SpaceX ha appena compiuto un passo da gigante verso la realizzazione di una copertura globale per Internet, visto che il suo Falcon 9 ha preso il volo questa notte (24 maggio), inviando nello spazio 60 satelliti.

Il 24 maggio 2019 alle ore 4:30 SpaceX ha lanciato i suoi primi 60 satelliti Starlink per una mega costellazione, utilizzando un razzo Falcon 9.

Buona la terza

Dopo i due tentativi di lancio della scorsa settimana, rimandato poi a oggi causa condizioni meteo avverse, il terzo tentativo ha avuto successo.

Il terzo tentativo è stato perfetto, il Falcon 9 è decollato alle 04:30 del 24 maggio dallo Space Launch Complex 40 presso la stazione aeronautica Cape Canaveral della Florida.

Il ritardo di una settimana ha permesso a SpaceX di fornire ai satelliti di bordo un aggiornamento software.

Nascosti all’interno del cono del razzo c’erano 60 satelliti. Rappresentano il primo lotto della costellazione Starlink di SpaceX, che l’azienda spera possa contribuire a fornire una copertura internet a prezzi accessibili al mondo.

Dopo il successo del lancio, il modulo principale del razzo è riatterrato delicatamente su una piattaforma galleggiante in mare, segnando il 40° recupero di booster di SpaceX.

Satelliti Starlink

Ciascuno dei satelliti Starlink pesa 227 kg, e rappresentano il carico utile più pesante che un Falcon 9 ha portato in orbita.

Il booster, soprannominato B1049.3, ha ora effettuato tre viaggi nello spazio e ritorno, avendo precedentemente trasportato in orbita le missioni Telstar 18 VANTAGE e Iridium 8.

Un’enorme costellazione

In totale, SpaceX prevede di lanciare quasi 12.000 di questi satelliti, che si posizioneranno in orbita bassa della Terra e collegheranno la copertura internet al mondo sottostante.

Ci saranno due blocchi Starlink: una costellazione di 4.409 satelliti e una seconda costellazione di 7.518 satelliti, secondo un accordo con la Federal Communications Commission (FCC). La seconda, più grande costellazione volerà a un’altitudine leggermente inferiore, ma entrambi offriranno copertura a prezzi accessibili per ogni parte del globo, hanno detto i rappresentanti di SpaceX.

Le approvazioni FCC richiedono che l’azienda lanci metà dei satelliti pianificati entro i prossimi sei anni. SpaceX lanciò per la prima volta Starlink craft nel febbraio 2018, due satelliti di prova, chiamati TinTin A e TinTin B. La loro missione apparentemente è andata bene, sebbene SpaceX abbia mantenuto la coppia in un’orbita inferiore rispetto a quella pianificata. Sulla base dei dati ottenuti da quella missione di test iniziale, SpaceX ha richiesto che parte della sua flotta fosse autorizzata a operare a quote più basse e la FCC ha accettato.

Versioni operative dei satelliti Starlink

Ora la compagnia ha lanciato le versioni operative dei satelliti Starlink, ma questi primi 60 satelliti sono ancora una versione di prova. Un po’ diversi da quelli che la società prevede di produrre in serie, questo primo gruppo di 60 manca di alcune delle caratteristiche progettuali che richiederà la costellazione finale. Ad esempio, questi satelliti non saranno in grado di comunicare direttamente tra loro, ma saranno in grado di comunicare con il terreno e di manovrare.

Questo batch verrà anche utilizzato per testare il modo migliore per distribuire in modo sicuro i satelliti Starlink in orbita. Questi 60 satelliti erano completamente appiattiti all’interno della carenatura, il che significa che non c’era un dispensatore per dispiegarli.

Invece di utilizzare i meccanismi a molla per distribuire ogni satellite, gli ingegneri di SpaceX hanno scelto di utilizzare l’inerzia propria dei satelliti.

Il cono superiore del Falcon 9 ruotava e i satelliti Starlink si schieravano come carte che si spargevano su un tavolo. Tutti e 60 hanno fluttuato liberamente in orbita un’ora dopo il lancio, e tutti erano ​​online circa un’ora dopo.

Conclusioni

Attualmente, ci affidiamo a ripetitori o cavi instradati nelle nostre case e uffici per fornire l’accesso a Internet. Ciò significa che le aree rurali e remote di tutto il mondo sono spesso prive di accesso. Esistono molte altre opzioni per Internet via satellite, ma sono molto costose e offrono tassi di connessione molto lenti. Questo perché i satelliti che forniscono questo servizio sono troppo lontani. SpaceX vuole cambiare questa situazione, e non è solo. Diverse compagnie (tra cui OneWeb, TeleSat e ora Amazon) vogliono fornire Internet alle masse, dispiegando una rete di piccoli satelliti in orbita terrestre bassa, che si aggirano molto più vicino alla Terra rispetto ai satelliti che forniscono attualmente servizi internet.

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Laureato in Scienze Ambientali e laureando nella magistrale di Biologia Ambientale è un vero appassionato della natura nella sua totalità. Fonda The marsican bear nel Marzo 2017 con l’utopico sogno di salvaguardare la Terra e far conoscere a più persone possibili le sue meraviglie, ma nel contempo mostrare la situazione critica che l’uomo ha creato su essa. Appassionato di fotografia, snorkeling, trekking e acquariofilia. Oltre ad essere fondatore e autore di The Marsican Bear, dal 2013 è collaboratore anche del più vasto e completo Magazine dedicato all’Acquario Marino italiano DaniReef.com, vantando un’esperienza ventennale nel mondo acquariofilo. La sua tesi in Scienze Ambientali era incentrata sui coralli con il titolo “Simbiosi tra Symbiodinium (Dinophyta) e Anthozoa (Cnidaria)”

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