Il rover Curiosity ha rilevato su Marte livelli di metano che sono 30 volte superiori alla norma.  Può indicare la presenza di vita?

 

Curiosity il rover della NASA che sta esplorando Marte, la settimana scorsa ha rilevato livelli di metano che sono di 30 volte superiori alla norma.

La scoperta non è quindi la presenza di metano, conosciuta su Marte dal 2004 quando furono osservati enormi pennacchi di metano che venivano emessi nell’atmosfera di Marte (SN: 14/02/09, p.10), ma la quantità rilevata all’interno del cratere Gale.

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L’origine di questo aumento di Metano

La NASA ha annunciato il 23 giugno che il rover Curiosity ha rilevato, la scorsa settimana, livelli di metano di circa 21 parti per miliardo per unità di volume (ppbv) all’interno del cratere Gale (largo 154 chilometri).

Questo quantitativo è molto più alto della normale concentrazione di fondo che si rileva solitamente nel cratere Gale. Curiosity ha determinato intervalli stagionali da circa 0,24 ppbv a 0,65 ppbv.

Questi intervalli stagionali sembrano raggiungere il picco in estate e in autunno e il crollo in inverno e in primavera. Si sospetta che il gas presente in un “serbatoio” sotterraneo fuoriesca periodicamente dalla superficie marziana.

Alcuni ricercatori ritengono che queste eventuali lenti infiltrazioni da un serbatoio sotterraneo potrebbero spiegare sia il ciclo stagionale che i picchi.

Generato da microbi e altri organismi?

La grande maggioranza del metano nell’aria della Terra è generata da microbi e altri organismi. Ma non si può supporre che il metano marziano derivi da forme di vita. Il metano può anche essere prodotto in modo abiotico, ad esempio tramite la reazione di acqua calda con determinati tipi di roccia.

Paul Mahaffy, del Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, nel Maryland, ha detto in un comunicato. “Con le nostre misure, non abbiamo modo di sapere se l’origine del metano è biologica o geologica, o anche antica o moderna.”

Mahaffy è il principale ricercato dello strumento Sample Analysis at Mars (SAM) di Curiosity, che ha rilevato il recente aumento.

Non è la prima volta

Il rover Curiosity ha già rilevato nel passato altri due picchi di gas: uno nel giugno 2013 e un altro che è durato dalla fine del 2013 all’inizio del 2014. Entrambi erano considerevolmente più piccoli, con un picco intorno ai 6 o 7 ppbv.

Lo scorso aprile, gli scienziati hanno annunciato che l’orbiter di Mars Express aveva confermato l’aumento del giugno 2013 rilevato dal rover. Ma non tutte le misure orbitali si sommano così bene.

Ad esempio, Trace Gas Orbiter, una sonda congiunta europeo-russa progettata per cacciare il metano e altri gas a bassa abbondanza nell’atmosfera di Marte, non ha trovato praticamente alcun metano durante il suo primo ciclo di osservazioni lo scorso anno.

Hanno dichiarato i funzionari della NASA: “Combinare le osservazioni dalla superficie e dall’orbita potrebbe aiutare gli scienziati a localizzare le fonti del gas sul pianeta e capire quanto tempo dura nell’atmosfera marziana. Questo potrebbe spiegare perché le osservazioni del metano di Trace Gas Orbiter e Curiosity sono state così diverse.”

Aggiornamento dei livelli di Metano

Il team SAM (la suite di strumenti Sample Analysis at Mars (SAM) di Curiosity ha condotto un esperimento separato nel fine settimana scorso nel tentativo di comprendere meglio questo picco del metano più recente, e forse ottenere una migliore gestione dei molti misteri che turbinano intorno al gas.

I risultati arrivati lunedì mattina presto, hanno rilevato che i livelli di metano sono nettamente diminuiti, con meno di 1 parte per miliardo di volume rilevato. Questo è un valore vicino ai livelli di fondo che Curiosity rileva sempre.

Conclusioni

Il rover Curiosity non ha strumenti che possano dire definitivamente quale sia la fonte del metano, o anche se proviene da una fonte locale all’interno del Gale Crater o altrove sul pianeta. Ma il rover ExoMars dell’Agenzia spaziale europea, lancio previsto per il 2020, potrà perforare fino a due metri dalla superficie.

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