La scoperta del fosforo da parte dell’alchimista Hennig Brand. Questa vicenda è molto importante in quanto è stata la prima scoperta di un elemento interamente documentata, mettendo le basi per il moderno metodo scientifico

♦ Di Alessio Ferraioli

Nel XVII secolo la conoscenza della chimica non era così avanzata come lo è oggi. La storia dell’alchimista Hennig Brand ha qualcosa di eccezionale. È conosciuto come l’uomo che ha cercato di ricavare l’oro dall’urina, nulla di strano quando hai una buona base di partenza: il colore.

Questa vicenda è molto importante in quanto è stata la prima scoperta di un elemento interamente documentata, mettendo le basi per il moderno metodo scientifico.

Ma vediamo al storia

Erano gli anni 60’ del 1600 era alla ricerca della “ricetta” per la trasformazione delle sostanze e dei metalli, la tanto ambita pietra filosofale in grado di trasmutare in oro i metalli vili, capace di risanare la corruzione della materia.

Il suo secondo matrimonio con la ricca Margaretha, gli permise di lasciare l’esercito e di portare avanti i suoi “esperimenti” utilizzando parte delle ricchezze di questa donna. I suoi primi studi si concentrarono sull’acqua (H2O) provando a combinarla con centinaia di altri materiali, senza alcun successo. In seguito, trovò una ricetta che prevedeva il miscuglio di allume, nitrato di potassio e urina concentrata, che avrebbe trasformato i metalli in argento (una ricetta che non diede i risultati sperati).

Il fuoco freddo

Da quel giorno Brand cominciò a raccogliere grandi quantità di urina umana, che lasciava poi a fermentare. Nel 1669, dopo averne riscaldato una piccola quantità, la portò ad ebollizione fino a farla evaporare, vide sprigionarsi dei fumi che si incendiarono producendo una fiamma verde pallido. Il liquido residuo fu fatto solidificare in un barattolo. Ed ecco che ebbe una sostanza in grado di brillare che lui stesso definì “fuoco freddo”, scoprì il fosforo (dal greco phosphorus che significa portatore di luce).

Come tutti gli alchimisti, Brand custodiva gelosamente i suoi metodi. Tuttavia, poiché non riuscì a farne un buon utilizzo e i soldi della moglie finirono, decise di vendere la sua ricetta a Johann Daniel Kraft e Kunckel von Lowenstern per ben 200 talleri (circa 13000$!). I due cominciarono a visitare le corti di tutta Europa facendo molti soldi grazie a questa “pasta luminosa”. Poco dopo il giro d’affari incluse anche l’eminente matematico e filosofo Gottfried Leibniz.

Il fosforo ricavato da Brand è solo una piccolissima parte, parliamo di 120 grammi estratti da 5500 litri di urina, con le tecniche più moderne avrebbe potuto ottenere 0,11gr di fosforo bianco puro per litro, una quantità decisamente più elevata.

Molti elementi rischiano l’estinzione!

Nel 2011 Mike Pitts e i suoi colleghi della Chemistry Innovation Knowledge Transfer Network [1], hanno elaborato una nuova tavola periodica, rilevando che ben 44 elementi subiranno una drastica diminuzione entro i prossimi 100 anni, alcuni addirittura si avvicineranno a livelli critici. Il rapporto indica che tutti gli elementi delle terre rare, oltre a zinco, gallio, germanio, elio, argento e persino fosforo sono fortemente minacciati.

Gli esperti rivelano che “c’è un forte squilibrio tra la velocità con cui utilizziamo i materiali e la loro estrazione, stiamo creando elementi economicamente irrecuperabili”.

L’idea di Brand potrebbe suggerirci un modo per recuperare il fosforo, tant’è che si sente parlare di “miniere urbane”, estraendo questo elemento dalle feci e dall’urina, creando un vero e proprio riciclo dagli scarti umani.

E per gli altri elementi?

Lo studio dei campioni lunari ha rilevato una grossa abbondanza di titanio, alluminio, terre rare ed elio-3. Ciò potrebbe segnare l’inizio di una nuova era con la nascita di attività minerarie nello spazio, partendo proprio dal nostro satellite.

Journal reference:

[1]https://www.researchgate.net/publication/313623989_Endangered_elements_of_the_periodic_table

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