Abbiamo appena concluso un 2019 con un bollettino poco rassicurante dal punto di vista climatico e il buon auspicio per questa nuova decade è quello di trovare un sobrio equilibrio tra la necessità dell’uomo e quelle del pianeta.

La prerogativa di buon auspicio per questa nuova decade è quella di trovare un sobrio equilibrio tra la necessità dell’uomo e quelle del pianeta.

Abbiamo appena concluso un 2019 con un bollettino poco rassicurante dal punto di vista climatico, con spaventose immagini sugli effetti ambientali registrando l’anno più caldo di sempre e le conseguenze sull’ecosistema che non risponde bene alla mancanza del ciclo delle stagioni.

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Iniziamo il 2020 con un bollettino di guerra

Iniziamo invece un 2020 con un altro bollettino, ma di guerra in questo caso, con la danza macabra tra l’occidente e le forze oscurantiste dell’oriente, invisibili, che cospargono la vasta regione medio-orientale e le nazioni limitrofe. La guerra al terrorismo, ovvero il nemico invisibile, si è fatta più intensa perché questa volta la nazione in questione è l’Iran con tutti i suoi giochi di potere dalla Libia fino al Pakistan.

La società occidentale polarizzata ideologicamente

La società occidentale si è sempre di più polarizzata ideologicamente rispetto al recente passato di venti o trent’anni fa, quando internet era agli albori e soprattutto quando i media tradizionali regnavano l’informazione.

Col passar di questi anni abbiamo cambiato le nostre idee anche in modo radicale ed in un lasso di tempo minore nell’era digitale di oggi, mentre fino a ieri occorreva una finestra di tempo maggiore per far sì che il messaggio potesse prender piede ed influenzare la società.

Con un’infinita banca dati siamo oggi riusciti a riscoprire vecchi pensieri politici ed impiantarli la dove non sarebbero mai cresciute autonomamente. Un’ondata di ideologie socialiste ha preso d’assalto il nord America dando fama a nuovi volti della politica liberale, come reazione opposta alla situazione presidenziale a Washington.

Le nuove generazioni esposte ai contenuti attraverso i social sono influenzate maggiormente e lo abbiamo visto con il fenomeno di Greta Thunberg, dove le sue tappe attraverso le maggiori capitali in occidente sono riuscite a coinvolgere milioni di studenti, i quali, scesi in piazza hanno voluto incidere sulle decisioni ambientali di oggi e del domani. 

Ideologia anti-capitalista

A questo si annette la politica dall’ideologia più radicale di sinistra che spinge per un futuro anti-capitalista, ma l’ideologia si presenta come un impeto adolescenziale o forse come un riflesso condizionato scaturito da un’antipatia verso certe entità capitaliste e di destra.

Eppure amiamo Amazon e non possiamo fare a meno di un sistema globale commerciale che soddisfa, a prezzi vantaggiosi, la domanda -soprattutto l’avidità- di una società occidentale impoverita economicamente, e che non potendo più permettersi di acquistare la qualità dei prodotti nazionali, si vede costretta  a rivolgersi verso le alte quantità industriali dei prodotti orientali: il ‘Made In China’ non è più una scelta secondaria perché è oggi lo standard mondiale.

Prove di sostenibilità

Prove di sostenibilità quindi; affrontare il domani non attraverso le politiche del passato che hanno promosso errori storici dalle conseguenze odierne, ma bensì ridefinendo la nostra concezione di commercio, lavoro, abitudini.

Se l’idea di lavorare 6 ore al giorno piuttosto che 8 è vista dalla Scandinavia come soluzione per aumentare la produttività e dedicare più tempo alla famiglia, sicuramente il cambiamento può anche venire dal basso chiedendo nuovi obiettivi sociali.

A questo, però, deve seguire un progresso di scelte plurali degli individui con un fine comune e raggiungibile per poter essere tangibile. Il domani sarà sempre più inclinato verso cambiamenti drastici che sradicheranno vecchie concezioni umane e professionali, partendo innanzitutto dalla formula del lavoro e della sua evoluzioni attraverso le tecnologie.

Comunicazione verso le masse

Ecco che la comunicazione verso le masse sarà sempre più nevralgica per cambiare le opinioni della società.

Un errore da parte degli ambientalisti e della politica verde è quella di ‘impaurire’ il cittadino comune con scenari catastrofici che non forniscono alcuna speranza per un domani, sperando di convincere il pubblico; oppure quello di date remote del 2050 della commissione europea come target per un futuro senza combustibili fossili e le loro emissioni.

Serve un percorso più concreto alla portata di tutti da raggiungere senza promesse fantascientifiche. Una road-map fatta di piccoli obiettivi raggiungibili in tempi concreti ed alla portata di tutti. Allo stesso tempo l’antagonismo dei partiti di destra dimostra tutto il suo carattere sciovinista ed incurante sulla serietà dei temi climatici; si andranno ad intensificare le tribune politiche per il consenso ideologico fino a quello economico.

Il fallimento della flessibilità lavorativa e i danni annessi creatisi

Difficilmente potranno esserci risvolti positivi di sostenibilità fino a quando non ammetteremo il fallimento della flessibilità lavorativa e i danni annessi creatisi.

Questo fenomeno ha creato un precariato professionale, ma anche morale, il quale spinge al denominatore comune l’interesse verso il welfare della società e per l’ambiente perché l’insicurezza economica di ogni individuo spinge ad ignorare ciò che si trova all’esterno.

Questo si traduce in un contesto dove le condizioni economiche delle famiglie, includendo anche il singoli individui, sovrastano qualsiasi altro interesse comune e quindi le persone saranno propense a salvaguardare in a priori il proprio status ignorando tutto il resto. 

Lo scrittore statunitense James Howard Kunstler descrisse dagli inizi degli anni novanta il problema della crescita occidentale attraverso la risorsa rappresentata dal petrolio.

Kunstler predisse, scrivendo più libri in capitolo tra i quali Geography Of Nowhere e The Long Emergency, di come le aspettative di quelle nazioni vincolate al Petro-Dollaro fossero limitate, dominate, da una crescita virtualmente infinita dove è predicato il capitalismo moderno che non conosce argini da rispettare e delle propria egemonia da protrarre. Del resto ciò non significa che lo strumento di scambio tra persone di un bene per una moneta sia sbagliato, ma che il suo abuso sia divenuto fonte di forti anomalie nella società e nel nostro destino. 

Era post-petrolifera

Il futuro caratterizzato dall’era post-petrolifera  vede l’abbandono delle mega strutture costruite dall’uomo come simbolo del potere commerciale sugli individui. Successivamente sarà caratterizzato dalla decadenza moderna occidentale influenzata dall’oriente.

Centri commerciali, grattacieli, stadi, fanno parte di questa dimensione di volumi architettonici sulla via del tramonto perché non adatti alle vere necessità sociali. Dunque il restringimento del commercio futuro da globale a regionale nel quale la domanda verrà soddisfatta localmente.

Sempre seguendo il pensiero di Kunstler: nel futuro le periferie delle capitali occidentali diventeranno favelas del primo mondo per l’incapacità di poterle mantenere e in primis di poterci vivere per i costi proibitivi.

La riqualificazione degli spazi urbani commerciali sarà il salvagente delle città di domani dopo il decadimento delle periferie e la lenta morte dei centri commerciali.

Conclusioni

I prossimi anni si giocheranno attraverso quella stabilità. La società riuscirà a percepire attraverso un miglioramento della qualità della vita.

Con un continuo precariato nel mondo del lavoro -anche a livelli internazionali- continuerà un persistente precariato sociale, atto a sfibrare le regole civili comuni tra individui deteriorando qualsiasi volontà di guardare al futuro.

Non saranno più le favole utopiche a guidare le nuove narrative politiche e finanziarie delle nazioni, ma bensì realtà più ristrette alle necessità immediate delle persone ed alla loro condizione attuale.

Il populismo ed i voti di pancia continueranno a dominare la politica internazionale, sempre di più, fino a quando il nexus politico-economico inizierà seriamente a sostenere un principio democratico verso la società atto a promuovere le vere necessità degli individui.

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