In questo articolo cerchiamo di analizzare l’andamento dell’estensione del ghiaccio marino della Terra nell’Artico e nell’Antartico, e le differenze tra quelle aree.

In questo articolo cerchiamo di rispondere ad una domanda che spesso riceviamo da voi lettori:

Informazioni sull’andamento dell’estensione del ghiaccio marino della Terra nell’Artico e nell’Antartico, e le differenze tra quelle aree. 

Riguardo all’estensione il ghiaccio artico si è ridotto negli ultimi cinquant’anni, mentre il ghiaccio marino antartico ha subito per un periodo un aumentato, per poi purtroppo drasticamente diminuire.

Cerchiamo di comprendere perché questo andamento è diverso?

Le principali differenze

La principale differenza tra l’Artico e l’Antartide è geografica.

L’Artico è un oceano, coperto da un sottile strato di ghiaccio marino perenne e circondato da terra. (“Perenne” si riferisce al ghiaccio marino più antico e più denso.)

L’Antartide, d’altra parte, è un continente, coperto da una calotta di ghiaccio molto spessa e circondato da un bordo di ghiaccio marino e l’Oceano Meridionale.

Ghiaccio marino artico

L’Oceano Artico è molto profondo e strettamente legato ai sistemi climatici che lo circondano, rendendolo più sensibile ai cambiamenti climatici rispetto all’Antartide.

Durante i secoli di esplorazione umana nell’Artico, il ghiaccio marino copriva l’Oceano Artico tutto l’anno, fino agli ultimi decenni. Ma le osservazioni satellitari mostrano che l’estensione del ghiaccio marino artico è in calo dal 1979, in spessore e volume.

Durante la stagione estiva di scioglimento, il bordo del ghiaccio marino si ritira verso il Polo Nord, per poi ricrescere durante l’inverno artico. Come risultato del continuo riscaldamento guidato dalle attività umane, la tendenza alla perdita di ghiaccio marino estivo (da luglio a settembre, seguita da una ricrescita invernale) continua.

Gli aerosol “inquinanti” hanno compensato la perdita di ghiaccio

Ricerche recenti suggeriscono che esiste una relazione tra le perdite di ghiaccio del mare artico e la combustione umana di combustibili fossili in tutti i mesi.

Gli aerosol (particelle minuscole sospese nell’atmosfera) legate alle attività umane hanno compensato parte della tendenza alla perdita di dimensioni del ghiaccio marino artico; e una necessaria riduzione dell’inquinamento da aerosol probabilmente vedrà un conseguente (e purtroppo inevitabile) accelerazione della perdita di ghiaccio marino.

Gli aerosol interagiscono sia direttamente che indirettamente con il clima e il budget della radiazione terrestre. Come effetto diretto, gli aerosol diffondono la luce solare direttamente nello spazio. Come effetto indiretto, gli aerosol nella bassa atmosfera possono modificare le dimensioni delle particelle che fungono da nuclei di condensazione per la formazione delle nuvole, cambiando il modo in cui le nuvole riflettono e assorbono la luce solare, influenzando così il bilancio energetico della Terra.

La perdita di ghiaccio marino ai margini, si traduce in venti che guidano l’acqua più calda sotto il ghiaccio marino artico, aumentando la quantità di calore immagazzinata dall’Oceano Artico e le condizioni di innesco per ulteriori perdite di ghiaccio marino.

Ghiaccio marino antartico

Il ghiaccio marino antartico si espande durante l’inverno, per poi ridursi in gran parte all’estremità del continente in estate.

Questo grafico indica che nell’attuale periodo Invernale, emisfero Australe, l’aumento stagionale del ghiaccio 2019 è attualmente sotto la media.

L’estensione del ghiaccio marino antartico è attualmente al di sotto della media a lungo termine di tutti i decenni precedenti dal 1979. In precedenza, l’estensione del ghiaccio marino antartico era stata superiore alla media a lungo termine a causa di modelli di circolazione del vento a lungo termine e su larga scala che allontanavano il ghiaccio marino dall’Antartide, facendo spazio alla formazione di più ghiaccio marino verso il continente. Modelli climatici o simulazioni al computer che incorporano tutti i fattori che influenzano il clima terrestre, hanno previsto questo comportamento. Questi modelli a lungo termine si sono invertiti diversi anni fa, determinando un significativo declino dei ghiacci che circondano l’Antartide.

L’estensione del ghiaccio marino artico ha subito un forte declino dal 1979 al 2012 e il ghiaccio del mare antartico ha subito un leggero aumento, sebbene alcune regioni dell’Antartico abbiano registrato forti tendenze in calo nell’estensione dei ghiacci marini. Le linee continue indicano medie correnti su 12 mesi, mentre le linee tratteggiate indicano la tendenza generale. Le unità di misura sono indicate come deviazioni standard, che si riferisce all’entità del cambiamento rispetto alla media. (Fonte: National Data and Ice Data Center)

Perché preoccuparsi delle regioni polari

Queste regioni sono molto importanti per regolare la temperatura globale. Poiché il ghiaccio marino ha una superficie luminosa, il 50-70 percento dell’energia ricevuta viene riflessa nello spazio. Mentre il ghiaccio marino si scioglie in estate, espone la superficie scura dell’oceano. Invece di riflettere il 50-70 percento della luce solare, assorbe il 90 percento della luce solare. Mentre l’oceano si riscalda, le temperature globali aumentano ulteriormente.

Inoltre, quello che succede nelle regioni polari non rimane in quelle regioni. I loro cambiamenti influenzano le temperature globali e possono persino cambiare la circolazione oceanica. Il ghiaccio marino terrestre è molto sintonizzato e sensibile anche ai piccoli cambiamenti nelle temperature globali della superficie e degli oceani.

Per saperne di più

References

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  2. Julienne Stroeve and Dirk Notz, Changing state of Arctic sea ice across all seasons, Environmental Research Letters, Volume 13, Number 10
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  4. Mary-Louise Timmermans, John Toole and Richard KrishfieldWarming of the interior Arctic Ocean linked to sea ice losses at the basin marginsScience Advances 29 Aug 2018: Vol. 4, no. 8
  5. All About Sea Ice, NSIDC
  6. Gerald A. Meehl et al, Antarctic sea-ice expansion between 2000 and 2014 driven by tropical Pacific decadal climate variability, https://doi.org/10.1038/ngeo2751
  7. A Tale of Two Poles, Earth Observatory, 2014

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