Secondo un nuovo studio il carbonio che è stato immagazzinato negli strati organici dei suoli delle foreste boreali per centinaia di anni potrebbe essere rilasciato nell’atmosfera a causa del riscaldamento globale che aumenta la frequenza degli incendi.

Incendi boschivi nelle foreste boreali canadesi. Focus / eyevine

Mentre gli incendi continuano a devastare le aree settentrionali di tutto il mondo, un gruppo di ricerca ha studiato l’impatto di questi incendi estremi su depositi di carbonio precedentemente intatti e studiando il suolo e la vegetazione della foresta boreale e come sono cambiati dopo una stagione di incendi da record.

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Le foreste boreali sono tra le principali protagoniste del ciclo globale del carbonio, si stima che in esse venga immagazzinato tra il 30 e il 40% di carbonio terrestre (1 Fonte).

Grandi quantità di carbonio vengono principalmente accumulate nel suolo organico, il che rende le foreste boreali e il suolo sotto le chiome degli alberi dei pozzi di assorbimento (2 Fonte).

Ogni 70-200 anni circa (3 Fonte), incendi di origine naturale causano grandi emissioni di carbonio, ma questi incendi “naturali” sono essenziali per mantenere la produttività e la biodiversità di queste foreste.

Ma i ricercatori ritengono che probabilmente il cambiamento climatico stia diminuendo l’intervallo di tempo che intercorre tra questi incendi naturali (l’intervallo di ritorno del fuoco). Si ritiene che a causa di temperature più calde, maggiore quantità di fulmini, stagioni di incendi più lunghe e condizioni di foresta più asciutte (4 Fonte) la frequenza degli incendi di origine naturale sia cresciuta.

In una nuova pubblicazione scientifica “Increasing wildfires threaten historic carbon sink of boreal forest soils” pubblicato su Nature, viene mostrato che l’aumento della frequenza del fuoco potrebbe trasformare le foreste boreali da pozzi di carbonio in fonti di carbonio.

Le foreste boreali da pozzi di carbonio in fonti di carbonio.

Le foreste boreali svolgono la loro funzione di pozzi di carbonio, accumulando carboni organico sul suolo. Gli incendi naturali, che come detto in precedenza avvenivano con un intervallo di 70-200 anni, generalmente bruciano e liberano dal suolo meno carbonio di quello accumulato, facendo si che ci sia un bilancio netto di carbonio a favore di quello accumulato. Ma se gli incendi avvengono con più frequenza e quindi non ci sia tempo per accumulare grandi quantità di carbonio organico sul suolo, gli incendi possono far tendere il bilancio netto di carbonio in negativo, facendo si che ci sia più carbonio liberato che carbonio accumulato.

Ha dichiarato Jennifer Baltzer, professore della Wilfrid Laurier University: “Tra l’intervallo di ritorno del fuoco, i suoli boreali accumulano carbonio, e nella maggior parte dei casi solo una parte di questo carbonio viene rilasciato quando le foreste subiscono il prossimo incendio. Nel tempo, questo spiega perché la foresta boreale è un pozzo di assorbimento di carbonio a livello globale.”

La ricerca

Per lo studio il team di ricerca ha raccolto campioni di suolo da oltre 200 appezzamenti di foreste e zone umide in tutto il territorio. Hanno applicato un nuovo approccio di datazione al radiocarbonio per stimare l’età del carbonio nei campioni.

Ha dichiarato Michelle Mack, del Center for Ecosystem Science and Society presso la Northern Arizona University (NAU): “Il carbonio si accumula in questi terreni come gli anelli degli alberi, con il carbonio più recente in superficie e il carbonio più antico nella parte inferiore. Pensavamo di poter usare questa stratificazione per vedere quanto lontano nel tempo, nella storia della foresta, gli incendi stavano bruciando”.

I ricercatori hanno scoperto che il carbonio in quasi la metà dei campioni prelevati da giovani foreste (meno di 60 anni) era sfuggito alla combustione durante il precedente ciclo di incendio ma non durante la stagione degli incendi da record del 2014.

Hanno affermato i ricercatori che i depositi più vecchi di carbonio, sono protetti durante gli incendi dal carbonio organico giovane. Ma se il suolo non ha il tempo di riaccumularsi dopo l’incendio precedente, anche gli strati più vecchi di carbonio diventano vulnerabili alla combustione. Questo schema potrebbe spostare le foreste boreali in un nuovo dominio del ciclo del carbonio, dove diventano una fonte di emissione di carbonio invece di una fonte di stoccaggio.

Conclusioni

Poiché si prevede che gli incendi si verificheranno più frequentemente e bruceranno più intensamente, il carbonio vecchio potrà essere rilasciato nell’atmosfera più spesso.

Ha dichiarato Prof. Merritt Turetsky, autore dello studio: “Comprendere il destino di questa scorta di carbonio boreale è davvero importante nel contesto dei gas serra dell’atmosfera e del clima terrestre. Questo è il carbonio che l’atmosfera ha perso centinaia o talvolta persino migliaia di anni fa. Il fuoco è un meccanismo che può rilasciare rapidamente quel vecchio carbonio nell’atmosfera dove può contribuire all’effetto dei gas serra.”

Ha detto che il potenziale passaggio della foresta boreale dallo stoccaggio del carbonio alla fonte di carbonio ha un impatto diretto sul clima globale e non è ben rappresentato nei modelli globali.

Journal Reference:

Xanthe J. Walker, Jennifer L. Baltzer, Steven G. Cumming, Nicola J. Day, Christopher Ebert, Scott Goetz, Jill F. Johnstone, Stefano Potter, Brendan M. Rogers, Edward A. G. Schuur, Merritt R. Turetsky & Michelle C. Mack. Increasing wildfires threaten historic carbon sink of boreal forest soils. Nature, 2019 DOI: 10.1038/s41586-019-1474-y

Fonte

  • Kasischke, ES, Christensen, NL Jr & Stocks, BJ Ecol. Appl. 5 , 437–451 (1995).
  • De Groot, WJ, Flanningan, MD & Cantin, AS For. Ecol. Mgmt 294 , 35–44 (2013).
  • Bergeron, Y., Flannigan, M., Gauthier, S., Leduc, A. & Lefort, P. AMBIO 33 , 356–360 (2004).
  • Goodale, CL et al. Ecol. 12 , 891–899 (2002).

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