La fotografia ci restituisce la realtà? La post produzione altera la realtà? A queste domande risponde il prof. Enrico Maddalena del Dipartimento Didattica della FIAF.

♦ Di Enrico Maddalena ♦

È molto diffusa l’ingenua illusione di credere che la fotografia ci restituisca la realtà: “Ciò che vede la fotocamera è la realtà oggettiva, perché una macchina non sa mentire”. Da qui l’avversione di molti verso la post produzione. “Ma poi quella non è più la realtà – direbbe qualcuno – Il fotografo l’ha alterata”.

Ma lo sappiamo cos’è la realtà ? E possiamo vederla, conoscerla nella sua interezza?

Noi non vediamo le cose, ma la luce che colpisce solo la superficie delle cose e ci viene rimbalzata negli occhi. Quella luce è stata alterata, modificata dalle cose e queste modificazioni ci danno delle informazioni assai limitate, superficiali sulle cose. Siamo ciechi a molte altre informazioni che altri esseri viventi riescono a percepire, come l’infrarosso, l’ultravioletto e le altre frequenze dello spettro elettromagnetico.

La realtà è poi fatta di mille altre informazioni che percepiamo nel mondo reale ma che la fotografia, per sua natura, non può registrare, come i profumi, gli odori, i suoni, il caldo e il freddo, il vento che ci accarezza la pelle o ci scompiglia i capelli.

E poi inquadrare è includere ma è allo stesso tempo escludere, mostrare e contemporaneamente nascondere.

Poco fa il Sole, stanco e sudato per aver percorso tutto l’arco del cielo, si è affacciato attraverso le tende dello studio e mi ha chiesto se poteva farmi un ritratto. Potevo rifiutarmi? Poi è scomparso dietro il Salviano. Enrico Maddalena 12 Ottobre 2018

Siamo sicuri che la fotocamera veda allo stesso modo dei nostri occhi?

Basta conoscere qualcosa sugli obiettivi, sulle pellicole e sui sensori per rispondere di no.

Il problema è ancora più complesso: noi vediamo l’immagine che il cristallino e gli altri mezzi dell’occhio proiettano sulla retina? E ancora la risposta è no. L’immagine retinica viene trasformata in impulsi nervosi che vengono elaborati dal cervello. E il cervello è una struttura complessa. In effetti quei segnali nervosi vengono elaborati e interpretati.

Quindi, più che con gli occhi, noi vediamo una immagine del mondo filtrata dalla nostra personalità, dalle nostre esperienze passate, dalla nostra cultura, dallo stato d’animo del momento. È per questo che una scena che ci ha entusiasmato, riprodotta in fotografia, a volte ci delude. La fotocamera è un freddo strumento che ci rende una immagine ottica, deformata, del mondo.

Foto di Enrico Maddalena

Conclusioni

Intervenire in post produzione perché quell’immagine somigli il più possibile all’emozione che abbiamo provato e che ci ha spinto a scattare, è una sacrosanta operazione di verità.

Altro discorso è la falsificazione di una foto per alterare un fatto o una situazione, ma questa è un’altra storia.

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