Terzo report di viaggio di Andrea Aromatisi e Daniela Scaccabarozzi che ci raccontano la loro esperienza di ricerca in Perù.

Il terzo report di viaggio che ci portano Andrea Aromatisi e Daniela Scaccabarozzi, parla di una scuola a Jauja, capoluogo dell’omonima provincia, nella regione di Junín, e della situazione in cui versa  la questione dell’accessibilità dell’acqua.

Se vi siete persi i precedenti report questi sono i link:

I report di viaggio di Aromatisi e Scaccabarozzi: I custodi delle orchidee

I report di viaggio di Aromatisi e Scaccabarozzi: attività mineraria sulle Ande peruviane nella regione di Junin

Jauja, la scuola di Fiorina e il diritto all’acqua

Scritto da Andrea Aromatisi

Jauja è una cittadina di circa 16.000 abitanti sulle Ande peruviane, capoluogo dell’omonima provincia, nella regione di Junín. Fu anche la prima capitale storica del Perù dopo che i conquistadores spagnoli la fondarono nel XVI secolo in un bacino vallivo ampio dove tutt’ora sorge all’altezza di 3.400 metri sul livello del mare. E’ collocata sulla sinistra orografica del fiume Mantaro, il quale da parecchi anni risulta fortemente inquinato dagli scarichi delle aziende minerarie che si trovano in prossimità della sorgente.

Il tema della contaminazione delle acque in questa zona del Sud America è molto tangibile e attuale. Nella regione di Junin, questo è il dipartimento dove è collocata Jauja, ci sono parecchie compagnie che cavano materiale minerario dal sottosuolo e riversano nei fiumi circostanti sostanze nocive negli interi bacini di riferimento, ripercuotendosi sugli equilibri dell’intero l’ecosistema attorno. I corsi d’acqua non toccati da questa epidemia si contano sulle dita delle mani.

Torrenti contaminati

Nonostante ora le quantità di sostanze tossiche scaricate nei fiume siano diminuite rispetto al passato, i torrenti continuano ad essere contaminati. Il paese, dai connotati caratteristici dell’influsso spagnolo, vive di mercati variopinti e pieni di fermento, nei quali puoi trovare svariati beni e generi alimentari. Le attività di sostentamento della popolazione locale e quindi maggiormente sviluppate sono l’agricoltura e la vendita dei prodotti da essa ricavati.

Signore peruviane al mercato di Jauja nel centro del paese. Un brulichio di acquirenti e una carrellata di banchetti di vendita di ogni genere alimentare.
Un ricco e variopinto banchetto di frutta.

Scuola primaria

A 2-3 km dal centro del paese si trova una scuola primaria per bambini dai 4 ai 12 anni gestita da un’associazione chiamata INICUDE e la direttrice Fiorina si dedica con tanto amore all’organizzazione della attività didattiche. L’associazione INICUDE è un’organizzazione no-profit che ha il fine di contribuire a migliorare la qualità della vita e il livello di istruzione dei bambini di Jauja e di Viscap Ataura District, una comunità di circa 60 famiglie situata a poche centinaia di metri dalla scuola. Molte di queste famiglie sono immigrate da Huancavelica, una delle regione più povere del Perù. Le persone non hanno acqua potabile e l’energia elettrica non raggiunge tutte le famiglie.

PEI Rainbow – Rural Art School

Nel 2008 è stato creato il PEI Rainbow – Rural Art School su iniziativa degli stessi gestori di INICUDE con la delibera dalla Direzione Regionale della Pubblica Istruzione di Junín. Da allora la scuola risponde alle esigenze educative della comunità, mediante l’attuazione di un approccio educativo globale che combina l’educazione Waldorf, ad alto contenuto sociale, con il fine di combattere la malnutrizione e promuovendo i bisogni intellettuali ed emotivi dei bambini.

I genitori dei bambini pagano una quota di iscrizione in base alle loro possibilità di reddito che va da 1,00 ai 30,00 soles al mese. La colazione giornaliera e il pasto principale del giorno sono garantiti per tutti gli 80 piccoli studenti, considerando poi che molti dei ragazzi raggiungono la scuola senza la colazione. Il menù, che varia ogni giorno, consiste in: porridge e cacao, stufati , zuppe, pasta, tonno, etc..

Gli ottanta bambini della scuola di Jauja, immortalati nel giardino.

 

Uno splendido volto di una bambina andina della scuola dell’infanzia.

Padrini degli Studi

La Scuola è finanziata attraverso il contributo dei “Padrini degli Studi”, una rete di collaboratori che sostengono finanziariamente delle borse di studio per i bambini, consentendo loro di frequentare la scuola. Questo garantisce dei contributi economici che soddisfano il pagamento degli stipendi di otto insegnanti. Non meno importanti sono gli altri benefattori che contribuiscono al cibo per la prima colazione, divise per studenti e altri preziosi contributi. Attualmente, gli aiuti per gli studenti della scuola, forniscono il supporto necessario affinché i bambini svantaggiati possano ricevere una formazione completa, consentendo loro di ricevere strumenti migliori e spendibili nel mondo del lavoro e affrontare quindi un futuro più solido per loro, le loro famiglie e per l’intera comunità.

Tasso di malattie dello stomacoe

Durante il primo anno di funzionamento della scuola, era molto elevato il tasso di malattie dello stomacoe malattie della pelle, dovuto principalmente alla malnutrizione cronica nella stragrande maggioranza degli studenti. Attualmente, non vi è nessun caso e gli studenti sono tutti sani. Gli elementi che hanno contribuito a questo netto miglioramento includono la prima colazione tutti i giorni, l’acqua bollita da bere a scuola e l’igiene personale in generale (si è insegnato loro a lavarsi le mani prima di mangiare, dopo essere andati in bagno ed a lavarsi i denti dopo aver mangiato).

Accessibilità delle acque

La questione dell’accessibilità delle acque è molto accesa. Infatti, a poche decine di metri dalla scuola scorre il Fiume Mantaro. Sarebbe cosa semplice poter accedere all’acqua se il fiume non fosse completamente contaminato da una miniera che cava piombo e riversa in acqua reflui tossici. Tutto il paese di Juaja ha da fare i conti con questo ostacolo alla vita. La scuola è riuscita ad allacciarsi ad un’altra condotta idrica che arriva da molto lontano. Un’altra sorgente non contaminata che fortunatamente garantisce il fabbisogno giornaliero. L’acqua percorre centinaia di chilometri prima di uscire dai rubinetti. Se sul percorso avviene qualche sorta di problema la scuola può rimanere senza acqua, pur avendola a fianco. Fiorina racconta che in passato è infatti successo di rimanere a secco per anche 15 giorni consecutivi.

Il fiume Mantaro che tocca le pendici inferiori dell’altipiano dove sorge la scuola.

Il diritto all’acqua

Il diritto all’acqua è un’estensione del diritto alla vita, così è affermato nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Esso riflette l’imprescindibilità di questa risorsa relativamente alla vita umana. Nel 1998 il “Comitato internazionale per il contratto mondiale sull’acqua” si è riunito a Lisbona e ha proclamato il Manifesto dell’acqua che si conclude con l’affermazione: “L’acqua è patrimonio dell’umanità.” Il 15 marzo 2006 è stata approvata una risoluzione in vista del quarto “Forum mondiale dell’acqua”, organizzato ogni tre anni dal Consiglio Mondiale sull’Acqua, affermando che “l’acqua è un bene comune dell’umanità e come tale l’accesso all’acqua costituisce un diritto fondamentale della persona umana”.

La Risoluzione ONU del 28 luglio 2010 dichiara per la prima volta nella storia il diritto all’acqua un diritto umano universale e fondamentale. Questa dichiarazione sottolinea ripetutamente che l’acqua potabile e per uso igienico concerne la dignità della persona, ed è essenziale al pieno godimento della vita, oltre che fondamentale per tutti gli altri diritti umani.

Un’energia meravigliosa

E appena valichi il cancello della scuola senti un’energia meravigliosa che ti travolge. Vedere tutti questi bambini che desiderosi di giocare ti corrono incontro chiedendoti uno spontaneo abbraccio, ti riempie il cuore di pace. Avere la possibilità di imparare tra le mura di una scuola in un’atmosfera accogliente e crescere armoniosamente è un diritto di ogni essere vivente. Guardare nel profondo degli occhi questi straordinari bimbi ti apre la strada a nuovi orizzonti. I loro sorrisi radianti hanno la potenza di un arcobaleno che vibra di colore dopo una tempesta. Mi commuove la loro autenticità che si manifesta in completa gioia e naturalezza.

Il desiderio di Fiorina è quello di poter ampliare la scuola ed aprirla ad altri bambini del bacino circostante. Per dare vita a questo sogno bisogna solamente crederci e lavorare quotidianamente per concretizzarlo, così che questo si manifesterà nella realtà. Esiste una forza motrice più forte del vapore, dell’elettricità e dell’energia atomica: si chiama forza di volontà. Questa è quella che ha sempre sostenuto tutte le azioni di INICUDE. La scuola riceve aiuti finanziari e di risorse umane volontarie dalla Francia e sarebbe molto auspicabile che anche dall’Italia si muovessero iniziative ed azioni sinergiche in questa direzione.

Chiunque fosse interessato a supportare

Chiunque fosse interessato a supportare questo tipo di attività con opere di volontariato in loco oppure dare un sostegno economico libero per la realizzazione di parte delle attività didattiche, può contattare direttamente la scuola agli estremi riportati sotto. Sono ben accette svariate proposte in merito che aiutino a tenere viva questa realtà nata più di dieci anni fa.

Un gesto che può sembrare scontato a volte non lo è, anzi può fare la differenza per sé e per molti altri.

Non perdetevi il quarto reportage che uscirà la settimana prossima.

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