Da un piccolo seme gettato 150 anni or  sono è nata una grande realtà, dove scienza e professionalità cooperano per portare avanti la generosa opera destinata a piccoli pazienti provenienti da tutto il mondo. 

Un dono di bambini ai bambini: così nacque il primo ospedale pediatrico italiano. Siamo nel 1869 e a Roma, come in tutta Italia, i piccoli malati vengono ricoverati nelle stesse corsie riservate a gli adulti, spesso senza ricevere le dovute attenzioni. Colpita da questa triste realtà, la duchessa Arabella Fitz-James, moglie del duca Scipione Salviati, si fece promotrice della fondazione di un ospedale pediatrico sul modello dell’Hopital des Enfants Malades di Parigi.

Nacque così il primo nucleo dell’ospedale intitolato “Bambin Gesù”

Il progetto fu immediatamente sostenuto dal marito e dai figli, che in occasione del suo compleanno le regalarono un salvadanaio di terracotta (“dindarolo”) con i loro risparmi. Il 19 marzo dello stesso anno in una piccola stanza in via delle Zoccolette a Roma, vennero accolte quattro bambine affidate alla cura di due medici e delle suore Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli.

Nacque così il primo nucleo dell’ospedale intitolato “Bambin Gesù” per volontà di papa Pio IX che scriverà su un documento ufficiale: 

“La Duchessa Salviati, prostrata al bacio del sacro piede, umilmente espone com’ella non solo ma molte pie persone avevano sentito da un pezzo il maggior bene chei sarebbe e fisico e morale in questa città, se i fanciulli infermi, invece di essere ammessi nei comuni ospedali, avessero un ospedale a parte. E poiché la carità di molti ha generosamente contribuito nelle mani della supplicante quanto basta ad iniziare la caritatevol opera, s’implora dalla Santità Vostra, insieme con l’Apostolica Benedizione la opportuna facoltà di stabilire il suddetto ospedale tutto a spese di privati, col titolo del Bambino Gesù e sotto la direzione delle Figlie di Carità. Che della grazia. Dio benedica il buon pensiero, lo consolidi e perfezioni”

Pio IX, 15 marzo 1869

Il salvadanaio è tutt’oggi conservato in ospedale, a ricordo di quel primo gesto di generosità.

Nel gennaio del 1924, la famiglia Salviati donó l’ospedale a papa Pio XI per garantirne un futuro stabile. Da quel momento tutti i pontefici che si sono succeduti hanno promosso attività a tutela dei piccoli pazienti e per questo motivo oggi il Bambin Gesù è noto con il nome di “ospedale del papa”. 

Oggi il Bambin Gesù

Oggi il Bambin Gesù è articolato su quattro poli di ricovero e cura: presso il Gianicolo, San Paolo, Palidoro e Santa Marinella. Da quei quattro letti in Via delle Zoccolette oggi si contano in totale 607 posti letto, 28 mila ricoveri ogni anno, 29 mila procedure chirurgiche e interventistiche, 339 trapianti, 22mila giornate di day hospital, 84 mila accessi al pronto soccorso e oltre un milione e 900 mila prestazioni ambulatoriali. Il Centro per le malattie rare del Bambino Gesù vede ogni anno più di 13 mila pazienti. Oltre 700 persone sono impegnate nella ricerca scientifica. L’Ospedale è presente anche a livello internazionale con interventi di assistenza e cooperazione in Siria, Repubblica Centrafricana, Giordania, Cambogia, India, Etiopia, Georgia, Russia, Cina ed Tanzania. 

150 anni di vita dell’Ospedale

“Il futuro è una storia di bambini”: è lo slogan scelto per le celebrazioni dei 150 anni di vita dell’Ospedale e che proprio nel futuro si proietta con nuovi progetti che, già nel 2019, vedranno la nascita di un nuovo Centro per le cure palliative pediatriche e l’avvio dei lavori per la costruzione di un Centro per la cura dei tumori e i trapianti. 

Nel corso delle celebrazioni dell’anniversario, la presidente Mariella Enoc ha affermato: “Il Bambino Gesù è nato da un’idea alta di carità a cui si è mantenuta fedele in 150 anni e, ora come allora, la forma più alta di carità è la scienza, la competenza dell’assistenza, la ricerca senza soste.” 

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