Tre orsi annegati in una vasca di raccolta dell’acqua nella Zona di Protezione Esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Fonte: http://www.parcoabruzzo.it

Nella mattinata di ieri 15 Novembre sono stati estratti tre orsi bruno marsicani annegati in una vasca di raccolta dell’acqua piovana in località “le fossette” tra i Comuni di Balsorano e Villavallelonga (Aq), poco fuori dai confini del Parco Nazionale d’Abruzzo.

I tre orsi sono una femmina di circa 10 anni con due cuccioli nati quest’anno, un maschio e una femmina. Si ritenga presumibilmente che i plantigradi sia caduti nella vasca e non riuscendo più a risalire  sono annegati. Il rinvenimento degli orsi è stato fatto il 14 pomeriggio da un escursionista di Balsorano che ha prontamente segnalato al sevizio di sorveglianza del parco l’accaduto.

Fonte: http://www.parcoabruzzo.it

Comunicato stampa del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Tre orsi annegati in una vasca di raccolta dell’acqua nella Zona di Protezione Esterna del Parco.

( Pescasseroli, 15 Novembre 18 )

Questa mattina il personale del Parco, coadiuvato dai Carabinieri forestali, ha recuperato 3 orsi in una vasca per la raccolta dell’acqua in località “le fossette” tra i Comuni di Balsorano e Villavallelonga, nella Zona di Protezione esterna del Parco.

Si tratta di una femmina di circa 10 anni, con 2 cuccioli dell’anno, un maschio e una femmina, che sono presumibilmente annegati cadendo nella vasca per la raccolta delle acque  dalla quale non sono riusciti a risalire.

La segnalazione della presenza di animali nella vasca è giunta al servizio di sorveglianza nel tardo pomeriggio di ieri da parte di un escursionista di Balsorano e questa mattina all’alba il personale del Parco ha raggiunto la località, verificando che, purtroppo, si trattava di orsi.

è stato necessario l’intervento di un elicottero

Per il recupero dei plantigradi è stato necessario l’intervento di un elicottero messo a disposizione dai Carabinieri forestali, in quanto la località si trova in alta quota ed è raggiungibile solo a piedi. Le carcasse sono state trasportate a Pescasseroli e saranno sottoposte ad esame necroscopico per accertare o escludere che non ci siano altre cause di morte.

Nel frattempo, il servizio di sorveglianza, in raccordo con la Procura di Avezzano, ha adottato tutti gli atti di polizia giudiziaria in relazione alla morte degli orsi.

La vasca, nella quale erano già morti altri 2 orsi nel 2010, si trova su una proprietà privata e gli interventi di messa in sicurezza realizzati dai proprietari, con il supporto del Corpo Forestale dello Stato nel 2012, non erano più adeguati a garantire la sicurezza di uomini e animali.

Su segnalazione dell’Associazione Salviamo l’orso il servizio di sorveglianza del Parco ha provveduto a verificare la situazione e l’Ente, pur trattandosi di una proprietà privata fuori dai confini del Parco, nelle scorse settimane ha intimato ai proprietari di realizzare adeguate misure di protezione per garantire l’incolumità di persone e animali, fornendo anche la consulenza tecnica per una soluzione efficace e definitiva del problema.

Purtroppo, a tutt’oggi, non è stato realizzato alcun intervento.

“Siamo di fronte a una perdita gravissima per l’esigua popolazione di orsi marsicani – dichiara il Presidente del Parco – che rischia di vanificare i tanti sforzi compiuti quotidianamente per ridurre la mortalità e per avere un numero di femmine riproduttive più alto. L’episodio ripropone la necessità di interventi più incisi per garantire la conservazione dell’orso marsicano, soprattutto fuori dal territorio del Parco, dove l’autorità e la funzione dell’Ente sono normativamente meno incisivi ed efficaci”.

Fonte: http://www.parcoabruzzo.it

Associazione Salviamo L’orso

Afferma Stefano Orlandini, rappresentante dell’associazione Salviamo L’orso – Onlus:

“5 orsi , di cui 4 femmine , sono annegati in 8 anni nella stessa vasca in territorio di Villavallelonga sulla Serralunga, in un fondo che i proprietari, eredi di quel galantuomo di Emilio Sipari, affittano ad alcuni allevatori della zona. Nel 2010 un’orsa ed il suo piccolo vi erano caduti dentro probabilmente in questo stesso periodo dell’anno (l’autopsia aveva messo in evidenza resti di corniolo nei loro stomaci ) ma erano stati ritrovati solo a fine inverno, nel Giugno del 2010.

Alcuni di noi, che poi avrebbero dato vita alla nostra associazione, ricordano ancora i proclami dei vertici del Parco e del Corpo Forestale di allora sulla necessità di un censimento di questi vasconi montani , strutture quasi sempre abusive e pericolose per uomini e bestie, da mettere in sicurezza al più presto.

Ebbene ci vollero 2 anni per dotare la vasca di una recinzione evidentemente insufficiente visto che circa 6 mesi fa ci fu segnalato che non esisteva più, segnalazione ,che passammo immediatamente a chi di dovere , come ammette oggi l’Ente parco nel suo comunicato. Dopo vari e vani tentativi dello stesso di imporre ai proprietari del fondo la messa in sicurezza del manufatto proprio la settimana scorsa la nostra associazione resasi conto che la soluzione al problema avrebbe richiesto tempi geologici come sempre accade quando enti ed amministrazioni pubbliche sono chiamati ad intervenire , aveva deciso di procedere autonomamente ai lavori …..poi oggi la notizia che non avremmo mai voluto ricevere.

ricavano reddito dal suo affitto

Come potranno mai giustificare il loro comportamento i proprietari del fondo che ricavano reddito dal suo affitto ma non spendono qualche centinaio di euro per evitare che anche delle persone possano rischiare la vita ? Quale giustificazione può accampare il Comando regionale dei Carabinieri Forestali a cui è demandato il controllo del territorio boschivo montano ? Quante volte in un anno i Carabinieri Forestali effettuano un sopralluogo sulla Serralunga? Se non ci fosse stato il solito escursionista avremmo ritrovato le carcasse la prossima estate come nel caso del 2010 e sempre grazie ad un escursionista o ad un pastore, uno di quei pastori che probabilmente hanno divelto la recinzione installata nel 2012 perché scomoda per i propri animali. Ma la Serralunga è forse far west …territorio non soggetto alla legge ?

Il Comune di Villavallelonga non aveva forse l’obbligo anch’esso di richiedere la messa in sicurezza del vascone o in alternativa il suo smantellamento ? L’Ente Parco manda i suoi tecnici e i guardiaparco a fare monitoraggio in quell’area regolarmente per cui una volta rilevato il pericolo posto dalla vasca avrebbe dovuto provvedere immediatamente, salvo poi denunciare i proprietari e rivalersi su di loro o questo è chiedere troppo a coloro che hanno l’onere e l’onore di lavorare per la conservazione dell’orso più raro al mondo ?

La nostra rabbia è grande perché perdite assolutamente ingiustificabili come queste , causate da pigrizie ed inefficienze imperdonabili, vanificano l’impegno e il duro lavoro di tante persone perbene.”

Fonte: http://www.parcoabruzzo.it

Wwf Abruzzo

Dichiara il Wwf Abruzzo:

“Un dispiacere immenso:

Tre orsi marsicani, una femmina con due cuccioli dell’anno, sono morti annegati in una vasca per la raccolta dell’acqua piovana in alta quota nei pressi di Villavallelonga (AQ), poco fuori dai confini del Parco Nazionale d’Abruzzo.

Si potrebbe pensare ad un tragico incidente, se non fosse che nella stessa vasca, 8 anni fa, era morta un’altra femmina con un cucciolo.

Fa rabbia pensare che in questi anni non si sia operato per mettere in sicurezza in maniera duratura questa struttura, una trappola mortale per gli animali selvatici e potenzialmente anche per gli umani, in particolare bambini.

Perdere una femmina in età riproduttiva, con due cuccioli, è una tragica perdita per l’esigua popolazione di orso marsicano, unica al mondo, stimata in soli 50-55 individui. Il 6% della popolazione scomparso in un solo drammatico episodio, perché non abbiamo imparato dagli errori del passato. Chi avrebbe dovuto controllare?

L’orso marsicano sta scomparendo anche (o soprattutto) per l’inaccettabile incuria di molte istituzioni ed enti verso una delle più grandi ricchezze naturalistiche italiane, limitando gli sforzi di chi invece si batte ogni giorno per la loro conservazione.

Il WWF verificherà la possibilità della costituzione parte civile contro i responsabili di questa tragedia, ma ci vorranno anni di sforzi per compensare questo danno .”

Fonte: http://www.parcoabruzzo.it

Stazione Ornitologica Abruzzese ONLUS

Dichiara la Stazione Ornitologica Abruzzese ONLUS: “Natura tradita. Mentre morivano tra atroci sofferenze madre e orsetti il vicepresidente del #Parco Nazionale d’Abruzzo, sindaco del Comune di Settefrati, trovava giusto firmare la petizione contro – sì, avete capito bene, CONTRO – il PATOM, l’accordo per la tutela dell’Orso. Invece di pensare alla sua piena applicazione. Aggiungerei poi che a Villavallelonga, a poca distanza dal vascone maledetto dove sono affogati che si poteva mettere in sicurezza con quattro euro, due anni fa spesero 400.000 euro per asfaltare una sterrata in una zona preziosissima, con l’iniziale assenso dell’Ente Parco, poi in parte rimangiato grazie all’intervento delle associazioni. Volontari (associazione Salviamo l’Orso) che anche questa volta avevano richiamato gli enti sul pericolo che quel vascone costituiva per la fauna, dopo la morte di altri 2 orsi nello stesso modo nel 2010. A questo sono ridotti i Parchi nazionali in italia. Che vergogna! “

Vicepresidente WWF Italia

Dante Caserta Vicepresidente WWF Italia afferma:

Una riflessione sugli orsi morti ieri

La morte di tre individui di Orso Bruno marsicano tra i comuni di Balsorano e Villavallelonga, nella Zona di Protezione Esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, rappresenta un fallimento per tutti: nessuno che abbia una qualche responsabilità in campo ambientale può dirsi innocente.

Come WWF vorremmo guardare negli occhi il Ministro dell’Ambiente, i Presidenti delle Regioni dell’areale dell’Orso, prime fra tutte Abruzzo, Lazio e Molise, i tanti sindaci che amministrano questi territori, i responsabili delle aree protette a partire dallo storico Parco d’Abruzzo e via via tutti coloro che possono fare la differenza, come gli operatori delle forze di polizia, i magistrati, gli imprenditori, ecc. Vorremmo guardare tutti negli occhi e chiedere se veramente vogliamo salvare l’Orso bruno marsicano.

Dobbiamo dircelo chiaramente perché non è possibile che tre Orsi muoiano per non aver messo in sicurezza una vasca di raccolta dell’acqua dove 8 anni fa erano morti altri due Orsi nello stesso identico modo.

La responsabilità è veramente di tutti

La responsabilità è veramente di tutti perché continuiamo ad approcciarci a questa specie come se non ne rimanessero solo 50 individui prima della sua definitiva estinzione.

Tutti gli sforzi fin qui fatti vengono vanificati in una sola giornata in cui abbiamo perso il 5% della popolazione.

Vogliamo veramente prenderci la responsabilità di distruggere in 50 anni uno dei più bei risultati dell’evoluzione del nostro Pianeta? Vogliamo veramente far scomparire il simbolo delle nostre montagne?

Ad ogni Orso morto siamo qui a ripeterci che va cambiato passo, che non c’è più tempo da perdere, che tutti devono fare la loro parte… poi passa una settimana e ogni cosa riprende come prima: chi spara a un orso viene assolto in tribunale, la Regione Lazio non limita la caccia nelle zone dove è presente l’Orso e il TAR di Roma non interviene, si progettano nuovi (fallimentari) bacini sciistici o si asfaltano vecchie strade su montagne abruzzesi dove è accertata la presenza del plantigrado, si costituiscono addirittura comitati contro l’Orso e le norme che lo tutelano…

Smettiamola di agire in questo modo. Forse è già troppo tardi, ma proviamo a fare qualcosa. Diamo concretezza a quanto dichiariamo nei convegni.

Attuiamo quanto ci dice chi studia la specie da decenni e diamo un nuovo impulso alla conservazione dell’Orso e del suo habitat.

Come WWF da più di un anno stiamo proponendo gli Stati generali dell’Orso, come momento di rilancio della battaglia per la sua tutela sull’Appennino e sulle Alpi. Mettiamo in campo le forze migliori, ma soprattutto facciamo quanto deve essere fatto, prima che sia troppo tardi. ”

Conclusioni

La colpa è semplicemente del fatto che non si riesce ancora a sensibilizzare la popolazione, e per assurdo anche gli enti predisposti, che qui abbiamo a che fare con un animale che deve essere protetto a tutti i costi.

Solo con queste morti è stato perso circa il 6 per cento della popolazione mondiale di orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus).

L’Ursus arctos marsicanus (Altobello, 1921), è una sottospecie dell’orso bruno ursus arctos, (Linnaeus, 1758), e rappresenta un endemismo esclusivo dell’Italia centrale; ergo è presente quindi solo nel centro Italia e in nessun’altra parte del pianeta. Questo dato dovrebbe renderci orgogliosi di convivere con una specie unica al mondo e dovrebbe renderci al contempo protettivi nei suoi confronti.

“… L’orso è però avventura, leggenda, storia antichissima, cessata la quale ci sentiremmo tutti un poco più poveri e tristi”. Dino Buzzati

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