Abbiamo subito capito tutti l’importanza di appiattire e di far decrescere la curva dei contagi, ma ora o mai più dobbiamo necessariamente capire tutti che anche la curva di Keeling, la curva della concentrazione della CO2 è da far appiattire e magari decrescere.

L’immagine che più ha catturato la nostra attenzione in questi mesi di pandemia è la ormai famosa curva dei contagi, e quanto sia stato importante far appiattire il suo picco per poi lentamente farla decrescere.

In questo periodo abbiamo più volte sottolineato di come bisognerebbe trarre degli insegnamenti da questa situazione;

“Abbiamo la storica opportunità di indirizzare gli investimenti nel campo energetico verso un cammino più sostenibile e accelerare la transizione all’uso di fonti di energia rinnovabile. “

Ma adesso soffermiamoci a pensare che il clima e il cambiamento climatico offre un grafico, e quindi una curva, analogo che assolutamente necessità anche esso di essere appiattito e magari portato alla decrescita, parliamo della curva di Keeling.

Curva di Keeling

La Curva di Keeling è una registrazione quotidiana della concentrazione globale di biossido di carbonio nell’atmosfera mantenuta dallo Scripps Institution of Oceanography presso UC San Diego.

L’aumento del biossido di carbonio atmosferico è un effetto dei comportamenti che stanno causando il cambiamento climatico.

Indubbiamente, la forza motrice più immediata dietro l’innalzamento dei livelli di biossido di carbonio nell’atmosfera è il nostro rilascio collettivo del gas serra stesso – cioè le nostre emissioni. Gli scienziati del clima sono decenni che ci dicono cosa dobbiamo cambiare e cosa dobbiamo fare per limitare l’aumento della concentrazione di CO2 e di conseguenza limitare il riscaldamento globale.

Carbon budget

Come bene sapete alla conferenza sul clima di Parigi (COP21) del dicembre 2015, 195 paesi hanno adottato il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sul clima mondiale.

Tale accordo di Parigi ha l’obiettivo di mantenere il riscaldamento ben al di sotto di 2° C (e preferibilmente al di sotto dei +1,5 ° C). Per evitare di superare questo riscaldamento è stato definito il carbonio budget al quale assolutamente dobbiamo cercare di attenerci.

Suggeriamo la lettura di: Carbon budget, che cos’è?

Il Carbon budget in sostanza delinea quanta CO2 “possiamo” ancora emettere prima di superare il punto di non ritorno, la soglia oltre la quale la temperatura media globale supererà i + 2° gradi centigradi rispetto alla temperatura media preindustriale.

Al di sotto dei +2 ° C

Probabilmente il mondo ha già superato il periodo in cui avremmo potuto ridurre le nostre emissioni a un ritmo piacevole. 

Se le emissioni globali avessero raggiunto il picco un pò dopo l’inizio del millennio, ci saremmo potuti permettere una riduzione delle emissioni di circa il 2 percento all’anno. 

Ma siccome ciò non è stato perseguito e anzi stiamo ancora facendo aumentare la concentrazione della CO2 atmosferica, ora la riduzione annuale richiesta è circa del 7/8 percento.

Per comprendere quanto impegno servirebbe per ottenere tale riduzione dovete tener conto che secondo alcune previsioni, nel 2020, causa blocco Coronavirus, ci sarà un calo delle emissioni di anidride carbonica compreso tra lo 0,5 e il 5 per cento.

Al di sotto dei +1,5 ° C

Questo è il grafico che prevede un riscaldamento di +1,5 ° C

La curva ci mostra come l’impegno per ottenere questo risultato è ancora più ripida.

Conclusioni

Dal momento che non possiamo tornare indietro nel tempo, è allettante immaginare che oltre a puntare in maniera fondamentale ad emissioni 0 è auspicabile una strategia di sequestro del carbonio presente in atmosfera.

Per ottenere riduzioni delle emissioni ai tassi necessari per evitare di superare il Carbon budget, probabilmente dovremo implementare tecnologie che aspirano, catturano o altrimenti sequestrano l’anidride carbonica, sia dall’atmosfera che quando viene emessa.

Ovviamente anche qui bisognerà stare in allerta per non dobbiamo contare sulle tecnologie che ci portino ad emissioni negative, ma come già detto precedentemente bisognerà come prima cosa puntare a 0 emissioni.

Fonti:

  • www.ipcc.ch/site/assets/uploads/sites/2/2019/02/SR15_Chapter2_Low_Res.pdf#page=16
  • www.nature.com/articles/nclimate2384
  • www.ipcc.ch/sr15/chapter/chapter-2/2-3/2-3-2/2-3-2-1/figure-2-5/
  • www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/14693062.2019.1623165

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