Con i nuovi confini del Parco Sirente Velino, proposti dalla giunta regionale, verranno esclusi siti di riproduzione dell’aquila e gufo reale, falco pellegrino, lanario e falcone.

La giunta regionale abruzzese ha approvato una proposta di legge che prevederebbe la revisione dei confini del Parco naturale regionale Sirente Velino, una proposta che non punta ad una maggiore salvaguardia dell’ambiente e delle specie protette all’interno del Parco, ma bensì va controcorrente arrivando addirittura ad esclusi siti ecologicamente molto importanti come: siti di riproduzione dell’aquila e gufo reale, falco pellegrino, lanario e falcone.

Afferma Massimo Pellegrini, naturalista e decano degli ornitologi abruzzesi in merito agli effetti di tale proposta: “Un sito di riproduzione di aquila reale, uno di gufo reale, due di Falco pellegrino e uno di Lanario, una rarissima specie di falcone tutelato come prioritario dalla Direttiva Comunitaria ‘Uccelli’, oggi all’interno del parco del Sirente-Velino, rimarrebbero esclusi dall’area protetta se venisse approvata la proposta della Giunta regionale di taglio dei confini per circa 8.000 ettari. Sarebbero altresì tagliati anche importanti territori di alimentazione di un’altra coppia di aquila reale e di gufo reale”.

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Cosa giustificherebbe tale scellerata proposta?

Le motivazioni utilizzate per giustificare questa eventuale riperimetrazione sono le seguenti:

  • L’emergenza in conseguenza dei danni da fauna selvatica (soprattutto cinghiali);
  • Le difficoltà connesse alla ricostruzione post terremoto e quindi alla burocrazia e alle norme da seguire all’interno del Parco.

Tali motivazioni non posso in nessun modo giustificare una proposta del genere, ridurre e spezzettare un Parco per far uscire alcuni paesi dalla zona parco così da non doversi attenere alle norme (se proprio potrebbero chiedere provvedimenti ad hoc per paese) e permettere una caccia più diffusa al cinghiale.

Cinghiali sul Velino

Una decisione anacronistica

Oggi più che mai un territorio montano per valorizzare i propri borghi dovrebbe puntare all’eco turismo, sulla tutela ambientale, sulla sostenibilità e sulla riconversione ecologica.

Afferma Pellegrini: “Da decenni conduciamo censimenti sulle specie particolarmente a rischio. Con i miei colleghi, non appena vista la cartina con i tagli proposti, siamo andati a controllare i dati in nostro possesso derivanti o dai nostri studi o di quelli di altri ricercatori, spesso oggetto di pubblicazioni scientifiche a livello nazionale e internazionale. Diverse specie protette a livello comunitario sarebbero interessate e le loro aree di riproduzione, penso a quelle di Coturnice, e svernamento ricondotte a territorio in cui la caccia sarebbe riaperta e altre attività impattanti potrebbero essere autorizzate in maniera certamente meno controllata rispetto ad ora”.

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Grifone sul Velino

Una decisione che preclude l’espansione e la ripresa dell’orso Bruno Marsicano

Afferma Pellegrini: “le zone che sarebbero escluse ricadono tra quelle fondamentali per collegare ecologicamente il parco del Gran Sasso e quello del Sirente. Stupisce che nelle carte prodotte dalla regione per provare questo ennesimo taglio del parco non vi sia alcuna valutazione scientifica degli effetti in termini faunistici.”

pianta endemica, Oxytropis ocrensis, è stata scoperta sul Monte Ocre, appartenente alla catena montuosa del Sirente-Velino.

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