Il giusto comportamento da avere per la salvaguardia dell’Orso bruno marsicano, per se stessi e per gli altri.

 

In questi giorni sono numerosi gli avvistamenti dell’orso bruno marsicano sul territorio marsicano (sub regione Abruzzese) e con essi aumenta la voglia di immortalarli con la propria fotocamera o cellulare per poi condividere sui social video e o foto del plantigrado.

Ma dopo l’ultimo video pubblicato ieri, dove un automobilista per filmare l’orso lo insegue con l’auto, è diventato doveroso ricordare il giusto comportamento da avere per la salvaguardi dell’animale, per se stessi e per gli altri.

“L’invito a tutti in queste situazioni è quello di fermarsi, accendere le quattro frecce e aspettare, senza scendere dall’auto in modo che l’orso possa con più tranquillità trovare la via di fuga. Nessuno può sapere come potrebbero reagire, e l’arrivo di un’altra auto potrebbe provocarne la morte” oltre che arrecare danno all’auto e nei peggiori dei casi ferire il conducente.

La direzione del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise

La direzione del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, dopo un video simile dove l’automobilista inseguiva l’orso, si era espresso cosi: “È estremamente imprudente inseguire gli animali selvatici lungo la strada, perché può rappresentare un pericolo sia per l’animale stesso sia per gli automobilisti. L’animale si spaventa e può percorrere anche centinaia di metri lungo la strada con il rischio di essere investito». , in una nota, dopo che il video dell’avvistamento di un orso lungo la strada alle porte di Capistrello (L’Aquila) girato da un automobilista è divenuto virale in poche ore. L’incontro con un orso è sempre un evento spettacolare e per molti emotivamente coinvolgente, ma questo non deve mai far perdere di vista la realtà.”

“L’orso marsicano è un animale selvatico, schivo e di indole tranquilla, ma non conosciamo fino in fondo le sue reazioni di fronte alla mancanza di vie di fuga o se disturbato. L’invito a tutti in queste situazioni è quello di fermarsi, accendere le quattro frecce e aspettare, senza scendere dall’auto in modo che l’orso possa con più tranquillità trovare la via di fuga. È importantissimo, inoltre, fornire tutte le informazioni sull’avvistamento alle aree protette o al Corpo Forestale dello Stato. Se comunicate in tempi brevissimi, le informazioni consentono ai tecnici di reperire materiale genetico utile per le analisi e per comprendere meglio quanti e quali orsi frequentano le aree.. Ai cittadini dei territori dove l’orso comincia a far vedere la sua presenza, l’invito a documentarsi per imparare a conoscerlo, senza diventare preda di immotivate paure. Si può attuare una concreta convivenza seguendo alcune semplici regole: evitare il disturbo (non dobbiamo fotografarli, filmarli o avvicinarli a tutti i costi), rendere le potenziali fonti di alimentazione il più possibile inaccessibili»

Perché convivere con l’orso

Vi riportiamo un testo redatto dal Pnalm:

“L’orso, al pari di altri grossi carnivori, può a volte trovarsi in situazioni di conflitto con le attività dell’uomo: un alveare distrutto, un orto divelto, un albero di mele danneggiato, o una pecora sbranata.

Ma qualsiasi sia il prezzo da pagare, nessuno di noi vorrebbe che l’orso un giorno sparisse per sempre dai nostri monti.

Ciascuno di noi ha i suoi buoni motivi per sperare che l’orso, nonostante tutto, ce la faccia.

Conservazione dell’orso

I perché della conservazione dell’orso variano in base alle nostre esperienze personali, alla nostra educazione, alle nostre percezioni, attitudini ed estrazione culturale, al luogo in cui viviamo e al mestiere che facciamo.

Ciascuno di noi, anche se inconsciamente, associa determinati “valori” alla conservazione dell’orso: questi possono essere di natura storica, culturale, ecologica, scientifica, estetica, spirituale o esistenzialista.

Ci può emozionare l’incontro inaspettato con un orso durante un’escursione in montagna o ci può anche semplicemente rasserenare sapere, anche se non lo vedremo mai, che l’orso continua a vivere nonostante tutto in qualche angolo remoto del nostro Paese. Ci può affascinare il suo aspetto o intrigare la sua biologia. Oppure, affascinati dalla sua lunga storia evolutiva, l’orso ancora tra noi ci fa sentire meno soli in questo viaggio sulla Terra…

Si tratta di valori che si sono andati diffondendo negli ultimi decenni ed in seguito al maturare di un atteggiamento più positivo nei confronti dell’ambiente e delle risorse naturali.

E tale atteggiamento, nel caso dell’orso, è stato in Italia definitivamente tradotto in normativa fin dal 1939, quando alla specie venne riconosciuta la protezione legale. Anche il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise fin dal lontano 1922, venne istituito per la tutela degli ultimi orsi marsicani. In un’ottica più recente e globale di conservazione della biodiversità, gli sforzi per la tutela dell’orso e degli altri grossi carnivori sono visti come strategici anche da un punto di vista operativo.

Specie ombrello, specie critica e specie bandiera

La logica è racchiusa nei concetti di specie ombrello, specie critica e specie bandiera. L’orso è una specie ombrello perché necessita di ampi spazi ed habitat naturali, e la conservazione dell’orso comporta conseguentemente la tutela delle tante altre componenti della biodiversità presenti su scale spaziali più contenute.

L’orso è considerata anche una specie critica, perché la sua presenza è fondamentale per l’espletamento di meccanismi e funzioni ecologiche all’interno dell’ecosistema, senza i quali molte altre specie non sarebbero in grado di esistere.

Infine, l’orso è considerato a ragion veduta specie bandiera perché, più di altre specie animali o vegetali, riesce a catalizzare l’interesse del pubblico e degli amministratori alla causa della conservazione.

C’è chi, per sostenere la causa della conservazione, argomenta motivazioni anche di carattere utilitaristico. A noi non piace però pensare che l’orso, al pari di altre componenti della biodiversità, debba essere tutelato essenzialmente per l’utilità diretta o il profitto economico che l’uomo può trarre dalla sua esistenza.

E’ un punto di vista antropocentrico ed arrogante, che finisce con il negare il diritto di esistenza a qualsiasi altra forma vivente nel caso non procuri un qualche beneficio diretto all’uomo.

Anche se conservare l’orso, può voler dire rinunciare ad una pista da sci, ad un albergo in posizione panoramica, o ad una comoda strada che attraversa i monti, il solo sapere che l’orso continuerà a vivere non ha prezzo.”

Come comportarsi in caso di incontro ravvicinato con un orso:

  • L’orso non ci ha notati, torniamo silenziosamente sui nostri passi, senza perderlo di vista.
  • Se l’orso nota la nostra presenza e si allontana (è il caso più comune), attendiamo prima di proseguire, evitando di muoverci verso la sua direzione.
  • L’orso nota la nostra presenza e si alza sulle zampe posteriori per identificarci, rimaniamo fermi e parliamo con tono calmo.
  • Se l’orso rimane fermo, allontaniamoci lentamente, parlando sempre con tono calmo.
  • L’orso si avvicina, camminando o correndo, restiamo fermi, parliamo con calma e diamogli modo di capire che non siamo un pericolo.
  • Se avviene un attacco con contatto fisico, stendiamoci al suolo a faccia in giù, con le dita delle mani intrecciate dietro il collo e le braccia a proteggere il capo, restando assolutamente immobili finché l’orso interrompe l’azione e si allontana. Non fuggiamo, non gridiamo e non tentiamo di colpirlo. se indossiamo uno zaino, non tentiamo di liberarcene, potrebbe essere utile per proteggersi. Rimaniamo a terra finché siamo certi che l’orso si sia allontanato.

Comportamento che si deve adottare quando si effettua fotografia naturalistica:

  • Non utilizzare alcun tipo di esca
  • Evitare di divulgare il luogo esatto dell’eventuale avvistamento
  • Rispettare i regolamenti vigenti all’interno delle aree protette
  • Non disturbare l’animale in alcun modo
  • NON INSEGUIRLO ASSOLUTAMENTE CON L’AUTO

Conclusioni

Vi rammentiamo che inseguirlo con la macchina e riprenderlo può costare anche penalmente, visto che il cellulare non può essere usato durante la guida.

“L’orso sopravvivrà solo grazie all’impegno e alla tolleranza di tutti, per impegnarsi però bisogna considerarlo un valore a cui non poter rinunciare…”

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