Primo report di viaggio del nostro autore Claudio Sbaraglia che ci racconta il suo viaggio presso la penisola di Osa, Costa Rica.

Quante volte hai cercato su internet luoghi immersi nella natura selvaggia dove poter trascorrere le meritate vacanze? La penisola di Osa rispecchia completamente le caratteristiche di selvaggia, meravigliosa ed in alcuni tratti incontaminata natura.

Presenta al suo interno una delle aree più ricche in fauna e flora del pianeta, circa il 3% della biodiversità mondiale, chiamata Corcovado National Park. Quello che sorprende del Costa Rica è l’abbondante biodiversità in relazione alla sua piccola superficie rispetto Paesi tropicali come il Brasile che presentano tassi di biodiversità maggiori avendo però a disposizione superfici nettamente più ampie.

Bahia Drake

La mia avventura attraverso questa fantastica penisola cominciò con un viaggio su una barca che partì da Sierpe e seguì il fiume omonimo fino all’oceano, dove costeggiando la costa si arriva alla famosa Bahia Drake.

In questa zona durante il XVI secolo arrivarono gli Inglesi capitanati da Sir Francis Drake, dal quale la baia prende il nome. Si pensa che fu usata come porto e che nasconda uno dei fantastici tesori inglesi anche se finora non vi è alcuna prova a sostegno della presenza di tesori.

Una volta approdati sulla baia ci sono vari sentieri lungo la costa che permettono di immergersi nella foresta tropicale e di raggiungere piccole spiaggette dove potersi rilassare tra oceano e alberi, ovviamente con il permesso delle are scarlatte (Ara macao) le quali sono solite a rumoreggiare piuttosto spesso tra loro!

La maggior attrazione della zona resta sicuramente il parco nazionale Corcovado che si raggiunge tramite una barca che salpa alle 6.30 del mattino, dato che ai tropici l’alba è alle 5.30 e il tramonto verso le 17.30. Per questo motivo la maggior parte delle attività che richiedono svariate ore per il loro svolgimento hanno partenze all’alba.

All’interno del parco è possibile entrare solo ed esclusivamente con la guida e non è permesso rimanere nel parco dopo le 18, gli unici che possono rimanere dopo tale orario sono i ranger del parco.

La flora

La flora si presenta maestosa con un fitto sottobosco e alberi piuttosto alti che sviluppano le loro radici superficialmente poiché il suolo in climi tropicali risulta essere povero a causa delle frequenti piogge le quali non permettono ai nutrienti di fissarsi nel suolo. Questo processo si chiama lisciviazione del suolo. Altro fattore importante è l’accumulo di molta materia organica sulla superficie del suolo formando l’humus, il quale è molto gradito dalle radici degli alberi originando bellissimi disegni sui sentieri.

La fauna

La fauna del parco è vastissima e comprende esemplari di coccodrilli, basilischi, tapiri, pecari, rapaci ed uccelli non volatori, tartarughe e molto altro.

Gli animali all’interno del parco sono abituati alla presenza dell’uomo ma ci tengo a sottolineare che non vengono mai alimentati né dai turisti né dai ranger, poiché vivono allo stato naturale e così deve restare.

Durante la nostra permanenza siamo stati molto fortunati poiché abbiamo visto un tapiro passeggiare beatamente sulla spiaggia in pieno giorno anche se questo animale ha abitudini prevalentemente notturne. È stata un’emozione unica vedere un esemplare di questo animale camminare tranquillamente ad una decina di passi da noi e mangiare foglie dall’albero con estrema tranquillità.

Le scimmie urlatrici e le varie specie di uccelli formano l’orchestra della foresta che non vi lascerà mai senza audio, mentre a terra è possibile avvistare l’hocco maggiore (Crax rubra) e il tinamo maggiore (Tinamus major).

Altro animale presente in grande quantità nel mese di agosto è una falena diurna (Urania fulgens) la quale è una specie migratoria tra USA e Sud America.

Biodiversità acquatica

Oltre alla biodiversità terrestre è possibile ammirare quella acquatica facendo snorkeling o immergersi muniti di bombole all’isola vicino, Isla del Cano. Durante lo spostamento dalla baia all’isola con la solita barchetta si è verificato un piccolo intoppo di percorso, abbiamo colpito involontariamente una megattera con l’elica del motore. Non penso che le abbiamo procurato un danno ingente ma ci ha suggerito, passandoci ad un metro di distanza dalla barca, di andarcene velocemente e cosí abbiamo fatto!

Le megattere australi e boreali si riuniscono ai tropici per l’accoppiamento e la crescita dei cuccioli durante il periodo che va da fine luglio fino a novembre circa, un tempo sufficiente perché i cuccioli possano formare lo strato di grasso necessario a sopravvivere nelle gelide acque dei poli.

Durante il corteggiamento i maschi di megattera (Megaptera novaeangliae) compiono il caratteristico balzo fuori dall’acqua per impressionare le femmine e ottenere la loro disponibilità ad accoppiarsi con loro.

Arrivati vicino all’isola ci siamo calati dalla barca e, muniti di maschera e boccaglio, abbiamo osservato il fondale ricco di coralli e pesci tropicali. Tra le tante forme di vita abbiamo avuto la fortuna di vedere due tartarughe bastarde olivacee (Lepidochelys olivacea) posate sul fondale in posizione di riposo.

Conclusioni

Il Costa Rica è ben consapevole della propria ricchezza, la natura, e si attiva moltissimo affinché questa ricchezza venga protetta e preservata istituendo numerosi parchi nazionali e aree protette. Parlando con la gente del posto ho notato una profonda conoscenza e notevole interesse rispetto agli animali e piante, credo che in questo dovremmo prendere spunto da loro e imparare una cosa molto importante: preservare la natura è un dovere di ogni persona.

Suggeriamo la lettura dei report di viaggio di Andrea Aromatisi e Daniela Scaccabarozzi

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