Le faggete vetuste Marsicane presenti nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sono ufficialmente nella lista del patrimonio mondiale UNESCO.

 

Ve ne avevamo parlato qualche settimana fa  nell’articolo “Tra i faggi Marsicani (Abruzzo), i più antichi d’Europa” (puoi leggerlo qui ),  delle faggete Marsicane presenti all’interno del , Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che si è scoperto nel 2005 essere le più antiche d’Europa.  Una scoperta che le ha portate il 28 gennaio 2016 alla candidatura dell’Unesco a patrimonio dell’Umanità, candidatura che il 7 Luglio 2017 è stata approvata, e che le ha portate ad essere il primo sito UNESCO d’Abruzzo.

Patrimonio mondiale Unesco

Il dossier di candidatura per l’iscrizione alla  World Heritage List UNESCO delle  “Primeval Beech Forests of the Carpathians and other regions of Europe”, era stato presentato il 28 gennaio 2016.

La “Primeval Beech Forests of the Carpathians and other regions of Europe” è la rete di faggete vetuste europee, costituita da 67 siti  afferenti a 13 paesi Europei.

La decisione è stata presa il 7 luglio 2017 a Cracovia durante i lavori della 41 sessione della Commissione per il Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, conferendo alle faggete di 10 paesi Europei, tra cui quelle Italiane, il riconoscimento. Diventano così 12 i Paesi Europei con la presenza di siti naturali di faggete vetuste iscritti al Patrimonio mondiale: Italia, Austria, Belgio, Slovenia, Spagna, Albania, Bulgaria, Croazia, Germania, Romania, Slovacchia e Ucraina.

Le Faggete Italiane

Nella rete di faggete vetuste europee, l’Italia rappresenta, dopo la Romania, il Paese con il maggior numero di siti, essi sono dieci (63 ne erano stati proposti) , e coprono una superficie complessiva di 2127 ettari.

I siti Italiani ricadono nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesicon  la faggeta di Sasso Fratino, nel Parco Nazionale del Gargano con la Foresta Umbra , Parco Nazionale del Pollino con le faggete di Cozzo Ferriero , Soriano nel Cimino con le faggete del Monte Cimino  e nel Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano con le faggete di Monte Raschio.

Le faggete Marsicane (Abruzzo)

Quelle Abruzzesi presenti nella sub regione Marsica, coprono una superficie complessiva di 937 ettari; Villavallelonga (Valle Cervara)Lecce nei Marsi (Moricento), Pescasseroli (Coppo del Principe e Coppo del Morto), Opi (Val Fondillo), esse si distinguono per la loro elevata naturalità, e per  ospitare i faggi più antichi dell’emisfero settentrionale (circa 560 anni), con la faggeta della Val Cervara che è l’unico esempio conosciuto di foresta di faggio primaria(foresta che  non è mai stata toccata da attività umane a carattere industriale né dalla conversione agricola) in Italia.

Foresta della Val Cervara, l’età di alcuni alberi, in casi eccezionali è stata stimata di oltre 560 anni. I faggi più vecchi d’Europa, ma anche le caducifoglie più longeve dell’intero Emisfero settentrionale. Fonte: www.forestbeat.it
“Voglio esprimere la mia soddisfazione per il risultato raggiunto”, sottolinea il presidente del Parco Antonio Carrara  “Abbiamo perseguito con determinazione un obiettivo che lungo il percorso, in qualche momento, sembrava impossibile da conseguire.
E’ il riconoscimento a un lavoro di una  squadra molto ampia  che viene da lontano.
Tre anni fa, ho raccolto il testimone di un lavoro di studi e di relazioni con la determinazione di finalizzarlo. Oggi possiamo festeggiare, insieme a tutti coloro che ci hanno lavorato e ci hanno sostenuto, un traguardo raggiunto. Si tratta del primo inserimento di un sito naturale italiano per il suo valore ecologico e per l’Abruzzo del primo sito inserito nella lista del Patrimonio Unesco.
Voglio ringraziare il personale del Parco che ha lavorato con costanza e passione all’obiettivo, i comuni e le comunità locali, a partire dalla Comunità del Parco, che con l’Ente hanno collaborato, gli attori locali coinvolti nel percorso di candidatura, la Regione Abruzzo, che su iniziativa del consigliere Berardinetti, ha condiviso la nostra iniziativa, L’Università della Tuscia con i professori Piovesan e Di Filippo per la consulenza scientifica, il Ministero dell’Ambiente che con La Direzione Protezione Natura nei passaggi più importanti non ha fatto mancare il proprio sostegno.
Le foreste di faggio sono un elemento caratterizzante del nostro Parco per il grande  valore che hanno per la conservazione della biodiversità, da oggi lo saranno ancora di più in una dimensione europea e mondiale.”

The Marsican Bear ringrazia anche i fautori del progetto Forest Beat, Bruno De Amicis e Umberto Esposito, che tramite il loro progetto hanno cercato ( e ci sono riusciti) di aumentare la consapevolezza di questa vera ricchezza dell’Italia Centrale.◊

Dal momento che sei qui ... ... abbiamo un piccolo favore da chiederti. Più persone stanno leggendo il The Marsican Bear, ma non abbiamo entrate. E a differenza di molti media, vogliamo mantenere il nostro servizio completamente gratuito. Quindi puoi capire perché dobbiamo chiedere il tuo aiuto. La divulgazione scientifica indipendente impegna molto tempo, denaro e duro lavoro. Ma lo facciamo perché crediamo che il nostro progetto sia importante. The Marsican Bear è indipendente dal punto di vista editoriale. La nostra divulgazione è libera da pregiudizi commerciali e non è influenzata da proprietari, politici o azionisti. Nessuno modifica il nostro editor. Nessuno dirige la nostra opinione. Questo è importante perché ci consente di divulgare in modo totalmente obiettivo. È ciò che ci rende diversi rispetto a tanti altri media, in un momento in cui i rapporti attendibili e onesti sono fondamentali. Se tutti quelli che leggono i nostri articoli, aiutano a sostenerlo, il nostro futuro sarebbe molto più sicuro. Con un minimo di € 1, puoi supportare il The Marsican Bear - e richiede solo un minuto. Grazie. Link per donazione: Donazione

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here