Tra quattordici mesi, la NASA prevede di lanciare un veicolo spaziale nell’orbita del Sole.

Nella conferenza stampa della Nasa, tenutasi mercoledì 31 maggio a William Eckhardt Research Center Auditorium dell’University of Chicago, la Nasa ha presentato la missione  Parker Solar Probe, descrivendola come la prima visita dell’umanità a una stella.

Il 31 luglio, 2018, una finestra di lancio di 20 giorni si aprirà per la Parker Solar Probe.

La missione darà agli scienziati, la possibilità di rispondere a domande di lunga data, tra le quali “cosa accade dentro l’atmosfera esterna della nostra stella?”, “Come viene accelerato il vento solare?”. Per fare ciò, Parker Solar Probe si avvicinerà fino a a 5,9 milioni di chilometri  dalla superficie del Sole. Questo è solo un ottavo della distanza tra il Sole e Mercurio, nel punto di massimo avvicinamento del pianeta.

Eugene Parker

La missione chiamata precedentemente Solar Probe Plus, cambia nome in onore di Eugene Parker, lo scienziato che ha teorizzato l’esistenza del vento solare più di 50 anni fa.

L’amministratore associato della NASA Thomas Zurbuchen ha detto: “La NASA ha dedicato circa 20 sonde a ricercatori illustri, come Hubble, Chandrasekhar e Fermi, tuttavia, non ha mai nominato un veicolo spaziale a un ricercatore ancora in vita. È una sorta di ringraziamento per l’importanza dei suoi studi. Personalmente sono molto contento di onorare un grande uomo e un grande scienziato”.

Eugene Parker, che compirà 90 anni il mese prossimo, è conosciuto in tutto il mondo per la sua teoria sul vento solare. Nel 1958, quando era un giovane professore dell’istituto Enrico Fermi dell’Università di Chicago, e dove ora è professore emerito del Dipartimento di Astronomia e Astrofisica, pubblicò uno studio dal titolo “Dinamiche dei gas interplanetari e dei campi magnetici”, dove si spiegava il fenomeno che fu poi definito come Vento solare.

Ha detto Parker: “Sono certamente molto onorato di essere associato a una tale eroica missione spaziale. Con eroica, naturalmente, mi riferisco alla temperatura della radiazione termica del Sole, e le misure estreme sviluppate per, sopravvivere alle radiazioni e per raccogliere dati scientifici.” aggiungendo poi “La sonda esplorerà una zona dello spazio mai toccata prima d’ora. E’ molto emozionante, finalmente potremo darci un’occhiata da vicino per capire come si genera  e cosa accade nel vento solare. Ma sono anche sicuro che ci saranno tante sorprese. Quelle non mancano mai”.

Il vento solare

E’ un flusso composto di particelle e radiazioni elettromagnetiche con tracce di nuclei di elio, generato dall’espansione della corona solare (la parte più esterna dell’atmosfera solare) e investe con una corrente continua lo spazio interplanetario. Le particelle, di cui è composto il vento solare, viaggiano ad una velocità che va dai 200 ai 900 chilometri al secondo e sti stima vengano immesse nello spazio dal sole una massa di un milione di tonnellate di particelle al secondo.

Il vento solare viaggia nello spazio causando alterazioni magnetiche in tutto il sistema solare e ha una temperatura che varia da qualche migliaio a un milione di gradi centigradi.

L’atmosfera del  sole e il riscaldamento anomalo della corona

Intuitivamente, siamo tenuti a pensare che più ci allontaniamo da una sorgente di calore più la temperatura diminuisce, ma questo non è quello che accade nell’atmosfera del sole, infatti partendo dalla fotosfera, la superficie visibile del sole, che ha una temperatura compresa tra 4500 e 4800 gradi Celsius, passando poi per la Cromosfera, con una temperatura che aumenta allontanandoci dalla fotosfera da 6.000 a 20.000 Kelvin ( tale aumento avviene in meno di 2.000 chilometri) per finire nella corona dove le temperature superano il milione di gradi, la temperatura aumenta.

Nicola Foxproject scientist della Parker Solar Probe ha detto “Questa inversione di temperatura è un grande mistero che nessuno è riuscito a spiegare”.

Oggi non sono ancora del tutto chiari  i processi fisici nell’atmosfera solare, e tale missione cercherà di dare risposta a tali processi.

La navicella spaziale

La Parker Solar Probe è stata progettata, costruita e gestita dalla Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory e costerà circa 1,5 miliardi di dollari.

La navicella pesa 685 kg, e consiste di una struttura portante dove sono montati i strumenti e di un grande scudo termico in lega di carbonio.

Lo scudo termico di 11,5 cm di spessore, dovrà resistere a temperature al di fuori della navicella che raggiungeranno quasi i 1.400 gradi Celsius durante le sue immersioni coronali, mantenendo la struttura della navicella alla giusta temperatura. Gli strumenti montati nella struttura portante della navicella, avranno il compito di misurare i campi elettrici e magnetici della corona, le temperature degli elettroni e la densità del plasma.

Strumentazione di bordo

CAMPI, realizzato dall’Universita della California, Berkeley è un insieme di antenne. Quattro si estendono al di fuori della scudo termico, e due magnetometri nella parte posteriore del veicolo spaziale. Serviranno per misurare i campi elettrici e magnetici.

IS☉IS,  realizzato dal Southwest Research Institute / Princeton University è posizionato al lato del veicolo spaziale, dietro lo schermo termico, e misura elettroni ad alta energia, protoni e ioni pesanti dal sole.

WISPr, realizzaro dal Naval Research Laboratory. Lo strumento è montato dietro lo scudo termico ed è un insieme di due telescopi utilizzati per l’immagine della corona, eliosfera interna, e il vento solare.

SWEAP, realizzato dallo Smithsonian Astrophysical Observatory / Università del Michigan. Sono tre strumenti, utilizzati per contare elettroni, protoni e ioni di elio, e misurare le loro velocità, densità e temperature.

La missione

Il lancio è previsto tra il 31 luglio ed il 19 agosto 2018 dal Kennedy Space Center in Florida, e verrà lanciata attraverso il Delta IV Heavy (al momento il più potente razzo della Nasa).

Per arrivare nell’orbita del sole, la sonda dovrà compiere sette flyby su Venere in quasi sette anni, per ricevere la giusta “spinta” gravitazionale che porterà la sua velocità a circa 300 chilometri al secondo.  Al massimo avvicinamento, passerà a soli 5,9 milioni di chilometri dalla superficie del sole, otto volte più vicino di qualsiasi altro veicolo spaziale (la sonda Helios 2 nel 1976, si era avvicinata a circa 43 milioni di chilometri).

Ventiquattro orbite sono in programma, opererà per 6 anni e 11 mesi e terminerà la sua missione nel 2025.◊

YouTube:

Dal momento che sei qui ... ... abbiamo un piccolo favore da chiederti. Più persone stanno leggendo il The Marsican Bear, ma non abbiamo entrate. E a differenza di molti media, vogliamo mantenere il nostro servizio completamente gratuito. Quindi puoi capire perché dobbiamo chiedere il tuo aiuto. La divulgazione scientifica indipendente impegna molto tempo, denaro e duro lavoro. Ma lo facciamo perché crediamo che il nostro progetto sia importante. The Marsican Bear è indipendente dal punto di vista editoriale. La nostra divulgazione è libera da pregiudizi commerciali e non è influenzata da proprietari, politici o azionisti. Nessuno modifica il nostro editor. Nessuno dirige la nostra opinione. Questo è importante perché ci consente di divulgare in modo totalmente obiettivo. È ciò che ci rende diversi rispetto a tanti altri media, in un momento in cui i rapporti attendibili e onesti sono fondamentali. Se tutti quelli che leggono i nostri articoli, aiutano a sostenerlo, il nostro futuro sarebbe molto più sicuro. Con un minimo di € 1, puoi supportare il The Marsican Bear - e richiede solo un minuto. Grazie. Link per donazione: Donazione

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here