Buone notizie risultano dall’anno appena trascorso, per l’orso bruno marsicano e il Grifone,  che vivono sulle montagne abruzzesi e dell’Appennino centro meridionale.

Foto di: Gianluca Damiani

Grazie al monitoraggio intensivo svolto dal personale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) e dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Castel di Sangro, è stato possibile accertare nuove nascite e nessun decesso, accertato, per l’Orso bruno Marsicano e confermare l’involo di 38 nuovi nati di Grifone. Anche il censimento del Camoscio ha dato risultati positivi.

L’Orso Bruno Marsicano

Il bilancio positivo del 2017, che è emerso dal monitoraggio dell’Orso Marsicano, è arrivato grazie alla collaborazione del personale del parco PNALM con l’associazione di volontariatoSalviamo l’Orso”.

Il monitoraggio dell’Orso Marsicano è stato effettuato combinando sessioni di appostamenti mirati all’osservazione dell’orso, con l’aggiunta degli avvistamenti casuali, più i risultati ottenuti dal campionamento attraverso le foto-trappole, protocollo messo a punto dall’Università di Roma e che il parco porta avanti da oltre un decennio.

Sono risultati dodici i cuccioli di orso bruno marsicano nati nel parco, e sono almeno 6 le femmine che si sono riprodotte.

Sono state distinte 6 unità familiari:

  • 2 femmine con tre cuccioli;
  • 2 femmine con due cuccioli;
  • due femmine con 1 cucciolo.

Le unità familiari sono, distribuite in tutta l’area del Parco.

Foto di: Gianluca Damiani

Nel 2016 le femmine riproduttive erano state 6 e i cuccioli nati 10, numeri che rendono eccezionale il risultato di quest’anno, che evidenzia come per la prima volta dopo 11 anni, non ci siano casi di morti accertate.

Ha dichiarato il Presidente del Parco Antonio Carrara: “Innanzitutto voglio ringraziare tutti coloro che hanno partecipato e contribuito alle attività di conta. Grazie al Servizio Scientifico del Parco e a quello di Sorveglianza, al reparto Carabinieri Forestali, all’Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Castel Di Sangro dei Carabinieri Forestali, agli operatori di altre aree protette (Duchessa, Simbruini, Gole del Sagittario, Monte Genzana, Zompo lo Schioppo, Gole di San Venanzio, Lago di San Domenico, Regione Lazio), ai volontari, all’Associazione Salviamo L’Orso e a tutti i cittadini che hanno segnalato gli avvistamenti. Il risultato della conta di quest’anno segnala sicuramente delle novità rispetto alla serie di dati degli ultimi 10 anni: è il numero di cuccioli più alto avvistato negli ultimi 11 anni e, per la prima volta, ad un’annata di massima produttività ne segue un’altra. La linea spezzata che disegna il risultato delle nascite annuali, quest’anno ha cambiato verso rispetto a quello che sarebbe stato lecito aspettarsi. Tutte le ricerche condotte finora sull’orso bruno marsicano, compresa la recente indagine sul genoma, ci rassicurano nel medio termine, sulla grande capacità di resistenza dell’orso bruno marsicano e della sua “vitalità”. Questo deve incoraggiare tutte le Istituzioni a continuare a lavorare con maggiore determinazione sulla tutela e conservazione di questa specie, il cui futuro è legato indissolubilmente alla riduzione della mortalità di origine antropica e ad una pianificazione adeguata del territorio che possa favorire l’espansione della specie”.

Grifone sul Velino. Foto di: Cristian Barucca

Anno record per il grifone in Abruzzo

Dal monitoraggio, svolto da febbraio ad agosto dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Castel di Sangro, è emerso che il 2017 è stato un anno record per quanto riguarda la stagione riproduttiva del Grifone in Abruzzo.

3 Grifoni in volo sul Velino. Foto di : Cristian Barucca

È stato confermato l’involo di 38 nuovi nati dai 6 siti di nidificazione, a conferma del trend di crescita della popolazione che già nel 2016 aveva visto l’involo di 31 nidiacei.

I carabinieri forestali hanno affermato “il monitoraggio della popolazione e le attività di conservazione e ricerca sul grifone hanno impegnato i Carabinieri Forestali anche nelle operazioni di cattura presso il sito specializzato della Riserva Naturale Orientata «Monte Velino», a Magliano de’ Marsi. Qui tra settembre e dicembre sono stati catturati 55 esemplari, 10 dei quali sono stati muniti di una trasmittente GPS, grazie alla quale è possibile seguire i movimenti di questo magnifico avvoltoio, che compie lunghissimi spostamenti, come dimostra il fatto che tra gli esemplari catturati ce ne sono alcuni provenienti da altre popolazioni, in particolare Spagna, Francia, Croazia, Portogallo.”

Censimento del Camoscio

Dalle 9 giornate di conta, effettuate dalle Guardie del parco , tecnici del Servizio Scientifico, Carabinieri forestali, colleghi delle Riserve Naturali Regionali (Gole del Sagittario e  del Monte Genzana e Alto Gizio) e volontari, è emerso che sono 598 i camosci all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Foto di: Angelina Iannarelli

I risultati

  • Nuovi nati:134
    Piccoli di un anno:  68
    Femmine:  227
    Maschi:  82
    Indeterminati: 87
  • Totale:598

Il conteggio ha consentito anche di verificare la sopravvivenza dei  nati nel 2016, ed è risultato che il 55% dei capretti  nati nel 2016 sono sopravvissuti al 2017.

Ha dichiarato il Presidente del Parco, Antonio Carrara: “Ringrazio i servizi del Parco e tutti coloro che hanno collaborato per il lavoro svolto. Grazie all’operosità dei Parchi, che nel progetto LIFE COORNATA hanno potuto completare e avviare le reintroduzioni sui Monti Sibillini e sul Sirente, oggi il camoscio appenninico, sebbene considerata una specie ancora “vulnerabile”,  è l’esempio tangibile di un successo dell’azione di conservazione, che ha bisogno di attività concrete di gestione e del  lavoro in sinergia tra istituzioni e associazioni. Resta comunque evidente  che la conservazione di specie rare ha ancora bisogno del contributo delle Aree protette che offrono attualmente  la maggiore garanzia di tutela e gestione del territorio”.◊

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