Ci sarebbe veramente una specie di “volume fantasma” direttamente sotto la faglia che ha causato il terremoto ad Amatrice e Norcia nel 2016? Il prof. Antonio Moretti, Università degli Studi dell’Aquila, ci spiega lo studio che c’è dietro.

Lo studio “Volume unbalance on the 2016 Amatrice – Norcia (Central Italy) seismic sequence and insights on normal fault earthquake mechanism” pubblicato sulla rivista Scientific Reports-Nature il 12 marzo 2019, da C. Bignami, E. Valerio, E. Carminati, C. Doglioni, R. Lanari e P. Tizzani, ha portato alla pubblicazione di vari articoli, sui più disparati magazine on-line, con l’attribuzione di vari e originali titoli:

  • Terremoto, c’è un “fantasma” sotto la faglia di Amatrice. Ingv: «La roccia si è abbassata»
  • Terremoti, c’è un volume di roccia… fantasma
  • Terremoti del centro Italia: dove è il volume fantasma?

In questo video il prof. Antonio Moretti, Università degli Studi dell’Aquila, ha cercato “di disegnare un quadro, semplice ma rigoroso, delle forze in atto in quel pezzetto di crosta terrestre che chiamiamo, appunto, Appennino”, riportando sul giusto piano il “serissimo lavoro dei ricercatori INGV riguardo alle deformazioni del suolo, misurate con grande dettaglio in occasione degli ultimi terremoti del centro Italia”.

Mappa che mostra gli spostamenti cumulati che si sono verificati a partire da settembre 2015 e il 9 novembre 2016. E ‘stato registrato dai dati ALOS2 DInSAR, mostrando le zone crollate e sollevate durante la sequenza sismica di Mw 6,0 del 24 agosto e Mw 6.5 del 30 ottobre 2016, supponendo che non si sia verificata alcuna deformazione pre-sismica. L’innalzamento delle cose è marginale rispetto alla subsidenza. La deformazione più grande si concentra nella parete sospesa del sistema di guasto normale a immersione WSW principale. Il massimo cedimento cosmosferico era di circa 100 cm, mentre il sollevamento più alto nella parete sospesa (cioè, ad ovest) era di circa 10-12 cm. Il volume stimato è di 0,12 km 3. Il volume sollevato nel muro sospeso è circa 7,5 volte più piccolo, ponendo la questione dello squilibrio dei volumi. Fonte: https://doi.org/10.1038/s41598-019-40958-z

Dichiara Antonio Moretti:

“Carissimi Geocuriosi,

negli ultimi periodi, grazie soprattutto alla fortunata assenza di terremoti ed altri indesiderati eventi naturali, sono stato molto latitante. Per fare ammenda approfitto di una fantasiosa notizia riportata da molti giornali on-line e siti vari, riguardo alla “scoperta” di spazi “fantasma” sotto le radici delle montagne dell’Appennino.

In realtà naturalmente non si tratta di fantasmi, ma di un serissimo lavoro dei ricercatori INGV riguardo alle deformazioni del suolo, misurate con grande dettaglio in occasione degli ultimi terremoti del centro Italia, che mettono in evidenza lo “sprofondamento” di grandi blocchi crostali legato allo scorrimento lungo le faglie normali che generano i terremoti. Questo “sprofondamento” si traduce, in pratica, con la liberazione di notevoli quantità di energia potenziale gravitazionale, immagazzinata in forma di energia di rilievo nelle montagne appenniniche, che va ad aggiungersi all’energia sismica rilasciata in forma elastica dall’improvviso scorrimento delle faglie stesse.

Il lavoro originale

Per chi fosse interessato, il lavoro originale “Volume unbalance on the 2016 Amatrice – Norcia (Central Italy) seismic sequence and insights on normal fault earthquake mechanism, autori C. Bignami, E. Valerio, E. Carminati, C. Doglioni, R. Lanari e P. Tizzani”, è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports-Nature.

In effetti negli ultimi decenni il ruolo della gravità nella dinamica del nostro pianeta è stato sempre più messo in evidenza. È la gravità che fa girare le grandi correnti convettive del mantello che muovono le placche tettoniche. Che consente alla tettonica di immagazzinare lentamente enormi quantità di energia potenziale nelle montagne, così come noi immagazziniamo l’energia elettrica nelle dighe per averla a disposizione secondo la nostra necessità. È la gravità, in ultima analisi, che costringe gli atomi di idrogeno, nel nucleo del sole, a fondersi insieme liberando l’energia che ci tiene in vita.

Senza avere la presunzione di emulare Carlo Doglioni, che in numerose occasioni ha evidenziato l’importanza dei fenomeni gravitativi nel processo sismico, in questo video ho cercato di disegnare un quadro, semplice ma rigoroso, delle forze in atto in quel pezzetto di crosta terrestre che chiamiamo, appunto, Appennino.”

Video realizzato da Gianfranco Cocciolone che lo presenta così: “Ci sono veramente i terremoti fantasma sotto l’appennino? Dal folclore giornalistico alla realta’ Scientifica. Le spiegazioni del prof. Antonio Moretti, Universita’ degli Studi dell’Aquila.”

Video:

Ci sono veramente i terremoti fantasma sotto l’appennino? Dal folclore giornalistico alla realta’ Scientifica. Le spiegazioni del prof. Antonio Moretti, Universita’ degli Studi dell’Aquila.

Pubblicato da Gianfranco Cocciolone su Lunedì 18 marzo 2019

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