La tesi dei falsi allunaggi, tremenda bufala complottistica che manca di rispetto a coloro che sono morti per questa causa.

L’uomo non è mai stato sulla luna. È tutto un complotto messo in atto dagli Stati Uniti negli anni in cui la guerra fredda si combatteva soprattutto sotto il piano tecnologico. Russia e Stati Uniti si contendevano questo primato e tramite questo complotto la seconda ebbe la meglio sull’altra”.

 Tutti ovviamente hanno sentito parlare di questa stravagante teoria in TV o su molti siti negazionisti. Infatti questa è la più classica delle teorie del complotto che dagli anni settanta ci accompagna fino ad oggi. Ovviamente cercheremo di spiegarvi che tutte le tesi che negano l’allunaggio di ben 12 uomini tra il 1969 ed il 1972, sono esse stesse delle tremende bufale.

Nascita e diffusione della tesi dei falsi allunaggi

La teoria del complotto si fa viva per la prima volta nel 1976 quando Bill Kaysing esce con il libro “Non siamo mai andati sulla luna”. Nel suo libro afferma che le tecnologie dell’epoca non erano abbastanza progredite per permettere che l’uomo arrivasse sul nostro satellite. La sua tesi si basava sulla sua esperienza lavorativa presso la Rocketdyne, azienda costruttrice di motori a razzo. Inoltre per molti negazionisti l’allunaggio del 1969 fu realizzato nei set cinematografici e diretti dal noto regista Stanley Kubrik, famoso proprio per gli effeti speciali di “2001 Odissea nello spazio”. Le missioni apollo, secondo i complottisti, avrebbero avuto poi la stessa trama del film “Capricorn One” del 1978.

Prima di entrare nel vivo e spiegarvi, o meglio smontare, le tesi dei ferventi credenti del complotto; voglio far notare ai più che il film “Capricorn One” spiega come sia impossibile che una enorme montatura messa in atto per fingere uno sbarco su Marte potesse essere contenuta. La verità dietro una simile messa in scena, prima o poi sarebbe uscita fuori arrivando al più delle persone. Ad oggi dopo 50 anni dal primo allunaggio di “verità alternative” credibili neanche a parlarne.

Teorie in merito alle missioni apollo

 Premetto che tutte le teorie più o meno strampalate in circolazione, non si basano su dati scientifici che possono essere dimostrati. Di solito queste teorie vengono architettate con lo scopo di guadagnare il più possibile. Infatti dietro un complotto c’è sempre qualcosa da vendere (Dvd libri etc). Mentre chi si occupa davvero di scienza deve divulgare le scoperte o le imprese, basandosi sui dati, i risultati ottenuti, le persone che li hanno prodotti, il dibattito e le critiche sollevate; deve a tutti i costi raccontare chiaramente la realtà oggettiva anche se complicata e difficile da spiegare. E’ obbligato a svolgere semplicemente il suo lavoro.

Le tesi secondo le quali non ci sono mai stati allunaggi e che Neil Armstrong non ha lasciato la sua impronta sulla luna, sono molte. Proveremo a screditare le più in voga sul web dandovi in fine delle certezze scientifiche innegabili, una delle quali può essere avvalorata recandovi nei laboratori ASI di Matera dove viene fatta una misura importante. Ma questo lo diremo a fine articolo!

Le fasce di Van Allen

Le fasce di Van Allen sono costituite da particelle cariche all’interno della magnetosfera terrestre e si dispongono su più livelli sopra la superficie del nostro pianeta. Secondo i cospirazionisti, gli astronauti che passarono in queste fasce, attraversandole, avrebbero dovuto esser cucinati dalle radiazioni. Ma questa tesi può essere smontata facilmente. Di micidiale non hanno nulla, non sono state attraversate, le radio non friggono se opportunamente schermate. Lo stesso Van Allen, ha spiegato che se tale regione viene percorsa perifericamente, ad alta velocità, evitando le zone interne ad alta concentrazione di radiazioni ionizzanti, l’irraggiamento subito è analogo a quello di un esame radiologico. Cosa importante è che lo stesso Van Allen, ha dato il suo contributo nel progetto delle traiettorie lunari, per minimizzare l’esposizione ed ha dichiarato che tutta la storia della friggitoria spaziale non ha alcun valore scientifico.

La storia delle stelle mancanti

Tesi molto contestata dai complottisti è la mancanza di stelle nelle fotografie scattate sul suolo lunare. Contestano il fatto che la mancanza di atmosfera dovrebbe rendere il cielo più ricco di stelle.

Ma anche questa teoria può essere facilmente obiettabile, in quanto chi usa abitualmente la fotografia nel proprio lavoro, sa che un suolo fortemente illuminato, può offuscare il cielo sopra di esso.

Per fare delle foto senza sovraesporre il suolo ed i dettagli che si vogliono fotografare, bisogna chiudere molto il diaframma dell’obbiettivo facendo entrare poca luce. Una conseguenza di questo è che la debole luce delle stelle poste a grande distanza rispetto al sole non riesce ad entrare. Per riuscire a fotografarle si deve aprire molto l’obiettivo ed allungare i tempi di esposizione. Ma in questo caso il suolo si sovraespone e potrebbe anche in questo caso non avere il risultato sperato. E senza entrare in ulteriori tecnicismi mostriamo le foto degli astronauti moderni in orbita intorno alla terra riprendendo particolari al di fuori dello shuttle. Come si può notare esse appaiono senza stelle e con sfondo profondamente nero.

 

Le molteplici sorgenti luminose

Secondo i teorici del complotto, nelle foto scattate sulla superficie lunare comparirebbero ombre anomale e o convergenti. Loro hanno affermato che ci sarebbero state più sorgenti compatibili con la ricostruzione in studio dell’ambiente lunare.

 

Bene non ci sarebbe cosa più falsa di questa affermazione. Se le foto fossero state scattate con diversi proiettori, allora questi dovevano essere collocati molto lontano dal set fotografico. E questo deve essere obbligatorio, in quanto se si hanno più sorgenti non messe all’infinito (molto molto molto lontane) si avrebbero più ombre. Basti pensare ad uno stadio da calcio o altro sport con eventi disputati di sera, tutti avranno notato la presenza di più ombre. Le foto degli astronauti sulla luna invece mostrano l’ombra generata da una sorgente luminosa posta a grande distanza.

E come si spiega il fatto che in molte foto le ombre sembrano convergere o divergere? Iniziamo con il rispondere che anche sulla terra questo avviene in molte foto.

Credit: PA.

Nella foto sovrastante con sole basso all’orizzonte le ombre sembrano convergere. Ma questo è solo un fattore di prospettiva visiva, (non dimostra la presenza di più sorgenti luminose) che tende a far convergere o divergere visivamente linee che in realtà sono parallele. Ed infatti se si osserva la stessa foto da un’altra prospettiva si può osservare che:

Credit: PA.

miracolosamente le ombre tornano parallele, la fonte di luce è sempre la stessa di prima. Stessa cosa per gli astronauti sulla luna. Se si osservano le riprese degli astronauti dell’apollo 11 fatte dall’alto da una telecamera posta dietro ad una finestra triangolare del LEM, si noterà che le tanto discusse ombre, sono perfettamente parallele.

Il vicino orizzonte raggiunto dall’ombra è la fine del piccolo set

Una delle tesi che è stata più discussa anche in molti programmi televisivi è la presunta anomalia dell’orizzonte lunare.

Secondo i complottisti, esso si trova troppo vicino alla scena fotografata o ripresa, per essere vero (foto1). L’ombra del modulo lunare arriva fino al punto in cui il telo nero che fa da fondale incontra il finto suolo lunare.

Insomma la NASA con budget da miliardi di dollari si perde in tutti questi errori colossali. Sembra quasi che abbiano fatto le riprese, per poi non analizzarle e togliere le incongruenze prima di divulgarle.

Ma come dimostrano altre foto (foto2), la prospettiva ci ha tratti in inganno e la distanza dall’orizzonte è molto maggiore. Infatti semplici basi di fisica che regolano l’andamento dell’orizzonte in base alla sua effettiva grandezza dimostrano il contrario. Infatti ricordo che queste teorie fanno breccia sulla parte meno istruita dell’opinione pubblica.

Il diametro della terra è di circa 12.755 Km, mentre quello lunare è di 3400 Km. Quindi quello che vale sulla terra non vale sulla luna, sulla quale la linea dell’orizzonte ci appare molto più vicina.

In effetti Buzz Aldrin, astronauta dell’apollo 11, si accorse di questo fenomeno. Vedendo l’orizzonte molto vicino, esclamò:” Accidenti, non c’è dubbio che ci troviamo su di una sfera!” puntualizzando come la superficie assumeva un aspetto piuttosto curvo guardando in lontananza.

Ovviamente tutto questo può essere approfondito tramite tutta la trattazione scientifica che c’è dietro. Formule ed immagini spiegano perfettamente questo, ma per non appesantire la lettura la rimandiamo ad un futuro articolo.

Le assurdità descritte sulla bandiera piantata sul suolo lunare

La foto che ritrae Buzz Aldrin accanto alla bandiera americana è un altro grande cavallo di battaglia portato in esame dai luna-complottisti. Qui con molta fantasia hanno tratto molte conclusioni tra le quali ne citeremo alcune. Una delle tesi dimostrerebbe che, l’ombra dell’asta che sorregge la bandiera mancherebbe del tutto. Errore commesso dai cospiratori della NASA al momento dell’elaborazione della foto. Ancora una volta l’agenzia spaziale commette un errore così evidente? Soprattutto pensando al futuro quando le tecnologie sarebbero state in grado di smascherare un errore del genere?

Ma ovviamente così non è! Infatti prendendo le foto ad alta risoluzione dai siti della NASA, ci si accorge che l’ombra è presente. Essa è in parte offuscata da un piccolo avvallamento in prossimità della base della bandiera. Prima di guardare le foto c’è da tenere presente che queste sono state scattate in epoca pre-ritocco digitale. Quindi c’erano dei limiti molto drastici a quello che si poteva ottenere senza lasciare tracce di ritocco. Con le tecnologie artigianali di fotoritocco dell’epoca aggiungere un’ombra con il disegno manuale (unico metodo allora disponibile) su un terreno così irregolare avrebbe facilmente prodotto un effetto poco realistico che avrebbe rivelato il trucco.

La stessa bandiera è stata poi fotografata da altre prospettive. Mostriamo quella fotografata dagli astronauti dopo il rientro nel modulo lunare, ad escursione finita.

Altra tesi riguardante la bandiera afferma che: essa tesa sventolerebbe a tratti, come se fosse sospinta dal vento. Effettivamente, una bandiera sulla luna non potrebbe essere tesa e non dovrebbe sventolare. Secondo i complottisti questa è un’altra dimostrazione che gli astronauti si trovano su un set pensato molto male da essere pieno di spifferi. La realtà ancora una volta è molto diversa. Se si osserva la bandiera, si nota che è sorretta da un’asta fissa con angolo di 90 gradi rispetto a quella fissata al terreno. Quindi il drappo rimane disteso e osservando i filmati si osserva che, solo quando gli astronauti toccano la bandiera, questa sventola. Continua a farlo anche dopo l’ultimo tocco, in quanto sulla luna non c’è atmosfera e quindi, attrito con le molecole di aria. Le forme bizzarre che assume, sono il classico esempio di un corpo che non è soggetto ad iterazioni con un gas.

L’impronta fasulla

Un ulteriore prova che l’allunaggio è una cospirazione, a detta dei complottisti, è che la forma delle suole delle scarpe della tuta spaziale non corrisponde alle impronte lasciate dagli astronauti che, inoltre sono troppo ben definite per essere vere. Affermano che basta andare sulla spiaggia e camminare per accorgersi che il segno lasciato è appena visibile. Insomma anche qui la NASA avrebbe commesso un ulteriore errore di valutazione. Ma anche qui basta fare delle piccole ricerche per scoprire che gli astronauti indossavano delle soprascarpe protettive per affrontare le condizioni lunari.

La foto dell’impronta è stata fatta per studiare il comportamento della regolite, che si trova sul suolo lunare. Esso è un materiale finissimo con carica elettrostatica in condizioni di microgravità. In queste condizioni il materiale risulta molto più coeso (meno gravità c’è più il materiale risulta coeso) e quindi l’impronta risulta più nitida.

Ulteriori tesi complottiste

Le tesi complottiste sono moltissime ne elenchiamo ulteriori senza però dare una smentita a queste. Come visto da quelle analizzate nell’articolo è molto semplice screditarle, ma è curioso sapere dove può arrivare la fantasia di alcuni personaggi più o meno discutibili. Ulteriori tesi sono:

  • Il mistero del cratere dell’allunaggio scomparso
  • La storia delle rocce lunari
  • La storia della gravità lunare anomala
  • Il casco dell’astronauta che riflette un’intera fila di riflettori
  • La teoria dei crocini nelle immagini

La realtà dei fatti                 

Dopo aver analizzato e screditato le teorie più in voga sul web, lasciamo un pò di spazio a quelle che sono le prove tangibili degli allunaggi che tra il 1969 ed il 72 hanno dato un nuovo corso all’esplorazione spaziale. Infatti se di complottismo si sente parlare molto, non è lo stesso per quanto riguarda le verità incontrovertibili sull’argomento. Gli allunaggi oltre a portare l’uomo sulla luna hanno prodotto una enorme mole di dati: fotografie, filmati, campioni raccolti e materiale lasciato sulla luna sia a fini scientifici sia perché era impossibile riportarli sulla terra.

Iniziamo con i campioni di suolo lunare riportati per essere analizzati. Attraverso le varie missioni sono stati riportati sulla terra circa 350 kg di roccia e queste possono essere anche toccate con mano da chiunque sia interessato. Si trovano esposte al Kennedy Space Center in Florida ed anche in altri musei. La comunità scientifica internazionale le ha esaminate ed ha validato la loro origine lunare. Le rocce sono state analizzate da istituti sparsi per il mondo compresi quelli russi rivali storici nella corsa allo spazio. I russi hanno confrontato i campioni americani con quelli raccolti dalle loro sonde automatiche che hanno a loro volta prelevato campioni di roccia (le sonde automatiche per molti limiti ingegneristici hanno potuto prelevare solo pochi grammi, ergo i complottisti non possono montare la tesi che anche gli americani abbiano potuto fare lo stesso).

Scatti delle varie sonde

Un ulteriore prova dei vari allunaggi poi è dato dagli scatti delle varie sonde che nel corso degli anni hanno sorvolato l’orbita lunare.

La sonda lunare giapponese Selene nel 2007 ha fotografato il sito dove è atterrato l’Apollo15 ed è risultato in perfetta corrispondenza con le foto scattate dagli astronauti americani nel 1971.

Il 17 luglio del 2009 la NASA ha messo a disposizione le foto delle zone degli allunaggi delle missioni Apollo 11, Apollo 14, Apollo 15, Apollo 16 ed Apollo 17. Anche se la missione era da essa controllata, la macchina fotografica e l’interpretazione delle immagini sono sotto il controllo di una serie di gruppi accademici, il principale dei quali è il LROC Science Operations Center della Arizona State University.

Nel gennaio del 2009 la sonda Chandrayaan-1 dell’agenzia spaziale indiana ha fotografato il sito dell’allunaggio della missione Apollo 15 confermando la presenza sulla superficie lunare dell’alone generato dai gas di scarico del modulo di atterraggio della missione statunitense rilevato dalle foto della sonda giapponese SELENE.

Sul suolo lunare come accennato precedentemente, sono stati lasciati degli apparati scientifici di rilevante importanza.

I retroriflettori per l’esperimento Lunar Laser Ranging (LLRR) sono lì sul suolo lunare a svolgere il loro lavoro. Sono degli specchi usati come bersaglio dai raggi laser inviati da stazioni a terra. Bene come ho anticipato ad inizio articolo anche noi italiani abbiamo constatato che gli allunaggi sono avvenuti. Se ci si reca nei laboratori ASI di Matera (agenzia spaziale italiana) potreste aiutare i nostri fisici ed ingegneri a calcolare precisamente la distanza Terra-Luna. Infatti tramite dei raggi laser riflessi da questi specchi posti sul nostro satellite è possibile fare misure molto precise di questa distanza. Anche altri osservatori indipendenti usano regolarmente l’Apollo LLRR: l’osservatorio della costa azzurra, l’osservatorio di McDonald, l’osservatorio di Apache Point e l’osservatorio di Haleakala.

Il Laser Ranging Experiment lasciato sulla luna dalla missione Apollo 11.

I sismometri lunari lasciati sempre dalle missioni Apollo sulla superficie lunare, progettati per la rilevazione della sismicità lunare. Questi sismometri (ad eccezione di quello lasciato dall’Apollo 11) sono stati attivi fino al 1977, fornendo un’abbondante quantità di dati che hanno permesso agli scienziati di distinguere vari tipi di eventi sismici.

Conclusioni

 Le missioni Apollo, come del resto tutte quelle che hanno portato al primo allunaggio, sono dal punto di vista tecnologico e scientifico, una vera e propria rivoluzione. Queste eccezionali imprese danno merito al grande ingegno dell’uomo. Molti degli apparati scientifici che oggi noi tutti usiamo sono stati creati proprio da tutte le ricerche fatte in quei programmi spaziali. Inoltre il valore delle persone che hanno preso parte al progetto è enorme. Si ricordi che gli astronauti dell’Apollo 11 avevano una possibilità su due di non fare più ritorno a casa.

Quindi continuare a negare ciò che è evidente, offende la loro memoria. Tra tutti questi voglio ricordarne uno in particolare che ai più non dice niente. Il suo nome è ROCCO PETRONE. Figlio di emigranti italiani giunti in America da Sasso di castalda (lucana), divenuto ingegnere, è stato il pioniere della corsa allo spazio. Dal 1966 al 1969 fu direttore delle operazioni di lancio allo John F. Kennedy Space Center della NASA e dal 1969 fu direttore dell’intero programma Apollo. Dal 1973 al 1974 fu direttore del Marshall Space Flight Center della NASA, la terza persona chiamata a quella carica. Petrone fu anche il primo direttore di origini non tedesche.

E come disse il primo uomo che mise piede sulla luna:

Per coloro che ancora credono che l’allunaggio non sia mai avvenuto, l’esame dei risultati di cinque decenni di esperimenti LRRR dovrebbero dare la prova di quanto veramente deludente sia il loro rigetto della realtà dell’allunaggio”.

Dedicato a coloro i quali hanno dato la vita affinché l’Umanità spiccasse il volo.

Equipaggio dell’Apollo 1: Virgil Grissom, Ed White e Roger Chaffee

Sitografia:

http://www.attivissimo.net/antibufala/luna_foto_bandiera/bandiera_senza_ombra.htm

https://www.siamoandatisullaluna.com/2-non-categorizzato.html?start=25

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