba Kiss dell’Osservatorio Konkoly di Budapest, riporta la scoperta di una nuova luna  nella fredda “fascia di Kuiper” alla periferia del nostro sistema planetario, luna che orbita intorno al pianeta nano 2007 OR10, il terzo più grande dopo Plutone e Eris.

La fascia di Kuiper

La Fascia o Cintura di Kuiper è una regione situata oltre l’orbita di Nettuno, la quale contiene molti corpi ghiacciati, rimasti dalla formazione del nostro sistema solare 4,6 miliardi di anni fa, ed è considerata la fonte delle comete a breve periodo, intese come quei corpi che a volte, vittime di spostamenti dovuti a fenomeni gravitazionali, vanno a penetrare nel sistema solare assumendo un’orbita ellittica intorno al Sole.

L’esistenza di questa regione, è stata teorizzata dall’astronomo Gerard Kuiper nel 1951, ma solo nel 1992,  quando fu scoperto il primo oggetto della Fascia di Kuiper, arrivò la conferma che la teoria di Kuiper era esatta.

Con forma presumibilmente schiacciata ed una estensione che va da 38 a 50 UA, la Fascia di Kuiper contiene un numero indefinito di corpi (Kuiper belt objects, o KBO), compreso tra dieci milioni ed un miliardo. La maggior parte di questi oggetti è di piccole dimensioni, di solito con un diametro fra i 10 e i 50 km, i corpi più grandi sono chiamati pianeti nani, e con un diametro stimato di 2326 km Eris è il più grande, seguito da Plutone.

N.B

L’Unità Astronomica (U.A.) rappresenta l’unità di misura usata in astronomia quando si tratta di dimensioni planetarie. Corrisponde alla distanza media fra il Sole e la Terra ed ha il valore di 149,6 106 km.

I pianeti nani

I pianeti nani sono oggetti del Sistema Solare che rientrano in una nuova classificazione introdotta il 24 Agosto 2006 dall’Unione Astronomica Internazionale (IAU), che si è resa necessario introdurla dopo che nel 2005 furono scoperti nel nostro sistema solare altri tre oggetti (QuaoarSedna ed Eris) di dimensioni comparabili a quelle di Plutone, gli astronomi si posero quindi la domanda se era giusto affollare il sistema solare di pianeti, dato che erano convinti che si potesse riuscire a scoprirne altri delle dimensioni di Plutone e, quindi, il numero di pianeti con caratteristiche simili a Plutone sarebbe cresciuto rapidamente.

Questi pianeti nani hanno una massa capace di mantenere una struttura rigida, rotonda e resistente alle proprie forze gravitazionali, ma non sufficiente a ripulire la loro orbita dai corpi minori che si trovano nelle proprie vicinanze.

La classe dei pianeti nani che orbitano intorno al sole, conta 5 membri: Cerere, Plutone, Haumea, Makemake, Eris.

2007 OR10

Il pianeta nano 2007 OR10  è stato scoperto il 17 luglio 2007 dagli astronomi Meg Schwamb, Mike Brown e David Rabinowitz utilizzando il Samuel Oschin telescopio presso l’Osservatorio Palomar in California.

Attualmente è il più grande oggetto conosciuto del sistema solare a non avere una designazione definitiva, gli autori della scoperta l’hanno soprannominato “Snow White” (Biancaneve).

Basandosi sulle stime del maggio 2016, 2007 OR10 dovrebbe avere un diametro di 1535 km, che lo porta ad essere il terzo più grande pianeta nano, dopo Plutone ed Eris, inoltre, con un periodo di quasi 45 ore, presenta uno dei moti di rotazione più lenti nell’intero Sistema Solare. La sua orbita intorno al Sole è altamente eccentrica, la sua distanza minima è 33 unità astronomiche mentre la massima è di 101 unità astronomiche (in prospettiva, Plutone non supera mai le 49 unità astronomiche dai Sole).

La luna di 2007 OR10

Il periodo di rotazione di 45 ore scoperto grazie alla sonda Kepler della Nasa, aveva già fatto pensare all’influenza gravitazionale di un satellite che lo rallentasse e le immagini raccolte dal telescopio Hubble non hanno fatto altro che confermare i sospetti dei ricercatori.

Il pianeta nano intorno a cui orbita e la sua stella sono stati osservati anche all’infrarosso, tramite il telescopio Herschel dell’Esa, allo scopo di calcolarne le dimensioni. Il nuovo satellite è abbastanza grande, con un diametro stimato di 200-400 chilometri.

“La scoperta di satelliti intorno a tutti i grandi pianeti nani – ad eccezione di Sedna – significa che, quando miliardi di anni fa questi corpi si formavano, dovevano esserci collisioni molto frequenti, e questo ci offre un’indicazione sui modelli di formazione planetaria che dobbiamo prendere in considerazione” ha spiegato Csaba Kiss.

La scoperta potrebbe consentire di comprendere meglio come si siano formate le lune agli albori del nostro sistema planetario.◊

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