Le cure parentali sono tassonomicamente diffuse e coprono una vasta gamma di comportamenti e tratti associati tra cui approvvigionamento (alimentazione) e difesa della prole e tratti non comportamentali come approvvigionamento di gameti, gestazione e nidi. 

Per cure parentali si intende l’insieme di tutti quei comportamenti atti alla cura e alla sopravvivenza della prole.

La tipologia, l’intensità e il tempo delle cure parentali variano in base alla specie.

Questi comportamenti sono stati studiati soprattutto in mammiferi e uccelli, ma è stato dimostrato che sono adottati anche in altri vertebrati e in alcuni invertebrati.

Da uno o entrambi i genitori

Nella maggior parte dei casi, le cure parentali sono attuate dalla madre, ma non è raro che possano essere effettuate da entrambi i genitori.

Questo aspetto ovviamente varia in base alla socialità della specie in questione, per esempio: nelle specie ittiche che attuano le cure parentali, nella maggior parte dei casi sono i maschi a prendersi cura della prole.

Nei mammiferi la maggior parte degli animali affida le cure parentali esclusivamente alla femmina e solo una parte ridotta presenta cure biparentali.

Per quanto riguarda gli uccelli, invece, nella maggioranza dei casi la prole è accudita da entrambi i genitori.

Oltre che provvedere alla cura, alla difesa e al nutrimento dei cuccioli, i genitori che compiono cure parentali, soprattutto quando queste sono prolungate nel tempo, forniscono le competenze alla prole per divenire adulti indipendenti.

In altre parole, questi animali insegnano ai propri piccoli quello che devono sapere per affrontare il mondo!

Esempi di comportamenti post parto di genitorialità: a) Nicotrofo orbicollisi, b) storni wattled Creatophora cinerea, c) Homo sapiens umano d) cinghiale Sus scrofa. L’immagine e) mostra un esempio di un comportamento di gruppo nei babbuini chacma Papio ursinus. Crediti fotografici: a-Jena Johnson, b e e-Nick Royle, ce d-pixabay.com. Fonte: DOI: 10.1002/9781119313663.ch7

Investimento parentale

Consideriamo come investimento parentale qualunque consumo energetico che avvantaggia la prole, pur avendo un costo che limita la capacità dei genitori di investire nelle proprie attività.

Infatti garantire ai piccoli la sopravvivenza, e quindi la riproduzione, richiede ai genitori notevoli sforzi.

Più le cure parentali sono intense e durature, più lungo sarà il periodo nel quale il/i genitore/i non potranno riprodursi nuovamente.

2 examples of different forms of parental care in insects. (a) nest building in the wasp Polistes dominula. in this species, foundresses and female workers build paper nests from processed plant material. (b) egg brooding in the golden egg bug Phyllomorpha laciniata. The eggs might be carried either by the male that sired them or by individuals that are unrelated to the eggs. (c) egg brooding in the ferocious water bug (Abedus herberti). The male is carrying a clutch of eggs that has been glued to his back by the female. (d) viviparity in tsetse flies of the genus Glossina. The female has just given birth to a fully mature larva that has a similar body mass to its mother. (e) offspring attendance in the european earwig (Forficula auricularia). The female stands guard over a brood of young nymphs. (f ) food provisioning in the burying beetle Nicrophorus vespilloides. The female parent is provisioning pre-digested carrion to a begging larva. (photographs by Jon Carruthers, hannes günther, Chris goforth, ray Wilson, Joël Meunier and per Smiseth.)
esempi di diverse forme di cura dei genitori negli insetti. a) costruzione del nido nella vespa Polistes dominula. in questa specie, le fondatrici e le lavoratrici costruiscono nidi di carta da materiale vegetale trasformato. (b) covata dell’uovo nel cimice dorato Phyllomorpha laciniata. Le uova potrebbero essere trasportate dal maschio che le ha prodotte o da individui estranei alle uova. (c) cova di uova nel feroce insetto d’acqua (Abedus herberti). Il maschio porta una mazzetta di uova che è stata incollata alla sua schiena dalla femmina. (d) viviparity in tsetse mosche del genere Glossina. La femmina ha appena dato alla luce una larva completamente matura che ha una massa corporea simile a sua madre. e) la presenza della prole nel earwig europeo (Forficula auricularia). La femmina fa la guardia a una nidiata di giovani ninfe. (f) approvvigionamento alimentare nello scarafaggio seppellente Nicrophorus vespilloides. La madre genitrice sta provvedendo al provisioning di carogne pre-digerite in una larva di supplica. (fotografie di Jon Carruthers, Hannes Günther, Chris Goforth, Ray Wilson, Joël Meunier e per Smiseth.). Fonte: DOI: 10.1093/acprof:oso/9780199678020.003.0012

Selezione parentale

In specie che vivono in gruppi sociali, è possibile osservare che individui diversi dai genitori, ma pur sempre imparentati con i piccoli (per esempio fratelli di cucciolate precedenti, zii…) si prendano cura di loro, al fine di avvantaggiare la trasmissione della propria linea genetica.

In questo modo le possibilità di sopravvivenza dei cuccioli, e quindi il loro futuro successo riproduttivo, aumentano. Tuttavia, per gli individui che compiono questo comportamento non devono esserne eccessivamente svantaggiati. In altre parole, i costi non devono essere superiori dei benefici.

Ciclide del Tanganica con avannotti intorno pronti a rientrare nella bocca del genitore che funge da tana.

Conclusioni

Le cure parentali forniscono un enorme vantaggio alla prole, nonostante i costi per i genitori siano molto elevati. Tuttavia, questo tipo di investimento è necessario per aumentare la fitness (ovvero il contributo, in termini di patrimonio genetico, che un individuo è in grado di trasmettere alle generazioni successive) di questi individui.

È stato anche evidenziato che le cure parentali rappresentano il primo contatto sociale dei piccoli e siano un preadattamento per lo sviluppo della socialità.

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