Maggio 2019 si sta rilevando tra i più freddi dell’ultimo trentennio in Italia e su gran parte d’Europa, ma si tratta di una situazione metereologica temporanea e localizzata che non contraddice il riscaldamento globale e il cambiamento climatico.

La carta delle anomalie di temperatura nel periodo 1-19 maggio 2019 evidenzia con efficacia la situazione di blocco che ha visto da un lato il frequente riproporsi di saccature fredde in Europa (blu-verde, zone con temperature fino a oltre 3 °C sotto media), ma dall’altro la risalita di aria molto calda più a Est, sulla Russia fino a latitudini artiche (in rosso scuro, punte di oltre +4 °C rispetto alla media delle prime due decadi del mese tra la zona di Mosca e i Monti Urali). Fonte: Weatherbell.

Questo maggio si sta rivelando come uno dei più freddi degli ultimi trent’anni in Italia e su gran parte dell’Europa Centrale, con temperature sotto la media di 2-4 °C, con picchi di quasi meno 10° dalla media sulle Alpi e sui Balcani.

Tale situazione “metereologica”, che sta vedendo una primavera con freddo tardivo, ha subito scatenato le più strampalate tematiche meteorologiche/climatiche che cercano di mettere in discussione il riscaldamento globale e il cambiamento climatico.

Meteo e Clima

Quello che spesso accade in queste situazioni è confondere il concetto di meteo con quello di Clima:

  • Il meteo è lo stato quotidiano dell’atmosfera e la sua variazione a breve termine in pochi minuti o settimane. Le persone generalmente pensano al meteo come combinazione di temperatura, umidità, precipitazioni, nuvolosità, visibilità e vento.
  • Il clima è l’insieme delle condizioni medie dell’atmosfera di un luogo su lunghi periodi (decenni / secoli).

E si parla di cambiamenti climatici in termini di anni, decenni e secoli.

Allargando lo sguardo al monto intero, si nota come le prime due decadi di maggio 2019 siano state fredde (colori blu-verdi) solo su parte dell’Europa, dell’Asia centrale, del Nord America e dell’Australia. Altrove hanno prevalso le anomalie calde (giallo-rosso), e nell’insieme del pianeta il mese si chiuderà come uno tra i più roventi mai registrati in almeno un secolo e mezzo, con uno scarto termico molto probabilmente vicino a +1 °C rispetto alla media del XX secolo (fonte: Weatherbell).

Bisogna guardare più in là del proprio naso

Non è possibile soffermarsi e pensare che, siccome fuori dalla finestra della propria casa il meteo è “brutto” e siccome da molti giorni è freddo, il riscaldamento globale è una bufala e addirittura stiamo andando incontro a periodi sempre più freddi.

Basta informarsi per scoprire che mentre parte dell’Europa, compresa l’Italia, sta vivendo giorni insolitamente freddi per il periodo, altre parti del mondo stanno vivendo eccezionali anomalie di caldo:

  • 12 maggio 32 °C nel Nord-Ovest della Russia, segnando un più 20° dalla media del periodo
  • 38° nel sud della Spagna

E guardando nell’insieme il nostro globo, la temperatura media del mese di maggio si attesterà come una tra le più calde mai registrate in almeno un secolo e mezzo, con uno scarto termico stimato intorno a +1 °C rispetto alla media del XX secolo.

Suggeriamo la lettura di: Aprile 2019, il secondo più caldo mai registrato

Un meteo Italiano insolito ma non unico

È innegabile che, il freddo tardivo di questi giorni fa scalpore, ma rientra nella variabilità meteorologica e non climatica.

Situazione analoghe a maggio sono rare ma non uniche nell’archivio storico del clima Italiano.

Perché questo insolito freddo?

I ricercatori vedono il colpevole nel vortice polare.

Cerchiamo di spiegarlo in maniera semplice:

Allora la corrente a getto polare (o vortice polare) settentrionale (ha una controparte nell’emisfero australe) è un potente e veloce fiume di vento in alto nell’atmosfera che mantiene confinata, al di sopra dei 60 gradi di latitudine nord, l’aria fredda della regione polare del pianeta.

Il movimento di questo getto è guidato in parte dal contrasto della temperatura tra le masse di aria ghiacciata sul Polo Nord e dall’aria più calda vicino all’equatore.

Il cambiamento climatico, fedele alle previsioni dell’ultimo mezzo secolo, ha portato a un riscaldamento più rapido nell’Artico rispetto alle zone temperate. Quindi la differenza di temperatura tra le due regioni si è attenuata.

Corrente a getto indebolita

Alcune ricerche suggeriscono che questa riduzione della differenza di temperatura sta privando la corrente a getto di parte della sua forza, rendendola più debole e modificando la sua direzione normalmente parallela all’equatore.

E come sta accadendo ora, una piega verso sud di questo getto, porta aria fredda artica sull’Europa centrale. E ogni piega verso sud nel getto tende ad essere bilanciata da una piega verso nord da qualche altra parte, che è possibile identificarla con quello che sta accadendo in Russia, dove si è assistito ad una situazione insolitamente calda e secca.

Quindi la situazione attuale è conseguenza del riscaldamento globale?

È un azzardo anche imputare questa situazione metereologica, Italiana e del centro Europa, al cambiamento climatico e al conseguente riscaldamento globale.

Conclusioni

Quando si parla di cambiamenti climatici e di riscaldamento globale di certo non si vanno ad escludere locali e brevi periodi più freddi del consueto.

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