Da Marsica Meteo: Funziona così ormai. Ad ogni scossa torna la paura, ma il giorno dopo è acqua passata. Non dobbiamo vivere con il terrore del terremoto, ma nascondere la testa sotto la sabbia non aiuta.

♦ DMarsica Meteo

Abbiamo vissuto 22 anni di terremoti: il 1997 (terremoto Umbria e Marche Mw 6.0), il 2002 (terremoto Molise Mw 5.4), il 6 aprile 2009 (disastroso terremoto dell’Aquila Mw 6.1) e infine la grande crisi sismica del 2016/2017 del centro Italia con tanti grandi terremoti in rapida successione (Mw 6.0/5.4/5.9/6.5/5.4/5.5).

Un terremoto non può essere previsto

Detto ciò, è ovvio che un terremoto non può essere previsto, ma allo stesso tempo sappiamo che in Italia in determinate zone possono verificarsi terremoti anche superiori alla magnitudo 7 e un terremoto di M 7 equivale a 32 terremoti dell’Aquila perché la scala Richter è una scala logaritmica (ogni 0.2 gradi l’energia rilasciata raddoppia ——-> 2*2*2*2*2=32).

Ovviamente, dopo la crisi sismica del 2016, tutte le aree adiacenti si trovano maggiormente sotto stress, come ad esempio la zona di Gubbio/Forlì, dove però i terremoti sono più frequenti ma non fortissimi (~6).

A sud della crisi del centro Italia troviamo invece la zona compresa tra L’Aquila e Sulmona, nel basso Aterno, la quale sembra non essere stata interessata da eventi importanti negli ultimi 1000 anni. In questa zona quindi è presente un gap sismico che prima o poi verrà chiuso (anche tra centinaia di anni).

Poi abbiamo la famosa e lunga faglia del Gran Sasso. Anche lì è presente un gap sismico che in un futuro vicino o lontano verrà chiuso da terremoto che nessuno però può prevedere.

Nella Marsica

Nella Marsica invece abbiamo avuto un grandissimo terremoto che tutti conosciamo, il terremoto del Fucino di M ~7 del 1915, che probabilmente ha scaricato tutta l’energia presente nel sistema di faglie che caratterizza la piana. La faglia del Fucino ha tempi di ritorno superiori al millennio, quindi è improbabile che possa rilasciare fortissimi terremoti, mentre sono più probabili terremoti di media energia (<5.5), ma ovviamente sono solo ipotesi.

Ricordiamo poi le zone di Magliano dei Marsi e Collelongo che sono le uniche della Marsica che negli ultimi anni sono interessate da sciami o scosse di media energia e di cui si sa ben poco riguardo le faglie interessate.

Uscendo dal nostro territorio, basta buttare l’occhio sulla Calabria. Qui abbiamo terremoti meno frequenti ma catastrofici. Purtroppo dobbiamo tenere conto che in fondo, negli ultimi anni, abbiamo assistito solo a terremoti di media energia: L’Aquila 6.1 / Amatrice 6.0

Questi ultimi due terremoti sono stati eventi sismici disastrosi nei pressi della zona epicentrale, ma innocui a pochi km di distanza. In realtà i forti terremoti, quelli che raggiungono o superano la magnitudo 7, provocano danni ingenti in una zona vastissima, rendendo complicate le operazioni di soccorso. Immaginate la situazione di Amatrice in un raggio d’azione di 70/80 km, anziché di 10 km. Sarebbe una catastrofe.

In passato molte zone d’Italia sono state colpite da simili eventi, in primis la Calabria centrale e meridionale. Sono molti anni che in Italia non si registrano simili eventi e, anche se nessuno può prevedere nulla, purtroppo, prima o poi potranno riaccadere come ci insegna la storia. Per tale ragione l’attuale governo e quelli successivi dovrebbero attuare una strategia di pronto intervento che metta in moto, in qualsiasi momento, migliaia di persone per le operazioni di soccorso, magari con un ipotetico aiuto europeo.

⚫Conclusione⚫

In conclusione, dobbiamo imparare a non mettere mai la testa sotto la sabbia. I terremoti dell’Aquila e di Amatrice ci hanno insegnato tanto a caro prezzo e dobbiamo fare tesoro di questa lezione. Dobbiamo preoccuparci, ma nel vero senso della parola. Occuparcene prima, non dopo.

Non possiamo ristrutturare le nostre abitazioni? Adottiamo allora quella che noi chiamiamo “prevenzione a basso costo”: avere una torcia sul comodino, non posizionare gli oggetti pesanti sugli scaffali, avere idea del posto più sicuro della casa, avere in macchina o in un posto fuori dall’abitazione una borsa con tutto l’occorrente al suo interno, come maglie, felpe, medicinali, acqua, cibo a lunga conservazione. Sono tutti piccoli segreti che, pur non facendo miracoli, possono aiutare in una grande emergenza.

“L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio, è incoscienza.” ~ Giovanni Falcone

(Dati INGV)

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