Il WWF e Societas Herpetologica Italica segnalano come la realizzazione di nuovi impianti da sci possa portare ad una possibile estinzione locale della Vipera ursinii.

Vipera dell’Orsini (Vipera ursinii ursinii), femmina. Abruzzo. Foto di : Matteo Di Nicola

Riportiamo un comunicato rilasciato dal WWF Italia Onlus, Abruzzo, nel quale si parla del rischio che corre la rarissima Vipera ursinii. Rischio causato dalla realizzazione di nuovi impianti da sci in località Campi della Magnola e Valle delle Lenzuola, nel territorio di Ovindoli (AQ), a circa 2000 m s.l.m., all’interno della ZPS IT7110130 “Sirente-Velino” e a 600 m di distanza dal SIC IT7110206 “Monte Sirente”. Attività antropica che porterebbe ad una possibile estinzione locale della Vipera ursinii.

Vipera ursinii

Classificazione scientifica

Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Ordine Squamata
Sottordine Serpentes
Famiglia Viperidae
Sottofamiglia Viperinae
Genere Vipera
Specie V. ursinii

 

Distribuzione

Distribuita frammentariamente in Europa, in Italia è presente con popolazioni relitte, isolate su Monti Reatini, Monti della Laga, Montagne della Duchessa, Velino, Gran Sasso, Majella e parte del Parco Nazionale d’Abruzzo tra 1350 e 2300 m di quota (V. Ferri e M. Marconi in Sindaco et al. 2006). Presente complessivamente in una ventina di località. (cit. IUCN)

Popolazione 

Sono note una ventina di popolazioni in Italia, alcune (ad esempio quella di Campo Imperatore sul Gran Sasso) con buone densità di popolazione mentre altre (Terminillo) con contingenti estremamente ridotti (V. Ferri e M. Marconi in Sindaco et al. 2006). (cit. IUCN)

Habitat ed Ecologia

  • Habitat ed Ecologia: Frequenta esclusivamente le praterie sassose e i pascoli di alta montagna (V. Ferri e M. Marconi in Sindaco et al. 2006), preferenzialmente con cespugli prostrati.
  • Ambiente: Terrestre
  • Altitudine (metri sopra il livello del mare): Max. 2300 m, Min. 1350 m
Vipera dell’Orsini (Vipera ursinii ursinii), femmina prima del temporale. Abruzzo. Foto di : Matteo Di Nicola

Principali minacce    

Gli habitat frequentati dalla specie la rendono meno soggetta di altre a minacce causate dall’uomo. Si verificano tuttavia uccisioni volontarie o involontarie (calpestio del bestiame durante il pascolo) pascolo eccessivo, danneggiamento degli ambienti da parte di Sus scrofa, eccessiva forestazione e chiusura degli ambienti aperti (Bologna & La Posta 2004). Nel passato è stata oggetto di raccolta a fini collezionistici (V. Ferri e M. Marconi in Sindaco et al. 2006). (cit. IUCN)

Vipera dell’Orsini (Vipera ursinii ursinii), femmina nel suo habitat. Abruzzo. Foto di: Matteo Di Nicola

Misure di conservazione     

Elencata in appendice II, IV della direttiva Habitat (92/43/CEE), elencata in appendice II della CITES e protetta da leggi regionali e regolamenti delle aree protette. Presente in Parchi Nazionali (V. Ferri e M. Marconi in Sindaco et al. 2006). (cit. IUCN)

Informazioni sulla valutazione

La valutazione dello stato di conservazione è Vulnerabile (VU) perché l’areale di distribuzione (EOO) è <20000km2, l’area occupata dalla specie (AOO) è inferiore a 2000 km2 e la popolazione contiene probabilmente meno di 10000 individui maturi ed è severamente frammentata. Non esistono evidenze di un declino continuo della popolazione: tuttavia, in alcune aree si ravvisa un impatto negativo (diretto e indiretto) del turismo nelle ristrette aree frequentate dalla specie, per il principio di precauzione questo declino non può essere escluso. (cit. IUCN)

ph: Marco Carafa

Comunicato stampa

WWF e Societas Herpetologica Italica scrivono al ministro dell’ambiente Sergio Costa sui nuovi impianti sciistici in progetto in località Campi della Magnola e Valle delle Lenzuola

«Quelle strutture mettono a rischio la rara, preziosa e innocua Vipera dell’Orsini»

***

L’associazione scientifica Societas Herpetologica Italica, a firma del presidente Roberto Sindaco, e il WWF, con il vice presidente nazionale Dante Caserta, hanno scritto una lunga nota congiunta al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa per segnalare una emergenza ambientale che mette a rischio la sopravvivenza di una delle poche popolazioni esistenti di Vipera ursinii, un rarissimo serpente, assolutamente innocuo per l’uomo, presente in Italia soltanto in poco più di una dozzina di siti concentrati nell’Appennino centrale tra Abruzzo e Marche e in pochissime altre località d’Europa.

Realizzazione di nuovi impianti da sci

L’allarme nasce in relazione ai progettati lavori per la realizzazione di nuovi impianti da sci in località Campi della Magnola e Valle delle Lenzuola, nel territorio di Ovindoli (AQ), a circa 2000 m s.l.m., all’interno della ZPS IT7110130 “Sirente-Velino” e a 600 m di distanza dal SIC IT7110206 “Monte Sirente”.

Le opere, semmai malauguratamente autorizzate, determinerebbero danni gravissimi nei confronti della Vipera dell’Orsini, senza dubbio il serpente italiano che corre i maggiori pericoli di estinzione, considerato raro e minacciato anche nel resto d’Europa. Vipera ursinii è peraltro inclusa nell’Appendice I della Convenzione di Washington (CITES), nell’Allegato II della Convenzione di Berna, negli allegati II e IV della Direttiva Habitat 92/43/CEE ed è inoltre protetta dalla Legge Regione Abruzzo 50/93 e ss.mm.ii. sulla tutela della fauna cosiddetta minore.

Principali fattori di minaccia

Le ricerche scientifiche individuano tra i principali fattori di minaccia per questa specie le uccisioni volontarie o accidentali da parte dell’uomo e la alterazione e/o distruzione dell’ambiente naturale anche a causa di estesi interventi antropici tra i quali è citata esplicitamente la costruzione di impianti di risalita il cui effetto nefasto è stato studiato in situazioni analoghe a quella che si vorrebbe proporre in Abruzzo. Lo Studio di Impatto Ambientale (SIA) che accompagna il progetto è ben consapevole del rischio: “Gli impatti diretti più importanti – vi è scritto – riguardano l’uccisione diretta degli individui a causa della movimentazione della terra con i mezzi meccanici”. Si rischierebbe infatti una vera e propria strage per un animale che, a fronte del violento disturbo determinato dai mezzi in movimento, avrebbe la risposta istintiva di rintanarsi nella propria tana, con la conseguenza di incrementare a dismisura il numero delle uccisioni.

Catturare temporaneamente e ricollocare gli individui di Vipera ursinii

La misura di mitigazione proposta “di far presenziare, per la durata degli scavi, uno o più specialisti (erpetologi), che possano catturare temporaneamente e ricoilocare gli individui di Vipera ursinii, nell’eventualità del loro rinvenimento accidentale (es. scavi, rumore)” appare del tutto irrealizzabile. È infatti in contrasto con la normativa europea, nazionale e regionale in vigore ed è comunque concretamente impraticabile perché da una parte non avrebbe alcun senso limitare l’intervento unicamente agli animali accidentalmente rinvenuti e dell’altra appaiono insormontabili le difficoltà connesse alla individuazione e cattura (proibita!) di tutti gli individui presenti nel territorio a fronte di una specie elusiva e sfuggente qual è Vipera ursinii, alla loro momentanea collocazione in aree diverse e alla successiva reintroduzione in situ. Non si considera, tra le altre cose, che se la specie è presente in così pochi habitat è evidentemente perché solo in quelle specifiche situazioni riesce a sopravvivere. L’operazione ipotizzata sarebbe distruttiva per Vipera ursinii, a tal punto da renderne possibile l’estinzione locale, con gravissimo danno per una specie rara e minacciata nell’intera Europa.

Impatti indiretti

Analogo discorso sugli impatti indiretti. Nello Studio si sostiene che siano “mitigabili mediante un piano di rinverdimento progressivo delle aree sottoposte a modifiche, nel medio-lungo periodo. Qualora la vegetazione indigena dovesse ristabilirsi, l’area di intervento potrebbe tornare nuovamente ad ospitare la specie target, che deve necessariamente essere conservata altrove”. Appare del tutto insufficiente parlare di un piano di rinverdimento progressivo ammettendo a priori che l’esito è tutt’altro che scontato (“… qualora la vegetazione indigena dovesse ristabilirsi …”) ed è di nuovo impraticabile e contra legem l’ipotesi di conservare “altrove” (dove?) individui appartenenti a una specie minacciata e ad altissimo rischio di estinzione.

Conclusione

La buona intenzione, affermata nello Studio, di provvedere a conservare alcuni elementi del paesaggio ecologico necessario alla specie quali: pietraie di grossa pezzatura, massi erratici fratturati e formazioni a ginepro prostrato la cui eliminazione è da evitare, ma, attenzione, solo qualora non pregiudichi la realizzazione dei lavori e la fruibilità in sicurezza delle piste, appare quasi una presa in giro a fronte dell’entità del danno arrecato a un prezioso e raro serpente. Nello Studio di Impatto Ambientale si giudica infine opportuno prevedere un piano di monitoraggio, in accordo ad esempio con l’Università, al fine di osservare i progressi nella ricucitura del paesaggio vegetale e controllare l’eventuale ricolonizzazione da parte della Vipera dell’Ursini dei territori coinvolti dai lavori. Il fatto stesso che si parli, con onestà intellettuale, di una “ricolonizzazione” soltanto “eventuale” rende indispensabile, a tutela della specie e dell’ambiente, respingere ogni ipotesi di costruzioni in un’area delicata e importante. Proprio per questo la Societas Herpetologica Italica e il WWF hanno sollecitato l’intervento diretto del Ministro dell’Ambiente.


WWF Italia Onlus, Abruzzo

Lingua. Vipera dell’Orsini (Vipera ursinii ursinii), Abruzzo. Foto di : Matteo Di Nicola

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