L’associazione culturale per la divulgazione astronomica OpenSpace ha organizzato due eventi gratuiti per commemorare il giorno in cui la missione Apollo 11 della Nasa cambiò il corso della storia, ponendo fine alla corsa per la conquista dello spazio tra Stati Uniti e Unione Sovietica.

Era il 20 luglio 1969 quando milioni di persone rimasero incollate davanti alla tv per assistere al primo allunaggio di un essere umano. Solo in Italia i telespettatori furono 20 milioni. Nessuno di loro volle perdersi la corsa per la conquista dello spazio tra Stati Uniti e l’allora Unione Sovietica. Lo sbarco sulla luna fu il primo vero evento mediatico globale che appassionò gente da ogni angolo del pianeta che quella sera seguirono le immagini in bianco e in nero trasmesse in diretta mondiale. Nel nostro Paese la Rai mandò in onda uno “Speciale Luna”, una maratona lunga oltre 28 ore, con l’indimenticabile annuncio di Tito Stagno che rimarrà nella storia della televisione italiana: “Ha toccato! Ha toccato il suolo lunare!”.

Fucino Space Centre-Telespazio

La Marsica in tutto ciò ebbe un ruolo fondamentale, difatti la lunga diretta in Europa fu possibile grazie a una grande antenna parabolica, quella installata al Fucino Space Centre-Telespazio, all’epoca una delle quattro stazioni europee, con Plemeur Bodou (Francia), Goonhilly (Regno Unito) e Raisting (Germania), in grado di ricevere le trasmissioni via satellite da tutto il mondo.

50 anni fa iniziava la missione Apollo 11

Il 16 luglio alle 15:32 ora italiana (13:32 UTC), Apollo 11, la quinta missione con equipaggio del programma Apollo della Nasa, fu lanciata da un razzo Saturn V dal Kennedy Space Center.

Il razzo era composto da tre parti: un Modulo di Comando che ospitava i tre astronauti ed è l’unica parte che rientrò nella Terra, un modulo di servizio, che forniva il modulo di comando di propulsione, energia elettrica, ossigeno e acqua, e un Modulo Lunare. La navicella entrò in orbita lunare dopo tre giorni di viaggio e una volta raggiunta la Luna, Neil Armstrong e Buzz Aldrin si spostarono sul modulo lunare Eagle e discesero nel Mare della Tranquillità. 

Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità

Sei ore più tardi dall’allunaggio, il 21 luglio alle ore 02:56 UTC, Armstrong mise piede sulla luna. Aldrin arrivò 19 minuti dopo. Trascorsero circa due ore e un quarto al di fuori della navicella e raccolsero 21,5 kg di materiale lunare. Michael Collins, il terzo membro della missione (pilota del modulo di comando), rimase in orbita lunare mentre gli altri due erano sulla superficie. Dopo 21,5 ore dall’allunaggio, gli astronauti si riunirono e Collins pilotò il modulo di comando Columbia verso la Terra. La missione terminò il 24 luglio, con l’ammaraggio nell’Oceano Pacifico. 

50 anni dall’allunaggio nella marsica

La sfida per la credibilità tecnologica tra Stati Uniti e Unione Sovietica, terminata con “un piccolo passo per l’uomo”, verrà celebrata con due eventi gratuiti organizzati dall’associazione culturale per la divulgazione Astronomica OpenSpace, con il patrocinio del Comune di Avezzano e realizzato con il contributo della fondazione Carispaq e il supporto di diversi sponsor.

Riportiamo di seguito il programma:

  • venerdì 19 luglio, alle ore 18.00, presso la libreria Mondadori di Avezzano, sarà ospite il divulgatore scientifico e youtuber Adrian Fartade. Dopo una breve introduzione del suo nuovo libro “Su Nettuno piovono diamanti”, Adrian racconterà la storia dell’Apollo 11 ripercorrendo tutti i dettagli dell’affascinante missione che portò l’uomo ad esplorare il suo satellite.

  • Sabato 20 luglio, a partire dalle ore 18.30 fino a tarda serata, avrà luogo “Lunaticherie | cose fantastiche al chiaro di Luna” presso il valico del Monte Salviano. L’evento prevede un trekking dolce lungo la Via dei Marsi, a cura di trekking con Marta. Subito dopo verrà offerto un aperitivo di benvenuto sulle note suonate in acustica dal quartetto d’archi “Chimera”. I partecipanti potranno ammirare la mostra fotografica “Guarda che Luna” dedicata alla missione Apollo 11, in collaborazione con il Circolo Fotografico  Marsicano. Al calar della sera, i doppiatori Giuseppe Ippoliti e Matteo Garofalo racconteranno “L’ultima Luna”, un’esplorazione narrata alla scoperta delle missioni lunari, accompagnata da immagini, video e musiche originali del compositore Ilkay Bora Öder. Al termine dello spettacolo i partecipanti poteranno osservare con un telescopio la Luna, i pianeti e le stelle insieme all’astrofisica Pierpaola Ippoliti. 

Conclusioni

La corsa allo spazio e la conquista della Luna ebbe un forte impatto tra le arti e spettacolo. Fu il tema maggiormente utilizzato dagli artisti come un nuovo oggetto culturale da proporre nelle loro opere: nel 1968 usciva 2001 Odissea nello spazio. Girato tra il ‘65 e il ‘66 da Stanley Kubrick e Arthur C. Clarke, il film racconta il conflitto con la macchina, la sfida e la solitudine dello spazio.

Più ci si allontana dalla Terra e più si fa i conti col proprio intimo, mentre si è circondati dal vuoto e dal silenzio: dove un essere umano non potrebbe mai sopravvivere. A pochi giorni dall’approdo sulla luna, David Bowie cantava “Space Oddity” il viaggio spaziale di Major Tom che fluttua oltre la Luna. La canzone fu scelta dalla BBC come sigla dei programmi sull’allunaggio. Più tardi, nel 1973, ci pensarono artisti del calibro dei Pink Floyd, che trasformarono The Dark Side Of The Moon in un trattato sulla follia. 

Lo spazio ha così modellato la concezione che abbiamo noi come specie umana, capace di arrivare sempre più lontano. La NASA ha annunciato che l’uomo tornerà sulla luna entro dieci anni: la missione è prevista per il 2028 e sarà anticipata da due missioni di prova. Vale la pena guardarci indietro per capire quante cose siano cambiate e di come quel giorno di 50 anni fa fu vitale per implementare e migliorare alcune tecnologie ancora oggi utilizzate, non ultimo i circuiti integrati, gli antenati dei primi computer di cui le componenti  sono state oggi miniaturizzate. 

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