Il prof. Antonio Moretti fornisce una breve analisi dei terremoti di questa estate.

♦ Di Antonio Moretti

Buongiorno Carissimi, chiedo perdono a tutti coloro che lamentano la mia prolungata latitanza su FB, ma la mia innata pigrizia mi impone di non dire niente quando non ho niente da dire… Del resto basta guardare la televisione e la politica per sentire idiozie più che sufficienti per almeno tre vite….

Tornando ai nostri terremoti, fortunatamente le nostre faglie sono state abbastanza tranquille negli ultimi mesi da permettermi/ci un tranquillo Ferragosto, ma ecco che con il ritorno dalle vacanze questo 4.1 (Norcia Mw 4.0 del 01-09-2019 ore 02:02:39) birichino mi richiama all’ordine ed al lavoro.

Fuochi dei terremoti degli ultimi tre mesi

Come al solito quando si parla di terremoti non si può mai dire niente di certo, ma qualche considerazione credo sia possibile farla.

Quella che vi presento è la mappa (sempre dal sito INGV) dove ho selezionato i fuochi dei terremoti degli ultimi tre mesi. Per chiarezza ho eliminato quelli più profondi di 15 km (che fanno parte di un altro discorso legato alla subduzione adriatica) e quelli con magnitudo minore di 2, che sono meno precisi come localizzazione.

Come vedete spicca ancora l’assestamento dei terremoti del 2016-2017, con tanti epicentri medio-piccoli perfettamente allineati tra l’Aquila e Camerino, lungo la traccia di quelle che in superficie sono le faglie di M. Gorzano – M. Vettore.

Come ben sappiamo la faglia immerge verso W-SW, ed infatti in questa direzione si disperde la nuvola dei punti che rappresentano gli epicentri delle repliche.

Al margine sinistro della mappa si vede anche la piccola ma chiara concentrazione di scosse che ha colpito la zona del Cetona nelle prime settimane di giugno.

Come vedete l’appennino non ha mai tregua, ne sarebbe immaginabile il contrario.

Normale “assestamento” delle strutture geologiche

Il terremoto del 1-9-2019, così come quelli minori che stanno interessando da qualche settimana la zona di Cittàreale, si collocano al margine della sequenza, ma ad una profondità tale (8-10 km) da rientrare in pieno all’interno del volume di crosta interessato dai rilasci di energia della sequenza del 2016-2017 ad oggi.

Credo perciò non sia azzardato dire che siamo ancora nel normale “assestamento” delle strutture geologiche responsabili dei terremoti di Amatrice, Norcia e Montereale.

“Can che abbaia non morde”, dicevano i vecchi… ma da troppo tempo gran parte dell’Appennino tace…

Buon ritorno alla italica “normalità” a tutti!!!

P.S.

Per i più curiosi, ho approfittato dell’estate per studiare e preparare qualche bella lezione per il prossimo anno accademico, naturalmente in chiave geo-catastrofica!!

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