Quarto report di viaggio di Andrea Aromatisi e Daniela Scaccabarozzi che ci raccontano la loro esperienza di ricerca in Perù.

Nel quarto report di viaggio Andrea Aromatisi e Daniela Scaccabarozzi, ci raccontano la storia del cacao nelle culture antiche che popolavano l’Amazzonia molti secoli fa.

Se vi siete persi i precedenti report questi sono i link:

  1. I custodi delle orchidee
  2. Attività mineraria sulle Ande peruviane nella regione di Junin
  3. Jauja, la scuola di Fiorina e il diritto all’acqua

Le antiche radici del cacao amazzone

scritto da Andrea Aromatisi

con la collaborazione di Daniela Scaccabarozzi

Ci troviamo in una regione remota del Perù, lontana dalle rotte turistiche più gettonate. Eppure oltre alla sua naturalezza ostentata, sempre più testimonianze archeologiche affiorano lungo i corsi d’acqua e attorno ai centri abitati, mostrando l’evidenza di civiltà imponenti sviluppatesi migliaia di anni orsono, connesse anche ad altre culture antiche magnifiche molto note. In questa maglia di civiltà passate e ritrovamenti archeologici, il filo si intreccia con l’antica storia del Cacao, grazie ad evidenze sorprendenti che porterebbero a ricostruire la sua lontana origine proprio da questo inesplorato tassello di Sud America. Siamo nel nord dell’Amazzonia peruviana.

Quirino Olivera Núñez e Walter Alva

Proprio su questi suoli condussero numerose ricerche archeologiche Quirino Olivera Núñez e Walter Alva, il quale attribuì a reperti ritrovati per caso durante una ispezione di polizia doganale nei bagagli di stiva all’aeroporto, la manifattura caratteristica degli artigiani della cultura Moche, una civiltà preincaica del nord del Perù che lambiva la costa, nota per l’arte ricercata, la tecnica avanzata e l’organizzazione efficace.

Uno dei gioielli in particolare richiamò l’attenzione di entrambi gli archeologi: una collana cerimoniale con pietre di lapislazzuli e medaglioni d’oro puro simili a semi o frutti. Una così raffinata manifattura era paragonabile solo a ciò che si era già trovato nei precedenti scavi archeologici relativi ad un sito Moche e poteva competere con i gioielli creati dagli artisti contemporanei.

Ma fu Alva a rendersi conto che i medaglioni erano pezzi stilizzati di frutti di cacao, una pianta d’origine selvatica.

Frutto del cacao in un piantagione in Amazzonia
Collana con pietre di lapislazzuli e medaglioni d’oro riconducibili per la forma e le scanalature al frutto del cacao.

Provenienza esatta del gioiello

Non c’è modo di conoscere la provenienza esatta del gioiello, ma la sua somiglianza con i semi del cacao e questa supposta origine selvatica spinsero Olivera a ripensare alle ricerche svolte dal 1991 al 1995 nella bassa conca dei fiumi Uctubamba e Chinchipe, nel nord del dipartimento di Amazonas. Qui infatti affiorano evidenze di scambi commerciali di diversi beni alimentari tra cui il Cacao, datati migliaia di anni prima di Cristo, tra le culture della Sierra, della Selva e della Costa.

Selva amazzonica, a ridosso della cordigliera andina.

“In questa zona si sono conservati resti archeologici di un’eccezionale cultura che si sviluppò nel periodo Formativo – dice Olivera – cioè dal 1.800 al 200 prima di Cristo, che possono arricchire le nostre conoscenze sulle antiche culture che si svilupparono in territorio peruviano”.

“I lavori di riconoscimento a Bagua e a Jaén (nella limitrofa regione di Cajamarca), portarono alla luce importanti siti archeologici, chiara testimonianza di gruppi sociali organizzati che si svilupparono in questa parte della selva seguendo un modello simile a quello delle culture della costa e della serra” – aggiunse.

La civiltà dei Chachapoyas

Una delle più fiorenti civiltà di cui si possono ad oggi ammirare grandiose opere e resti archeologici è la civiltà dei Chachapoyas, con la sua imponente fortezza di Kuélap. Per comprendere al meglio la relazione di questa cultura andina a ridosso della selva con le antiche amazzoni, ci siamo recati direttamente sul posto.

Ai nostri occhi è parso che la civiltà dei Chachapoyas fosse estremamente evoluta; lo suggeriscono le architetture massive con l’impiego di migliaia di tonnellate di pietra, le curve sinuose della muraglia con la funzione di attutire l’impatto dei moti sismici, le decorazioni delle abitazioni a forma circolare con significati spirituali e il grande edificio a forma di tronco di cono capovolto che probabilmente rappresentava un calendario astronomico e solare, utilizzato per progettare annualmente i raccolti dell’agricoltura.

E’ proprio durante la nostra visita alla cittadella fortificata di Kuelap, alla quota di 3000 m s.l.m., che la guida turistica, il Sig. Rigoberto, ci svela alcune testimonianze sorprendenti circa l’origine del Cacao. Scienziati della National Georaphic, a seguito di ritrovamenti precedenti ad opera fi svariati archeologi, ricostruirono alcune usanze tipiche di questa antica cultura, tra cui in particolare i riti cerimoniali. Durante tali cerimonie ci sono prove archeologiche che testimoniano il consumo del Cacao, probabilmente durante le offerte alle divinità. La datazione al carbonio 14 dei resti ritrovati fanno risalire questi episodi al 1.800 a.C.

Cittadella fortificata di Kuelap, dove la Chachapoyas si è sviluppata.

Considerando che la civiltà dei Chachapoyas si è sviluppata indicativamente a cavallo del 900 al 1470 d.C., significa che i resti delle offerte cerimoniali risalgono ad una civiltà di gran lunga antecedente. Ma di chi si tratta?

Proseguiamo le nostre indagini

Spinti da questa domanda proseguiamo le nostre indagini sul territorio e ci dirigiamo presso una collezione privata della cittadella di Bagua. Da qui iniziamo ad unire altre importanti informazioni e il quadro sull’origine del Cacao comincia a diventare sempre più chiaro e nitido.

Numerose ricerche archeologiche si susseguirono nel secolo scorso per risalire alla radici più profonde delle civiltà amazzoni ancestrali. In particolare è nella zona di Tomependa – situata nella conca formata dall’incontro delle acque nere del fiume Chinchipe con le acque marroni del fiume Marañón – dove la squadra di Quirino Olivera ha svolto le sue migliori ricerche. Ed e’ proprio in questo incrocio fluviale in cui ci siamo recati direttamente.

Lì sono state identificate 5 montagnole cerimoniali dalle quali si sono riusciti a dissotterrare basi di muri con pitture murali, pareti bianche, rosse e nere, frammenti di raffinata ceramica e pavimentazioni ben rifinite per le quali si usarono fibre vegetali di un cactus chiamato Cajaruro.

Resti di un’antica cultura

Le ricerche, ancora in corso, dimostrano l’esistenza di resti di un’antica cultura che si sviluppò molti secoli prima dell’apogeo dei Chachapoyas e degli Inca (coloro che si insediarono nelle zone di Kuélap e Leymebamba) e che ebbe rapporti commerciali con le culture del sud dell’Ecuador e della sierra centrale andina, dall’epoca dell’apogeo Moche e il successivo sviluppo dei Lambayeque e Chimú.

“Le zone sono state identificate – ci dice Quirino Olivera – ma è necessario compiere nuove e più dettagliate ricerche in aree più vaste per scoprire i resti di ciò che potrebbe essere stata una grande cultura fiorita nella zona dell’Utcubamba, Chinchipe e Marañón. Un mondo oramai perduto che nasconde le sue vestigia tra l’intricata selva e le contrafforti andine del nord est peruviano”.

Le nostre ricerche sulle tracce del Cacao antico proseguono per scoprire qual’ era la civiltà antecedente ai Chachapoyas, di cui ci sono evidenze del consumo e commercio di Cacao con altre civiltà della sierra interandina dell’Ecuador.

Non perdetevi il quinto reportage che uscirà la settimana prossima.

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