La relazione tra le immagini e individuo nel 21esimo secolo.

♦ Di Carlo Ienna 

Esiste una relazione determinata dalla complessità e dai canoni estetici e l’individuo che va oltre il tempo ed attraversa le culture. Ogni persona è artefice e vittima del bello a seconda della propria psicologia, ma soprattutto influenzata dall’ambiente che la circonda. L’estetica delle immagini, partendo nel contesto moderno dalla fotografia, ha determinato la nostra relazione con il mondo esterno dove la nostra apparenza esteriore ha sempre più preso spazio tra le nostre priorità sociali e culturali.

Quello che rimane dopo la fotografia

Quello che rimane dopo la fotografia è la profusione di contenuti che vanno oltre la staticità del momento catturato dal singolo scatto. Ieri la fotografia, oggi i video, domani gli ologrammi, come standard di contenuto e come medium di diffusione. Non si tratta dell’astrattismo delle immagini ma della profondità di esse, della quantità di informazioni che riceviamo e riusciamo a condividere sulle innumerevoli piattaforme digitali senza limiti di quantità nel tempo. Ecco che l’evoluzione del messaggio muta il suo aspetto in un breve tempo storico acquisendo un nuovo significato.

Coloro nati nel 20esimo secolo custodiscono ancora quella scatola di metallo in qualche mobile del salotto le proprie foto, i propri rullini, e qualcuno anche delle pellicole 8mm. Questi scatti stampati sono la rappresentazione metafisica delle memorie di ogni persona, dove la tecnologia di quel tempo, riusciva a creare una certa esperienza per la persona trovandosi davanti ai propri ricordi.

Oggi

Oggi, invece, la vasta quantità di dati che giornalmente ingeriamo ha avuto un grosso impatto sulla percezione della nostra quotidianità intorpidendoci, soprattutto su ciò che può essere vero e ciò che può non esserlo. Non a caso il ritorno in auge del vinile e della Polaroid degli ultimi anni, hanno rappresentano una nostalgica reminiscenza di quelle generazioni cresciute con questi elementi nel poter tornare a toccar con mano ed immortalare certi momenti di oggi.

Il soggetto rimane lo stesso, ma la sua interpretazione cambia. [Commons WIkipedia]
Le immagini ritoccate con filtri – anch’essi nostalgici- sui nostri smartphone per mimare i rullini sviluppati trenta o quarant’anni fa dal fotografo, sono indice di una certa malinconia presente nella società moderna che si vede impegnata a creare istanze del passato per richiamare tempi migliori, gli anni dell’innocenza e della gioventù senza pensieri. Allo stesso tempo siamo rimasti vittime di questo medium dove a lungo andare ha alterato il rapporto con il nostro fisico, paragonandolo spesso ad altissimi standard di “perfezione” alterata proposta dalla fotografia.

La fotografia ha trasformato la realtà

La fotografia ha trasformato la realtà degli individui istruendo loro ad un nuovo approccio con l’informazione, ed attraverso essa capiamo la relazione con il tempo proprio perchè come strumento analogico mostra i segni del suo cambiamento. Al contrario il digitale tende a rimanere uniforme poiché non soffre del passaggio degli anni, trovandosi al sicuro dei dispositivi di memoria che fungono da archivi delle nostre esperienze.

Chi ha avuto il privilegio di poter usare strumenti analogici in passato per scattare delle foto può capire il significato della preziosità delle immagini. I rullini avevano un determinato costo come allo stesso tempo il loro sviluppo che richiedeva giorni per essere eseguito, e la conseguente attesa che generava quel lasso di tempo. Quando si tornava dalle vacanze il periodo di settembre era quello dove le famiglie e gli amici si incontravano per rivedersi, per condividere tramite le fotografie fatte i momenti da ricordare; altri si riunivano in salotto per vedere le diapositive congregando durante le serate. Qui si svilupparono determinati comportamenti socio-culturali che oggi non esistono più.

Dedizione all’importanza di preservare

Vi era una certa dedizione all’importanza di preservare le memorie delle persone incontrate e dei posti visitate, trasformando le foto quasi come oggetti di feticcio da osservare e conservare con cura. Questo il digitale non lo può fare perchè la mole di dati è talmente alta da non poter riservare più tempo sufficiente per analizzare le immagini che ci vengono sottoposte ogni giorno.

La poca attenzione che abbiamo sviluppato è impegnata da una routine di multitasking visuale dove la quantità dei dati prevale sulla qualità. Se ieri le pellicole ed i negativi erano la prova fisica delle nostre memorie e quindi delle esperienze accumulate, cosa rimane delle nostre fotografie scattate da strumenti digitali degli ultimi anni che non troviamo più? È probabile che un “vuoto di archiviazione”, o meglio descritto come la perdita dati delle prima macchine digitali, abbia eliminato parti essenziali della vita nostra in una distrazione collettiva dal passaggio tra analogico e digitale.

La fotografia ha contribuito fortemente al cambiamento della società trasportandola da un lungo periodo di narrazione storica stampata, fino a quella del video streaming on demand a qualsiasi ora e su qualsiasi dispositivo. Essa ha fatto crescere intere generazioni narrando principalmente il 20esimo secolo nella sua gloria e nella sua vergogna, imprimendo determinate icone nella memoria collettiva umana. L’autenticità della fotografia si manifestava principalmente per la sua presenza attraverso la pubblicazione, elemento caratteristico della realtà analogica dell’immagine e come punto di riferimento; il digitale contrappone diffondendo essa su vasta scala e senza costi perdendo ogni valore culturale.

L’autenticità della fotografia

L’autenticità della fotografia inizia ad essere intaccata verso la fine del 1900 con la nascita di sistemi digitali capaci di alterare la fonte dell’informazione, quindi mettendola in dubbio di veridicità. Ma bisogna menzionare i primi approcci artistici della Pop Art di Andy Warhol e la manipolazione delle foto iconiche come medium: Marylin Monroe, Elvis, Che Guevara, tutti filtrati a più colori e contrasti. La Polaroid persiste sotto questo lato perché è l’unico medium analogico a rapida riproduzione degli scatti che non può essere alterata, tanto da venir ancora usata per scopi legali come prove da esibire in casi di contenzioso giuridico.

La profusione di dati che abbiamo oggi contribuisce a distrarre le persone dell’autenticità delle cose. [Commons Wikipedia]
L’alterazione dell’immagine ha progressivamente cambiato la percezione della realtà e dei fatti nei confronti della società di oggi. La quantità di contenuti modificati è sotto i nostri occhi senza poter accorgersene, senza poter capire quanto distante dalla verità ci siamo spostati vivendo costantemente circondati da dati digitali. Una volta varcata la soglia della credibilità dell’immagine si mette in dubbio ogni medium possibile fino ad arrivare al “radicalismo intellettuale”: il fenomeno dei Terrapiattisti e del loro negazionismo verso ogni immagine della sfericità terrestre, le alterazioni estreme dei corpi delle donne che pubblicano foto di se stesse su Instagram, i piccoli ritocchi delle immagini quotidiane che troviamo su Facebook.

Quando la società non è più in grado di produrre nuove immagini, le immagini producono la nuova società.

Ecco come il fenomeno del formato ‘Reality’ viene proposto allo spettatore come un contenuto all’apparenza veritiero, ma che in realtà ha un copione ben scritto e definito per illudere su tutti i fronti. Con ciò possiamo descrivere come le masse siano cambiate diventando vittime dell’alterazione del medium, ed ogni qualvolta questo fenomeno si verifica l’individuo compie un ulteriore passo verso una realtà diversa da quella esistente. Si può riassumere questo concetto come Suspension Of Disbelief (sospensione dell’incredulità), quando vengono sacrificate logica e pensiero critico per abbandonarsi in un contesto di incongruenze come può essere una fiaba o un film. Questa frase fu coniata dal critico letterario e filosofo inglese Samuel Taylor Coleridge nel 1817 nella sua opera intitolata Biographia Literaria.

Google Streetview è riuscito a ridefinire la fotografia rimuovendo la piattezza delle immagini. [Google Streetview]

Un grande balzo avanti del campo della fotografia

Negli ultimi vent’anni è stato fatto un grande balzo avanti del campo della fotografia andando ben oltre la piattezza delle immagini. Se nel 1999 si diffondevano, complice la rete, rapidamente i formati a bassa risoluzione JPEG, oggi siamo andati oltre ogni aspettativa con quello che Google Streetview ha potuto creare dalla sua nascita: rendere la fotografia tridimensionale permettendo all’individuo di vedere posti ben lontani dalla sua portata. È la ridefinizione dell’immagine stessa. Quindi da qui siamo capaci di acquisire informazioni predisposte su più dimensioni rispetto a ieri, dove l’informazione era molto limitata e basata prettamente sullo scambio tramite cartaceo o a voce.

Immagini create da intelligenze artificiali stanno generando foto di persone mai esistite. [Thispersondoesnotexist.com]
D’altronde per ogni passo in avanti che la tecnologia a riguardo è riuscita a compiere, la realtà che ci si presenta sotto gli occhi è oggi inasprita dalla poca nitidezza nella miriade di contenuti digitali. Fake News, immagini alterate, algoritmi capaci di creare ritratti di persone dal nulla come nel caso Thispersondoesnotexist.com, sono i sintomi di una saturazione dell’informazione nei confronti della società e del suo benessere digitale.

Gli utenti della rete si trovano in un precedente mediatico dove è divenuto faticoso trovare autenticità in questo contesto storico. Da qui in avanti ci si muoverà con difficoltà perché le intelligenze artificiali stanno diventando sempre più sofisticate, divenendo capaci di creare e migliorare le nuove immagini che diventeranno difficili nel distinguere la finzione dalla realtà.

Conclusioni

La scommessa del domani si baserà sulla predizione di come la società svilupperà i prossimi comportamenti, all’alba di nuovi sistemi di telecomunicazioni capaci di rendere sempre più rapido lo scambio dati. Dopo la fotografia la relazione estetica tra l’individuo, la società, la cultura, diventerà sempre più personalizzata fino a rendere certi canoni di oggi obsoleti, i quali però saranno sempre in cerca di una guida per orientarsi nel marasma di contenuti digitali.

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