Il Circolo Polare Artico sta affrontando un’anomala ondata di caldo, che sta portando in Siberia temperature sopra la media anche di 20°C.

Non sarebbe primavera nell’era del cambiamento climatico senza una massiccia ondata di caldo nell’Artico.

Aria incredibilmente calda si è sollevata sopra la Siberia, sopra l’Oceano Artico e parti della Groenlandia. Il calore sta anche contribuendo a diffondere diffusi incendi.

La Russia ha registrato il suo inverno più caldo di sempre, trainato in gran parte dal caldo siberiano. Ad aprile, secondo i dati della NASA, le temperature dell’Artico hanno registrato una media di 9,4 gradi Celsius sopra il normale.

Un’ondata di caldo

Ora (maggio 2020), un’ondata di caldo sta intensificando ulteriormente le anomalie termiche. Martin Stendel, uno scienziato del clima presso il Danish Meteorological Institute, ha dichiarato che questo calore a metà maggio è “abbastanza straordinario … non c’è un evento simile così presto nella stagione”.

Ha dichiarato Mika Rantanen, ricercatrice presso l’Istituto meteorologico finlandese: “Penso che l’aspetto più influente sia che quella particolare area in Russia ha registrato l’inverno più caldo di sempre. …credo che la mancanza di neve possa svolgere un ruolo fondamentale in quanto il calore non è stato riflesso dalla neve. “

Incendi continuano a diffondersi sopra il circolo polare artico

Sulla terra queste anomali termiche si tramutano in incendi, che si continuano a diffondersi sulle foreste boreali.

Le foreste boreali sono tra le principali protagoniste del ciclo globale del carbonio, si stima che in esse venga immagazzinato tra il 30 e il 40% di carbonio terrestre.

Suggeriamo la lettura di: Gli incendi estremi minacciano di trasformare le foreste boreali da pozzi di carbonio a fonti di carbonio

Pierre Markuse, un esperto di monitoraggio satellitare, ha tenuto d’occhio la serie di incendi sempre più anomali sopra il circolo polare artico, un luogo noto più per il ghiaccio che per il fuoco. La maggior parte delle fiamme che ha documentato si trovano nella parte orientale della Siberia, che ha anche affrontato la sua giusta quota di calore tutto l’anno, oltre al basso manto nevoso.

Declino del ghiaccio marino artico

Poi ci sono gli impatti sull’oceano, perché i cambiamenti climatici non si fermano solo sul bordo dell’acqua.

Il calore che si è riversato sui mari che confinano con la Siberia e il Mare di Kara a nord nella parte occidentale della regione ha causato il più rapido declino del ghiaccio marino.

Dopo un lento declino nella prima parte di maggio, l’aria calda ha alimentato un netto declino del ghiaccio marino.

All’inizio della scorsa settimana, l’estensione del ghiaccio registrava il livello più basso che sia mai stato rilevato a maggio.

Conclusioni

Questi impatti sono gli ultimi di una serie di eventi straordinari che stanno colpendo l’Artico. L’estate scorsa, secondo i dati diffusi nell’analisi mensile del clima della National Oceanic and Atmospher Administration (NOAA), una stazione meteorologica in Svezia a nord del circolo polare artico ha registrato la straordinaria temperatura di 34,8 gradi Celsius.

Sempre l’estate scorsa, il termometro ha raggiunto i 21 gradi Celsius nell’insediamento più settentrionale del pianeta. 

L’Artico si sta riscaldando due volte più velocemente del resto del globo grazie alla propensione dell’umanità a trattare l’atmosfera come una discarica di rifiuti di carbonio.

Il rapido riscaldamento nell’Artico ha portato a una serie di improvvisi cambiamenti che hanno sconvolto la regione. Il ghiaccio marino sta scomparendo, gli incendi stanno diventando più comuni e feroci e la Groenlandia si sta sciogliendo a un ritmo allarmante.

Lo scioglimento del ghiaccio marino espone la scura acqua oceanica che, al contrario della bianca neve che riflette il calore, assorbe più calore, mentre gli incendi immettono anidride carbonica nell’atmosfera, intensificando l’effetto serra e di conseguenza intrappolando ancora più calore.

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