L’agenzia spaziale giapponese Jaxa ha reso pubblico il video dello spettacolare touchdown della sonda Hayabusa2 avvenuto sull’asteroide Ryugu lo scorso 21 febbraio.

La sonda Hayabusa2 ha catturato questa immagine di sé poco dopo aver toccato Ryugu il 21 febbraio 2019.

Il mese scorso, l’agenzia spaziale giapponese Jaxa ha completato una complicata manovra di atterraggio su un asteroide, e ora ha pubblicato un incredibile video dal punto di vista della navicella spaziale.

Hayabusa2

La missione della sonda Hayabusa2 è iniziata 5 anni fa, il 3 dicembre 2014, con l’obbiettivo di raccogliere campioni da un asteroide situato 300 milioni di chilometri di distanza da Terra. Lo scopo della missione è comprendere meglio il processo che ha portato alla formazione del Sistema solare e trovare indizi sull’origine della vita.

L’asteroide designato come target è Ryugu (scoperto nel 1999), un asteroide di tipo C, o carbonioso ( ricco di molecole di carbonio e di composti contenenti acqua, gli idrati). Di forma quasi sferica di circa 900 metri di diametro e con un periodo di rotazione di 7.6 ore.

Primi approcci con l’asteroide

Hayabusa2 dopo 3 anni di viaggio, il 27 giugno 2018 ha raggiunto l’asteroide, dove ha iniziato ad orbitargli intorno ad una distanza di 20km.

Il 20 settembre 2018, dopo aver raggiunto una distanza di soli 55 metri dalla superficie di Ryugu, ha rilasciato sull’asteroide due moduli hopper, Rover 1A e Rover 1B, capaci di muoversi, grazie alla ridotta gravità dell’asteroide, a piccoli salti sulla superficie e di scattare le prime fotografie.

I due piccoli rover trasportati. Rover-1A è quello a sinistra, Rover-1B quello a destra. In secondo piano, la capsula che li ospitava. Crediti: Jaxa

Il rilascio di qui due moduli ha segnato un evento storico nell’esplorazione umana, di fatto è stata la prima volta che l’uomo ha mandato sulla superficie di un piccolo corpo planetario un robot mobile.

La superficie dell’asteroide Ryugu fotografata da pochi metri dal lander Mascot. Crediti: Dlr

Il 3 ottobre 2018, la sonda ha poi lanciato sulla superficie dell’asteroide il lander Mascot, il cui compito è stato raccogliere dati, scattare foto e fare rilevazioni.

Video:

Il touchdown di Hayabusa2

Il video mostra cosa è successo durante la procedura, che si è verificata il 21 febbraio, che ha portato al touchdown di Hayabusa2.

In primo luogo, il veicolo spaziale si sposta verso la superficie rocciosa dell’asteroide. Quindi, rimbalza immediatamente, lasciando una raffica di macerie volanti nella sua scia mentre si allontana.

Ciò che non vediamo in questo video è ciò che ha causato il caos: la navicella ha infatti sparato il suo apparato di campionamento (in pratica un proiettile sofisticato) per poi risucchiare velocemente alcuni dei detriti creati.

Prove sulla Terra

La Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) ha praticato la procedura all’inizio di quest’anno sulla Terra, usando un asteroide artificiale – un secchio di ghiaia – progettato per imitare la struttura e la composizione rocciosa di Ryugu.

Ma sapere che la procedura ha funzionato sulla Terra non è assolutamente la stessa cosa che osservare la procedura che si svolge su una roccia spaziale lontana.

Ha affermato JAXA: “Il filmato è stato catturato da una telecamera che è stata finanziata da donazioni pubbliche”.

Conclusioni

Sebbene la procedura di campionamento sia stata la manovra clou della nave spaziale, la missione ha ancora alcuni compiti da svolgere prima che Hayabusa2 si possa dirigere verso casa. Innanzitutto, in aprile, la navicella creerà un cratere artificiale, per poi esaminarlo.

Ci sono in programma anche altre operazioni sulla superficie. All’inizio dell’estate, la navicella potrebbe atterrare una seconda volta, all’interno di questo nuovo cratere, per avere una prospettiva diversa su di essa. Poi, a fine estate, il veicolo spaziale schiererà l’ultimo dei suoi rover a bordo per dare un’altra occhiata alla superficie rocciosa.

Alla fine dell’anno, Hayabusa2 inizierà il suo viaggio di ritorno verso la Terra che durerà 1 anno  (e alla fine del 2020), gli scienziati saranno finalmente in grado di tenere nelle loro mani il risultato dello strepitoso touchdown dello scorso mese.

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