Le Estinzioni di Massa un fenomeno di massa affascinante e attrattivo che in questo articolo andremo ad approfondire.

♦ Di Andrea Miraval

Il concetto di estinzione è un argomento altamente popolare e, come tale, spesso abusato. Questi concetti sono in realtà una rivisitazione in chiave evoluzionistica del Catastrofismo di Cuvier. Riviviamo quei tempi.

Siamo agli inizi del XIX secolo e Darwin e la sua “On the origin of the species” erano ancora al di là di venire.

La scoperta dei fossili e la loro corretta interpretazione come tracce di animali e piante estintesi in tempi antichi si incuneava nelle nuove scoperte della Geologia e relativa comprensione dell’estrema antichità delle formazioni geologiche. Era un fermento scientifico incredibile che vedeva nella Francia, e in particolare Parigi con il suo Jardin des Plantes uno dei centri mondiali.

Teoria delle Catastrofi Naturali

Georges Cuvier, Professore di Anatomia Comparata presso il Muséum National d’Histoire Naturelle sito nel Jardin des Plantes di Parigi, propose una Teoria atta a dimostrare il perché tante specie animali e vegetali si fossero estinte, detta la Teoria delle Catastrofi Naturali. Secondo questa teoria in modo ciclico durante tutta la Storia Geologica della Terra, erano avvenute immani catastrofi, quali eruzioni vulcaniche, maremoti, terremoti, che avevano spazzato via una parte dei viventi permettendo successivamente il ripopolamento da parte delle specie superstiti. Per dirla semplice, nel tempo ciclicamente la vita sulla Terra andava impoverendosi di varietà e le specie superstiti aumentavano nel numero dei suoi costituenti.

Chiaramente una Teoria non evoluzionistica, cui si contrapposero quindi i primi evoluzionisti pre-darwiniani come Jean Baptiste Lamarck e Etienne Geoffroy Saint-Hilaire che fu, quest’ultimo, protagonista di un famoso dibattito pubblico con Georges Cuvier nel 1830.

Ciò che succede accade anche ora in questo momento

Il Catastrofismo fu spazzato via con Darwin, che efficacemente riuscì a dimostrare il fine meccanismo dell’evoluzione mediante trasmissione dei caratteri ereditari. Darwin traslò la sua Teoria da quella dell’Attualismo Geologico di Charles Lyell.

Entrambe avevano come base un assunto fondamentale: ciò che succede accade anche ora in questo momento, è quindi attuale, solo che non riusciamo a scorgerlo per l’estrema lentezza del fenomeno.

Ciò vale per la formazione di una montagna come per la nascita di una Nuova Specie. Quindi Teorie Gradualiste, secondo cui i grandi cambiamenti nella forma e funzioni di un essere vivente sono sommatorie di infinitesimi cambiamenti praticamente non percepiti ne percepibili.

Negli anni ’60 del XX Secolo la rivoluzione. Alvarez padre e figlio avanzarono una teoria basata su rilevanze scientifiche, alti livelli di Iridio nella stratigrafia al confine tra Cretaceo e Cenozoico, che riportò in aura un catastrofismo rivisitato.

La grande Estinzione dei Dinosauri (e non solo) non fu un fenomeno graduale che sembrava improvviso per lacune nella documentazione fossile, ma fu, geologicamente parlando, proprio improvviso e dovuto ad un impatto con un grande Asteroide.

Suggeriamo la lettura di: Un’istantanea dell’ultima ora dell’era dei dinosauri.

Ancora, Niles Elredge e Stephen Jay Gould più o meno contemporaneamente, proposero la loro Teoria degli Equilibri Punteggiati che non rinnega l’interpretazione darwiniana dell’evoluzione tranne il fatto che sempre l’evoluzione debba avvenire per accumulo di graduali mutazioni selezionate (Gradualismo Filetico). A volte l’Evoluzione compie dei balzi improvvisi e questo avviene a seguito di grandi fenomeni di estinzione.

E le Estinzioni di Massa divennero quindi un Fenomeno di Massa, affascinante (le catastrofi hanno sempre attirato l’immaginario collettivo) e attrattivo. In un certo senso il Catastrofismo (anche se come detto rivisitato) è tornato di moda. Quindi vediamo un po’ cosa è nella sostanza una Estinzione di Massa.

Le Estinzioni di Massa

Innanzitutto le Estinzioni di Massa sono state comprovate. Se ne conoscono 5 Grandi (poi le vedremo) più altre minori.

Si definisce Estinzione di Massa una Estinzione che causa la scomparsa di una rilevante percentuale di Classi tassonomiche in tempi brevi geologicamente (anche qualche milione di anni). Phyla, Classi, Ordini, Famiglie, Generi e Specie che scompaiono.

Il termine rilevante è generico, ma se prendiamo in esame la più grande estinzione di massa conosciuta, quella al confine tra il Permiano ed il Triassico (250 milioni di anni fa), il 96% delle Specie marine scomparve quasi improvvisamente.

Dinosauri in fuga dopo l’impatto di un meteorite in una riproduzione artistica. Illustrazione di Mark Garlick, Science Source

La più famosa, che è anche l’ultima, al confine tra Cretaceo e Paleocene fu meno drammatica ma causò comunque l’Estinzione di circa il 75% delle specie animali e vegetali, tra cui, come detto i Dinosauri.

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Si ragiona per Classi Tassonomiche e non per individui misurati come biomassa

Come visto si ragiona per Classi Tassonomiche e non per individui misurati come biomassa.

Perché?

Perché l’Estinzione di Massa non è paragonabile ad una mitragliata che colpisce a casaccio, muore chi viene beccato. Non funziona così.

I vari raggruppamenti tassonomici non si estinguono in modo omogeneo. Nessuno ne rimane del tutto indenne, ma il tasso di estinzione varia. Alcune Classi si mantengono quasi costanti, subendo piccoli scossoni, altre si riducono grandemente fino ad essere rappresentate da poche Specie fondatrici residuali che molto presto riconquistano con nuove specie originatesi gli habitat rimasti liberi, altre ancora si estinguono del tutto.

Quanto è improvvisa una estinzione di massa?

Quanto è improvvisa una estinzione di massa? È un evento che dura poche centinaia di anni o svariati milioni? Avviene contemporaneamente in tutto il Mondo o con evidenti sfasamenti temporali? La risposta più onesta è, non si sa esattamente. E per svariati motivi che vi elenco:

1) Incompletezza nella documentazione fossile: solo una parte piccola degli individui di una Specie fossilizza, solo una piccola parte delle Specie lascia una traccia fossile. Trovare che la specie xx pare scomparire a livello di uno specifico strato geologico non significa che ciò sia avvenuto. Si può solo dire che a quel livello la specie ha lasciato l’ultima traccia di sè. Potrebbe benissimo essere andata avanti un po’, magari diminuita di numero, senza lasciare tracce fossili prima di scomparire realmente. Quel po’ di tempo può essere anche di milioni di anni.

2) Incompletezza nella stratigrafia: non solo i singoli fossili rappresentano una porzione degli organismi che vivevano in quel periodo, ma anche gli strati geologici possono non essersi conservati e quindi non essere rilevabile il periodo di interesse. Il Paleocene può incunearsi ad esempio nel Cretaceo Superiore, in quanto lo strato intermedio è andato perduto.

3) Non contemporaneità del fenomeno: è impossibile pensare che una Estinzione di Massa accada contemporaneamente in tutto il Mondo. Se un’Estinzione di Massa ad esempio è conseguenza di un impatto di un meteorite, i danni conseguenti si ripercuoteranno a catena man mano più dilazionati, tanto più è lontana la zona dall’epicentro dell’impatto. Questo complica alquanto le cose. Perché di fronte a lacune stratigrafiche in Nord America, si può rimediare in Cina, dove magari quegli strati mancanti sono invece presenti. Ma in Cina il fenomeno può essere sfasato e quindi non contemporaneo. E ciò incasina l’analisi comparativa.

Quindi non si sa esattamente, anche se la maggioranza degli studiosi ritiene che non si tratti di fenomeni che si risolvono in decine di anni ma in tempi molto più lunghi.

Le big five

Quali sono le cosiddette big five? Cioè le 5 Grandi Estinzioni conosciute?

1) Ordoviciano – Siluriano: 450 milioni di anni fa. Circa il 45% delle specie marine scomparve

2) Devoniano Superiore: 375 milioni di anni fa: Circa l’82% delle Specie marine scomparve

3) Permiano – Triassico: 250 milioni di anni fa: Circa il 96% delle Specie scomparve

4) Triassico -Giurassico: 200 milioni di anni fa. Circa il 76% delle Specie terrestri scomparve

5) Cretaceo – Paleocene: 65 milioni di anni fa. Circa il 75% delle Specie scomparve.

Accanto a queste “Big Five” sono state dimostrate Estinzioni di Massa minori, alla fine praticamente di ogni periodo geologico.

Esiste una regolarità nel ciclo delle estinzioni di massa?

Nel 1984 Jack Sepkopski e David M. Raup dimostrarono che, relativamente alle ultime Estinzioni di Massa cosiddette minori, esse erano regolarmente distanziate nel tempo, essendosi verificate ogni 26 milioni di anni. La notizia rimbalzo su tutti i giornali. Eh sì perché solo eventi extraterrestri, come l’impatto di meteoriti, poteva causare una simile ciclicità regolare. Nacque da parte degli Astronomi l’ipotesi Nemesis, cioè una piccola stella gemella del nostro sole e nascosta alla vista da quello che interferisce ogni 26 milioni di anni con la traiettoria delle comete e meteore, dirigendole di fatto verso la Terra. Poi Arrivò Nibiru, il pianeta X che anche lui devia come un demone stellare le comete e asteroidi sulla terra, ma qui siamo più nell’ambito del complottismo cosmico che in quello scientifico.

Stiamo vivendo la sesta estinzione di massa?

Infine la domanda dalle 100 pistole….stiamo vivendo la sesta estinzione di massa, però a causa umana??

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La risposta più onesta è: nonostante l’aumento del tasso di estinzione indotto dall’uomo, non conoscendolo però per le estinzioni di massa precedenti (perché mancano troppi dati per calcolarlo efficacemente), non lo sappiamo.

Aggiungo, speriamo vivamente di no ed altrimenti che si ponga rimedio.

Saluti a tutti…

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