Un interessante video sui serpenti presenti in Italia, realizzato dal biologo e ornitologo Francesco Petretti

Oggi vogliamo condividere un interessante video sui serpenti presenti in Italia ( Il video è stato realizzato dal biologo e ornitologo Francesco Petretti) cercando di farveli conoscere, in modo da debellare paure insensate e reazioni a volte estreme (e illegali) nei confronti di essi.

Spoileriamo subito il fatto che in Italia e in generale in Europa la presenza di serpenti velenosi è esigua e è anche raro imbattersi in una di queste specie.

Video:

Parliamo di serpenti

Scrivo dell'incontro con le varie specie di serpenti che vivono allo stato selvatico nelle nostre campagne, nei nostri boschi e e nelle nostre montagne. Di questi, solo le vipere possono rappresentare un serio pericolo, ma in genere sono animali timidi che si allontanano dalle zone frequentate e mordono se proprio non ne possono fare a meno.

Pubblicato da Francesco Petretti su Lunedì 16 luglio 2018

Descrive cosi il video Francesco Petretti: “Scrivo dell’incontro con le varie specie di serpenti che vivono allo stato selvatico nelle nostre campagne, nei nostri boschi e nelle nostre montagne. Di questi, solo le vipere possono rappresentare un serio pericolo, ma in genere sono animali timidi che si allontanano dalle zone frequentate e mordono se proprio non ne possono fare a meno.”

Quante specie di serpenti velenosi sono presenti in Italia?

In Italia sono presenti circa 23 specie di serpenti e solo 6 di esse sono pericolose ( tre potenzialmente letali), cinque appartengono al genere Vipera e una specie alla famiglia Lamprophiidae.

Le 5 vipere presenti in Italia:

  • Vipera Comune o Vipera aspis: Suddivisa in diverse sottospecie:
    • Vipera aspis atra (diffusa principalmente nella zona alpina)
    • La Vipera aspis francisciredi (diffusa principalmente nelle regioni settentrionali e centrali dell’Italia e in alcune zone dell’Italia meridionale )
    • Vipera aspis hugyi (diffusa esclusivamente nel sud dell’Italia (Calabria, Puglia e Sicilia)
  • Vipera dell’Orsini o Vipera ursini
  • Marasso o Vipera Berus
  • Vipera walser
  • Vipera dal corno o Vipera ammodytes
Vipera dell’Orsini (Vipera ursinii ursinii), femmina. Abruzzo. Foto di : Matteo Di Nicola

La specie pericolosa appartenente alla famiglia Lamprophiidae

  • Colubro lacertino – Malpolon monspessulanus

Come riconoscere le vipere

Le vipere sono riconoscibili per il corpo “tozzo” la coda corta, testa triangolare e soprattutto per la pupilla verticale.

Ma nel caso vi imbattiate in un serpente come prima cosa non vi avvicinate e lasciategli spazio per allontanarsi, e se eventualmente avete la possibilità e siete “tranquilli” sempre da debita distanza scattate un foto con l’immancabile smartphone e nell’eventualità che vogliate saper di che specie si tratti vi consigliamo di condividere la foto nel gruppo Facebook.

Il ruolo dei serpenti nell’ecosistema

Sono predatori attivi di lucertole, piccoli sauri, topi, ratti, uccelli di terra e addirittura conigli.

Vipera dal corno (Vipera ammodytes ammodytes), maschio nel suo habitat. Friuli Venezia Giulia. Foto di: Matteo Di Nicola

Cosa fare se si viene morsi da una Vipera

Anche se si tratta di una eventualità rara può capitare di venire morsi da una vipera è quindi doveroso conoscere cosa si deve e cosa non si deve fare.

Afferma il Dott.Vincenzo Bua,direttore del Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Bologna:

“Quando ci si addentra in zone a rischio intanto un abbigliamento adeguato che copre gli arti e protegge caviglie, gambe e braccia è la prima regola da adottare. L’uomo non è una preda della vipera, ma per difesa sovente capita che lo morda e lasci quei due inconfondibili segni sulla pelle, i solchi dei due denti canalicolati che iniettano il suo veleno. Questo serpente ha la caratteristica di non vedere bene, ma ha una acustica forte ed è per questo che è bene fare rumore, farsi sentire, usare un bastone e scuotere sempre panni e maglie che abbiamo magari appoggiato per terra .”

Azione: cosa fare nei primi istanti

Dichiara Bua: “La prima cosa da fare, dopo aver chiamato il 118, è tranquillizzare la persona che ha subito il morso e cercare di immobilizzarlo visto che il movimento facilita la circolazione del veleno inoculato dal serpente. Visto che nella maggior parte dei casi a essere colpito è un arto, cerchiamo di tenere fermo quello, con una steccatura o qualcosa di simile come si farebbe per una frattura. Sul laccio emostatico ho delle riserve perché bisogna saperlo usare, mentre diciamo chiaramente che la pratica vista nei film di succhiare i solchi per estrarre il veleno resta una cosa, appunto, da film. Se la parte colpita è il collo o il capo la situazione è un po’ più complessa perché sono zone in cui la muscolatura favorisce il circolo.”

Come pulire la ferita

Afferma Bua: “Niente ghiaccio e niente alcol, che dilatando i vasi favorirebbe la circolazione del siero. Sì invece alla semplice acqua, visto che il veleno della vipera è idrosolubile. Togliere però subito anelli e bracciali perché una delle prime reazioni al morso è il gonfiore.”

Cosa non si deve fare

  • iniettare il siero antivipera perché può essere pericoloso: in individui sensibili può infatti scatenare reazioni allergiche anche gravi (reazioni anafilattiche). In considerazione di questo e del fatto che solo in un numero limitato di casi è necessario utilizzare l’antidoto, il siero antivipera a partire dall’anno prossimo non sarà più disponibile nelle farmacie ma esclusivamente presso gli ospedali.

  • meglio evitare di praticare incisioni intorno al morso allo scopo di favorire la fuoriuscita di sangue infetto: questa pratica richiede infatti mani esperte e, se non effettuata in modo corretto, può facilitare invece la diffusione del veleno

  • anche i dispositivi ”aspira-veleno” richiedono una manualità e una precisione difficili da mantenere nelle emergenze e rischiano di ritardare il soccorso medico.

Afferma Carlo Guidi, direttore del Rettilario di Perugia:

In caso di morso di vipera accertato, c’è tutto il tempo necessario per andare al pronto soccorso, ma è bene farlo il prima possibile. La quantità di veleno che l’animale inocula, infatti, non è così pericolosa e in ospedale verrà comunque valutata attraverso l’analisi del sangue per poi approntare le cure del caso. L’uso del siero deve essere l’ultima spiaggia in quanto a volte è più pericoloso del veleno stesso e può portare a shock anafilattico.”

Aggiunge Guidi: “Assolutamente incidere è estremamente dannoso perché amplia la superficie di assorbimento dei tessuti. Inoltre, è pericoloso perché si può lesionare accidentalmente un vaso facilitando quindi l’entrata del veleno direttamente in circolo e provocando un forte stress all’organismo, specie per coloro che già soffrono di problemi cardiaci. Un’altra mossa da evitare è la suzione del veleno in quanto operazione inutile visto che le tossine una volta entrate non possono essere rimosse. Mai porre, poi, un laccio emostatico a monte perché si rischia di lasciare i tessuti senza ossigeno. È indicato, invece, fare un bendaggio linfostatico né troppo stretto né troppo lento come per la slogatura di una caviglia perché rallenta l’assorbimento del veleno ma al contempo permette all’ossigeno di arrivare ai tessuti. Essendo i viperidi dotati di un veleno prevalentemente emotossico, se il laccio viene portato per troppe ore, può comportare la necrosi dei tessuti per mancanza di ossigeno. “

Mai ucciderli

Non vorrei neanche scriverlo questo paragrafo perché non ci dovrebbe essere neanche il bisogno ma purtroppo non è cosi, infatti nella stragrande maggioranza dei casi quando vengono avvistati soprattutto in zone abitate vengono uccisi.

Cervone (Elaphe quatuorlineata), maschio di oltre 165cm nel suo habitat. Abruzzo. Foto di: Matteo Di Nicola

Articolo 6 dell’allegato II della Convenzione di Berna

Bene è da sapere che questi animali sono protetti da legge e ’Articolo 6 dell’allegato II della Convenzione di Berna (Convenzione sulla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa) dice:

Ogni parte contraente adotterà necessarie e opportune leggi e regolamenti onde provvedere alla particolare salvaguardia delle specie di fauna selvatica enumerate all’allegato II. Sarà segnatamente vietato per queste specie:
a) qualsiasi forma di cattura intenzionale, di detenzione e di uccisione intenzionale;
b) il deterioramento o la distruzione intenzionali dei siti di riproduzione o di riposo;
c) il molestare intenzionalmente la fauna selvatica, specie nel periodo della riproduzione, dell’allevamento e dell’ibernazione, nella misura in cui tali molestie siano significative in relazione agli scopi della presente
convenzione;
d) la distruzione o la raccolta intenzionali di uova dall’ambiente naturale o la loro detenzione quand’anche vuote;
e) la detenzione ed il commercio interno di tali animali, vivi o morti, come pure imbalsamati, nonché di parti o prodotti facilmente identificabili ottenuti dall’animale, nella misura in cui il provvedimento contribuisce a dare efficacia alle disposizioni del presente articolo.

Natrice dal collare (Natrix natrix helvetica), grossa femmina senile). Piemonte. Foto di: Matteo Di Nicola

Per quanto riguarda la mia regione, Abruzzo, ci si può riferire alla Legge Regionale n. 50 del 07-09-1993

Prevede la protezione per quanto riguarda i serpenti di:

  • Zamenis (Elaphe) longissimus longissimus
  • Elaphe quatuorlineata quatuorlineata (Cervone)
  • Hierophis viridiflavus (Coluber viridiflavus) (Biacco)
  • Natrix natrix helvetica (Biscia dal collare)
  • Natrix tessellata tessellata (Biscia tassellata)
  • Coronella austriaca (Colubro liscio)
  • Coronella girondica (Colubro di Riccioli)
  • Vipera aspis francisciredi (Vipera comune)
  • Vipera ursinii ursinii (Vipera dell’ Orsini);

Chiunque violi le disposizioni di cui alla presente legge è soggetto alla sanzione amministrativa minima di 150 euro e massima di 2.500 euro e alla confisca degli esemplari. 

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