In Cina scoperto sito fossile risalente a 518 milioni di anni fa, che rivaleggia con i siti cambriani precedentemente descritti, come il Burgess Shale. Metà degli animali presenti sono nuovi per la scienza.

Una ricostruzione dell’antica vita dell’oceano Cambriano nel sud della Cina. Credito d’immagine: Dongjing Fu.

Il nuovo studio “The Qingjiang biota—A Burgess Shale–type fossil Lagerstätte from the early Cambrian of South China” pubblicato il 22 marzo 2019 sulla rivista Science, da un team di paleontologi coordinati da Dongjing Fu della Northwest University di Xian, in Cina, descrive il ritrovamento di un sito di circa 518 milioni di anni fa, che rivaleggia con i siti cambriani precedentemente descritti, come il Burgess Shale della British Columbia e il sito fossile di Chengjiang nella provincia cinese dello Yunnan. Il sito contiene una vertiginosa abbondanza di forme di vita strane e meravigliose, straordinariamente conservate, da ctenofori, a artropodi e alghe.

L’esplosione del Cambriano

Circa 542 milioni di anni fa la vita animale, in poche decine di milioni di anni, esplose in diversità e forme spettacolari, in un evento evolutivo che avrebbe innescato sull’albero della vita i rami iniziali dei più importanti phyla animali: l’esplosione del Cambriano.

Gran parte di ciò che è noto dell’esplosione del Cambriano è stato appreso dai reperti fossili nei siti in cui sono stati preservati gli echi geologici di questa prima vita.

Forse nessun altro assemblaggio, fino ad oggi, è stato più importante per la nostra comprensione dell’esplosione del Cambriano rispetto alle località di Burgess Shale e di Chengjiang. Entrambi i siti contengono vaste e diverse collezioni di fossili ben conservati, inclusi organismi dal corpo molle, che raramente sono arrivati a noi.

La scoperta del sito di Qingjiang

La scoperta del sito di Qingjiang – il nuovo Konservat-Lagerstätte (termine  per indicare un deposito di fossili straordinariamente ben conservati) – è stata fatta quasi per caso dal Dr. Dongjing Fu della Northwest University e colleghi dell’Università di Guizhou, Northwest University e Pomona College.

I ricercatori hanno scoperto i fossili del Qingjiang lungo la riva del fiume Danshui in Cina nella provincia di Hubei. Fonte: DONG KING FU

Nel 2007 durante una spedizione sul campo, il Dr. Dongjing Fu e il co- autore Xingliang Zhang (ex dottorato di Fu), stavano camminando lungo un fiume quando si sono fermati ad osservare del promettente scisto sulla sponda del fiume. Quando hanno iniziato a scavare, hanno immediatamente trovato un fossile accattivante: Leanchoilia , una creatura simile a una sorta di artropode segmentato, conosciuta da altri siti del Cambriano.

L’artropode Leanchoilia dal sito fossile di Qingjiang, Cina. Credito immagine: Fu et al , doi: 10.1126 / science.aau8800.

Elevata diversità tassonomica e conservazione pressoché incontaminata

Oltre all’elevata diversità tassonomica, i fossili del Qingjiang sono caratterizzati da una conservazione pressoché incontaminata di organismi dal corpo molle – tra cui forme giovanili o larvali, artropodi e vermi e meduse – e da caratteristiche dei tessuti molli come occhi, branchie e budella.

Più di 4000 esemplari sono già stati raccolti, con 101 specie identificate, di queste specie, 53 sono nuove per la scienza e i nomi devono ancora essere assegnati.

Ha affermato il professor Robert Gaines, membro del team, del Pomona College: “Questa scoperta arricchisce la nostra visione del mondo animale primitivo e ci offre una visione davvero straordinaria degli animali più semplici. Una delle cose più incredibili di questo risultato è la condizione incontaminata di molti di questi esemplari, nei fossili che non sono stati sostanzialmente influenzati dall’impatto del tempo, si possono vedere chiaramente tessuti molli come occhi, tentacoli e branchie”.

La nuova vita meravigliosa

L’eccellente conservazione dei fossili del Qingjiang rivela dettagli morfologici di alcune delle forme di vita che vivevano nei mari Cambriani, come un’alga ramificata (a sinistra) e il corpo segmentato di un artropode chiamato megacheriano (a destra).

Fonte: D. FU ET AL/SCIENCE 2019

A differenza di altri reperti fossili del Cambriano, il biota del Qingjiang sembra contenere un’alta percentuale di meduse, cnidari e anche ctenofori. Queste specie, in particolare i ctenofori, sono estremamente rare in altri siti.

Afferma Allison Daley, una paleontologa dell’Università di Losanna in Svizzera che non è stata coinvolta nel nuovo studio: “Con così tanti fossili ben conservati di ctenofori, studiare le loro forme può aiutare a rispondere a un dibattito di lunga data: se i ctenofori o le spugne sono l’animale più primitivo sul loro albero genealogico”.

Gli scienziati hanno pensato che le spugne appaiano più vicine alla base dell’albero, in base alle loro forme molto semplici. Ma alcune analisi molecolari hanno suggerito che i ctenofori possono essere alla base dell’albero.

Dice Daley: “È difficile districare le relazioni esatte di queste creature. Questi primi gruppi si sono separati l’un l’altro molto tempo fa …. Quindi ottenere maggiori informazioni su di loro grazie a questo nuovo sito, in cui la conservazione è davvero sorprendente, sarà davvero importante. ”

Differenti taxa nei vari depositi fossili del Cambriano

Il Burgess Shale, un vasto deposito di rocce fossili nelle Montagne Rocciose canadesi, fu scoperto nel 1909.

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Fu questo sito che per primo diede agli scienziati uno sguardo sull’esplosione del Cambriano, la rapida diversificazione della vita avvenuta durante quel periodo. I siti di Burgess e Chengjiang, separati da 10 milioni di anni e da mezzo mondo, condividono solo il 15% circa degli stessi taxa.

Dice Daley: “Valore che dato le loro differenze nello spazio e nel tempo è facile aspettarsi.”

Ma i siti di Qingjiang e Chengjiang, che risalgono allo stesso periodo e sono oggi separati solo da 1.050 chilometri, condividono solo l’8% dei loro taxa. I ricercatori, tuttavia, suggeriscono che il sito di Qingjiang potrebbe essere stato un ambiente marino leggermente più profondo. Se così fosse, quella differenza nell’ambiente antico potrebbe essere stata la ragione per cui l’assemblaggio di creature è così diverso.

Rappresentazione vita nel Burgess Shale

Conclusioni

Il nuovo lavoro è preliminare, e rappresenta solo il primo di quello che probabilmente porterà a molti nuovi studi che descriveranno i fossili trovati nel sito.

Anche dopo 110 anni di scavo nella regione di Burgess Shale, i paleontologi stanno ancora scoprendo nuove e bizzarre creature.

Journal reference:

Dongjing Fu et al. 2019. The Qingjiang biota — A Burgess Shale-type fossil Lagerstätte from the early Cambrian of South China. Science 363 (6433): 1338-1342; doi: 10.1126/science.aau8800

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Laureato in Scienze Ambientali e laureando nella magistrale di Biologia Ambientale è un vero appassionato della natura nella sua totalità. Fonda The marsican bear nel Marzo 2017 con l’utopico sogno di salvaguardare la Terra e far conoscere a più persone possibili le sue meraviglie, ma nel contempo mostrare la situazione critica che l’uomo ha creato su essa. Appassionato di fotografia, snorkeling, trekking e acquariofilia. Oltre ad essere fondatore e autore di The Marsican Bear, dal 2013 è collaboratore anche del più vasto e completo Magazine dedicato all’Acquario Marino italiano DaniReef.com, vantando un’esperienza ventennale nel mondo acquariofilo. La sua tesi in Scienze Ambientali era incentrata sui coralli con il titolo “Simbiosi tra Symbiodinium (Dinophyta) e Anthozoa (Cnidaria)”

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