Il 2017 segnerà il ritorno alla crescita delle emissioni globali di anidride carbonica (CO2) in atmosfera, prodotte da attività industriali e combustibili fossili.

Credit: Kevin Frayer Getty Images

Il report “2017 Global Carbon Budget” pubblicato sulle riviste Environmental Research Letters, Earth System Science Data Discussions e Nature Climate Change, e presentato a Bonn, in Germania, dove si è tenuta, dal 6 al 17 Novembre, la Conferenza delle Nazioni unite sul climaCop23, evidenzia il trend crescente delle emissioni di C02 nel 2017, in contrasto con un apparente plateau dell’ultimo triennio.

Un preoccupante sviluppo per l’ambiente e una grave delusione per coloro che avevano sperato che le emissioni del gas principale responsabile del cambiamento climatico avessero finalmente raggiunto il picco.

Nell’ambito dell’accordo di Parigi

Nell’ambito dell’accordo di Parigi, le nazioni del mondo hanno promesso di mantenere l’aumento delle temperature globali, dall’inizio della rivoluzione industriale, al di sotto di 2 gradi Celsius. Per far sì che ciò accada, gli scienziati affermano che,  le emissioni globali di centrali elettriche, fabbriche, autovetture e camion, nonché quelle derivanti dai cambiamenti nell’uso del suolo e dalla deforestazione, dovrebbero raggiungere il picco nei prossimi anni e poi ridursi rapidamente a zero prima della fine del secolo.

Il report “2017 Global Carbon Budget” 

Il report “2017 Global Carbon Budget” che quest’anno arriva alla sua dodicesima edizione, coinvolge per la sua stesura 76 scienziati di 57 diverse istituzioni di ricerca in tutto il mondo.

I visitatori passano davanti a una sfera con le bandiere nazionali al padiglione indiano la scorsa settimana durante la Conferenza ONU sul clima del COP23 a Bonn, in Germania. PATRIK STOLLARZ / AFP / Getty Images

Nel report viene evidenziato come dopo tre anni (2014-2016) di crescita praticamente nulla, il 2017 segnerà un aumento atteso del 2% (con un margine di incertezza compreso tra lo 0,8 e il 3%. ) di emissioni globali di CO2 generate da combustibili fossili e industria.

Miliardi di tonnellate di CO2 di origine antropica

I ricercatori hanno stimato che le emissioni globali di CO2 raggiungeranno circa 37 miliardi di tonnellate, derivanti dall’uso di combustibili fossili e dalle attività industriali nel 2017, se si tengono conto anche le emissioni derivate indirettamente dalle attività antropiche, compresi quindi i cambiamenti di uso di suolo come la combustione di porzioni di foresta pluviale,  si raggiungeranno i 41 miliardi di tonnellate di CO2 emessa nel 2017.

“Questi numeri suggeriscono che non abbiamo ancora politiche sufficienti per prevenire l’aumento delle emissioni globali, per non parlare quindi della nostra capacità di invertire il trend”, ha detto Glen Peters, ricercatore presso il Center for International Climate Research in Norvegia, che ha contribuito al report .

Aumento attribuibile a molteplici cause

L’aumento delle emissioni globali previsto per l’anno 2017 nella ricerca attuale è attribuibile a molteplici cause.

La Cina, che è responsabile di oltre un quarto dei gas serra industriali mondiali, esercita ancora una forte influenza sulle tendenze globali. Negli ultimi anni, il consumo di carbone della Cina ha iniziato a ridursi con il rallentamento della crescita industriale e la transizione verso un’economia energetica orientata alle rinnovabili. I funzionari di Pechino hanno promesso di ripulire l’inquinamento atmosferico nelle città, cancellare i piani per nuove centrali a carbone e investire pesantemente nell’eolico, energia solare e nucleare.

Ma, dopo un breve calo dello scorso anno, quest’anno le emissioni della Cina dovrebbero aumentare di circa il 3,5%.

Secondo l’accordo di Parigi, la Cina ha promesso che le sue emissioni complessive raggiungeranno il picco entro il 2030. Ma i tempi precisi di quel picco rimangono incerti . Peters ha aggiunto che la crescita delle emissioni della Cina sembrano diminuire in questo periodo finale del 2017 e il picco di quest’anno potrebbe rivelarsi di breve durata.

L’India, che ha registrato una rapida crescita delle emissioni, crescita annuale del 6% registrata nell’ultimo decennio, tornerà al 2% di crescita nel 2017 a causa della contrazione economica, suggerisce la ricerca. Si prevede che le emissioni dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea diminuiranno rispettivamente dello 0,4% e dello 0,2%. Ma le emissioni per il resto del mondo che, in totale, sono addirittura più grandi di quelle della Cina, aumenteranno di quasi il 2%, secondo la proiezione.

Una diminuzione nell’emissioni degli Stati Uniti e dell’Europa rallentata

Negli ultimi dieci anni Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania e Svezia si sono progressivamente allontanati dalle industrie ad alta intensità energetica o hanno esternalizzato la produzione in paesi come la Cina, mentre aumentavano gli investimenti in efficienza e energia più pulita.

Ma ci sono segnali che le riduzioni delle emissioni in questi paesi più ricchi hanno decelerato di recente. Negli Stati Uniti, le emissioni da combustibili fossili sono previste in calo di circa lo 0,4 per cento quest’anno, rispetto a un declino medio dell’1,2 percento all’anno nell’ultimo decennio.

Gran parte della caduta delle emissioni americane è avvenuta mentre crescenti scorte di gas naturale, energia eolica e solare hanno portato alla dismissione di centinaia di centrali a carbone. Ma le emissioni da settori come i trasporti e gli edifici rimangono ostinatamente alte, e con l’amministrazione Trump che smantella le politiche interne sul clima, non è chiaro fino a che punto le emissioni del paese continueranno a scendere nei prossimi anni.

Allo stesso modo, le emissioni dell’Unione Europea dovrebbero scendere solo dello 0,2% quest’anno, una diminuzione inferiore rispetto al declino medio annuo del 2,2% del decennio precedente.

Le emissioni globali potrebbero aumentare ancora nel 2018

In un editoriale pubblicato su Environmental Research Letters, i ricercatori affiliati al Global Carbon Project hanno avvertito che le emissioni globali potrebbero aumentare ancora nel 2018 senza sforzi di decarbonizzazione più forti.◊

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